lunedì 19 febbraio 2018

Street Clerks: 'Sanremo? Per ora lo guardiamo in tv'

Finora non hanno mai calcato il palco dell'Ariston, ma - ammettono - di averci pensato. Intervista ai fiorentini Street Clerks, impegnati in tv nel programma 'E poi c'è Cattelan'
Rocco Gurrieri
Fiorentini ancora mai saliti sul palco di Sanremo sono gli Street Clerks. Non che questo li abbia tenuti lontani dai riflettori, anzi. Ci parlo infatti fra una pausa e l’altra delle registrazioni della quinta stagione del programma Sky “E poi c’è Cattelan”.
 
Il palco dell’Ariston per voi descrive lo stato della musica italiana?
Non completamente. Il fatto che la canzone “sanremese” sia diventata una specie di genere musicale lascia intendere che artisti meno votati al “bel canto all’italiana” debbano sacrificare parte della propria originalità per parteciparvi. Ma non è un male, magari è nostalgia. Noi lo interpretiamo come un “omaggio” all’antica canzone italiana, tradizionale e pop.
 
Mai pensato di andarci?
Certo. Sarebbe una sfida magari un po’ buffa ma molto stimolante. In questi anni non abbiamo potuto pensarci concretamente per via del nostro impegno con Sky a “E poi c’è Cattelan”.
 
Nel singolo “Vitamina” si percepisce un sound più elettrico rispetto al vostro passato. Qualcosa è cambiato?
Nei nuovi pezzi la scommessa è stata provare a scrollarci di dosso qualsiasi tipo di etichetta, essere genuini. È stato un passo importante e necessario anche se il disco deve ancora uscire. Resta la passione per chitarre e voci ma come hai notato anche tu, si sono aggiunti nuovi elementi come le chitarre elettriche.
 
Da musicisti: esibirsi su un grande palco o in televisione sono due lavori distinti?
La tv e i grandi palchi sono cose diverse, a volte opposte. Sui palchi l’obbiettivo è pensare il meno possibile, dare tutto, entrare in empatia col pubblico. Lo show è calcolato, hai davanti più telecamere che persone, l’interazione è diversa. Fortunatamente però EPCC è molto “Live”, il pubblico risponde, di solito ci sono poche interruzioni e nel bene e nel male improvvisiamo parecchio! All’occorrenza recitiamo anche, come è capitato con Ben Stiller.
 
Una band o il/la cantante italiana di adesso che meglio incarna la vostra idea di qualità in musica.
Proviamo: l’ultimo Niccolò Fabi, Max Gazzè, the Giornalisti, l’ultimo Cremonini è bello e maturo e poi ci piace il nuovo underground... I Cani, Cosmo, Calcutta e molti altri.
 
8 febbraio 2018
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