mercoledì 21 febbraio 2018

Restaurata la 'spa' di Cosimo de' Medici

Dopo 5 mesi di restauri, il Comodo di Cosimo, bagno privato di Cosimo de' Medici, torna al suo antico splendore. La stanza sarà inserita nel percorso museale di Palazzo Vecchio
Vincenzo D'Angelo
Comodo Cosimo

Foto: Geberit e Pozzi-Ginori per il restauro del Comodo di Cosimo de Medici

È stato restaurato il “Comodo di Cosimo” una stanza, adiacente al Salone dei Duecento, che oggi
potrebbe essere considerata come bagno privato con sauna. L'intervento della durata di cinque mesi è costato ventimila euro ed è stato sponsorizzato da Geberit e Pozzi-Ginori, mentre il coordinamento generale è stato affidato a Fondaco Italia, società leader nel settore della consulenza associata al recupero di opere d'arte e dei beni culturali.

Una stanza per il relax

L'ambiente, tecnologicamente molto avanzato per l'epoca, era frutto di una scelta sofisticata che si voleva riallacciare, in forma privata ed esclusiva, alla cultura termale dell'Antica Roma, sia nella parte tecnologica sia nelle decorazioni ispirate alle scene mitologiche. Destinata al benessere privato, si trattava di una vera e propria stanza per il relax e lo svolgimento funzioni corporali. L'elegante vasca in pietra era in grado di erogare sia acqua fredda che calda, opportunamente riscaldata in una stanza attigua, con diversi i punti di appoggio usati per riporre oli essenziali e oggetti per l'igiene personale.

“È un onore per noi riportare all'originale bellezza un ambiente ricco di storia e curiosità, con l'auspicio che venga presto inserito nel percorso museale di Palazzo Vecchio”, ha dichiarato il sindaco Dario Nardella. “Un luogo bellissimo, leggero e delicato impreziosito dai dipinti di Marco da Faenza della scuola del Vasari che ne fanno una vera e propria opera d'arte” ha aggiunto Giorgio Castiglioni, Direttore Generale Marketing e Distribuzione di Geberit.

Comodo di Cosimo Palazzo Vecchio Firenze

Foto: Geberit e Pozzi-Ginori per il restauro del Comodo di Cosimo de Medici

Uno scrigno d'arte "adottato"

L'intervento è inserito nel programma FLIC “Florence I Care” con il quale il Comune di Firenze offre a coloro che vogliono diventare suoi partner l'opportunità di “prendersi cura” della città partecipando in prima persona al finanziamento di iniziative volte alla valorizzazione del patrimonio artistico fiorentino.

4 dicembre 2017
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