venerdì 22 febbraio 2019

Mef, 50 anni di storia e un occhio al futuro

Cosa vede nel 2018 l'azienda leader nella distribuzione di materiale elettrico che ha appena spento 50 candeline? Nuove aperture, nuovi punti vendita e tanto risparmio energetico
Matilde Bernini

Cinquanta candeline per MEF nel 2018. Ma non è il numero più importante che l’azienda fiorentina leader nella distribuzione di materiale elettrico ha festeggiato in questi primi mesi dell’anno.

Con 600 fra dipendenti e collaboratori e 114 assunzioni solo nel triennio 2015-2017, 35 punti vendita a livello nazionale, un aumento del fatturato di 11 punti percentuali nel 2017 rispetto all’anno precedente, MEF continua a guardare lontano.

Il 2018 sarà l’anno dello “sbarco” in Lombardia con tre aperture contemporanee nell’hinterland milanese e del rafforzamento della presenza in Lazio, con un nuovo punto vendita a Civitavecchia, e in Emilia Romagna.

Non solo, l’azienda continuerà il suo percorso di specializzazione continua nei settori strategici del futuro: dall’elettrotecnica al risparmio energetico, dalla sicurezza alla domotica e all’automazione.
Se l’orizzonte è nazionale, la testa dell’azienda resta ben salda a Campi Bisenzio, lì dove tutto, mentre correva l’anno 1968, è iniziato.

LA STORIA

MEF nasce sotto l’impulso dei soci fondatori, Antonio ed Emilio Giaffreda insieme alle rispettive mogli Vanda e Margherita Picone, con il montaggio delle storiche “circoline” e con la rivendita di piccoli elettrodomestici. Poco meno di mezzo secolo più tardi, precisamente nel 2016, proprio a Campi MEF ha inaugurato il suo centro logistico in un’area di oltre 16mila mq. 

“Il Centro Logistico di Campi Bisenzio – spiega il direttore commerciale e marketing di Mef, Daniele Giaffreda - è fondamentale per MEF perché quando si arriva a certe dimensioni e certi livelli di fatturato, una struttura di coordinamento ci dà la possibilità di migliorare il livello del servizio offerto al mercato e contestualmente di recuperare efficienza nella gestione.

Il Centro Logistico rappresenta anche l’investimento più importante della nostra storia e non potevamo non farlo nella nostra città natale. La parola chiave è rispetto: nei confronti del nostro territorio, ma anche e soprattutto nei confronti dei nostri collaboratori.

Oltre il 60% della nostra forza lavoro risiede infatti tra Firenze e Prato ed è stato per mantenerla inalterata che abbiamo deciso di costruire il Centro Logistico proprio a Campi Bisenzio. Edificarlo in un’area più depressa avrebbe voluto dire ottimizzare i costi, ma la nostra etica e i nostri valori ci portano a mettere al centro della scena le persone, in tutte le scelte intraprese”.

23 marzo 2018
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