giovedì 30 marzo 2017

Assistenza socio-sanitaria, una proposta per integrare pubblico e privato

Illustrata a Firenze nel corso dell’iniziativa ''Orizzonti di welfare'', arriva dal sistema delle imprese dell’Area Welfare di Legacoop Toscana
Redazione

“Sperimentare un modello di welfare di comunità che coinvolga attivamente più soggetti del territorio, anche apparentemente o storicamente lontani, con modalità innovative di relazione per trovare soluzioni a bisogni complessi di salute (sociale, sanitario, lavorativo, abitativo, di qualità della vita) in un’ottica di sviluppo di comunità e basandosi su logiche e strumenti diversi da quelli tradizionali”. E’ questa, nelle parole della presidente dell’Area Welfare di Legacoop Toscana Eleonora Vanni, la proposta di sharing welfare che arriva dal sistema delle imprese dell’Area, che è stata illustrata a Firenze, nella sala delle feste di Palazzo Bastogi, nel corso dell’iniziativa “Orizzonti di welfare”.

la proposta

Il valore economico e occupazionale dell’aggregato dell’Area Welfare Toscana (210 cooperative e una Società di Mutuo Soccorso) disegna un soggetto importante anche nel panorama dell’economia regionale, con un valore della produzione di oltre 395 milioni di euro, circa 30mila soci e 12mila addetti. In dettaglio il comparto conta 800 medici di medicina generale soci di cooperative, oltre 8mila soci lavoratori nelle cooperative sociali, circa 21mila soci utenti, di cui 12.500 assistiti dalla società mutuo soccorso. Nell’ambito dell’iniziativa di presentazione dell’Area Welfare è stata anticipata a livello regionale la proposta, allo studio del Ministero della Salute, di integrare pubblico e privato per rispondere al bisogno di welfare socio sanitario ed assistenziale, migliorare i livelli di assistenza senza far lievitare i costi.

il modello

Un modello che - vene spiegato - si basa su alcuni elementi cardine: governance pubblica del percorso di assistenza per garantire equità di accesso e garanzia dell’esercizio del diritto da parte dei cittadini; gestione integrata che vede il soggetto del privato sociale affiancare il sistema pubblico in tutte le parti che costituiscono il processo, attraverso un percorso di accreditamento e controllo pubblico a garanzia di qualità e trasparenza; forte presenza di attori privati, come cooperative sociali, cooperative di utenza, medici di medicina generale organizzati in forma cooperativa e forme di assistenza sanitaria integrativa volontaria.

“La proposta presentata oggi va nella direzione di una ottimizzazione della spesa per il welfare, che in Toscana fra risorse Inps, dei Comuni, della Regione, spesa delle famiglie e welfare aziendale ammonta al 2% del Pil regionale, circa 2,2-2,4 miliardi. Il nostro modello guarda al futuro, alla dignità e alla numerosità delle persone che necessitano di assistenza domiciliare, che hanno diritto a tempi di intervento brevi e sicuri, e alle finanze della Regione. L’applicazione della partnership pubblico-privato può determinare risparmi da investire in maggiore e migliore presa in carico del bisogno”, chiarisce Vanni.

“La gestione del welfare è oggi più che mai un tema all’ordine del giorno. Riguarda tutta la popolazione, ma in particolar modo la componente femminile. In tempi di crisi, il peso dell’assistenza a bambini e anziani tende a ricadere sulle donne. Per questo stiamo lavorando a soluzioni integrate ed economicamente sostenibili che possono favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, contribuire a liberare risorse e facilitare forme di reale sostegno alle famiglie” afferma Roberto Negrini, presidente Legacoop Toscana.

L'iniziativa

Nel corso dell’iniziativa, che ha visto in apertura i saluti del presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani, il caporedattore di Vita Stefano Arduini ha moderato un confronto dedicato alle opzioni di welfare per una nuova socialità, che ha visto la partecipazione di Stefania Saccardi, assessore regionale al diritto alla salute, welfare e integrazione socio-sanitaria, di Paolo Venturi, direttore di Aiccon, Mario Del Vecchio, Università di Firenze, Giovanni D’Agliano, direttore Politiche abitative Regione Toscana, Simone Campinoti, presidente di Confindustria empolese valdelsa, Raffaello Martini, psicologo di comunità, progetto Buonabitare. A seguire gli interventi di Luciano Marangoni del Centro studi Legacoop, Maurizio Pozzi, presidente di Sanicoop, Rossana Zaccaria, presidente di Legacoop Abitanti. Le conclusioni sono state affidate al presidente di Legacoop Mauro Lusetti.

30 settembre 2016
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