giovedì 13 dicembre 2018

Quattro artisti lituani a caccia della loro identità

Comincia giovedì 4 aprile la mostra "a staffetta" curata da Matteo Innocenti e dedicata al concetto di identità. Il primo step di un percorso che toccherà quattro nazioni diverse si svolge alle Murate. Progetti Arte Contemporanea ed è dedicato all'arte lituana contemporanea.
Redazione
Quattro giovani artisti lituani si interrogano sul concetto di identità a 100 anni dalla dichiarazione di indipendenza della nazione. A certain identity è il progetto a cura di Matteo Innocenti che dal 5 al 28 aprile viene presentato Le Murate. Progetti Arte Contemporanea nell'ambito del ciclo Global Identities: postcolonial and cross-cultural narratives ideato e diretto da Valentina Gensini, direttrice artistica delle Murate. Progetti Arte Contemporanea, che prevede – nell'arco dei primi sei mesi del 2018 - una serie di quattro eventi espositivi caratterizzati da una riflessione sul concetto di identità globale e sulle narrazioni in ambito postcoloniale e in dimensioni culturali ibride. 
 

Gli artisti: dalla Lituania alle Murate

A certain identity, che vede protagonisti i lavori dei quattro giovani lituani Arnas Anskaitis (1988, Kaunas), Ignas Krunglevičius (1979, Kaunas), Andrej Polukord (1990, Vilnius), Ieva Rojūtė (1989, Mažeikiai) - curata da Matteo Innocenti in collaborazione con Audrius Pocius e Alesia Savitskaya - è la prima mostra di un progetto che mette in relazione artisti di differente nazionalità intorno alle questioni dell'identità.
Organizzata dall'associazione culturale Tum, dal Vilnius Pataphysic Institute e dalla Fondazione Belarus, è resa possibile grazie al supporto del Ministero della Cultura Lituano e del Lithuanian Council for Culture e ha come partner istituzionali il Comune di Firenze, l'Ambasciata della Repubblica Lituana in Italia e il Consolato onorario Lituano di Firenze.
 

Il progetto: l'identità è il file rouge di una mostra "a staffetta"

 
A Certain Identity è un progetto di arte contemporanea che mette in relazione artisti di differente nazionalità intorno alle questioni dell'identità. Il progetto, di cui Firenze rappresenta il primo step, prevede una serie di mostre itineranti tra vari paesi, tenendo come unico limite quello geografico dell'Europa e dell'area vicina. 
Quattro artisti di una particolare nazionalità - scelti dal curatore in collaborazione con le istituzioni museali o Accademie di Belle Arti delle rispettive nazioni - sono invitati a “rappresentare” secondo la particolare inclinazione della propria ricerca, e secondo la cultura di provenienza, il fattore identità. Un invito a sentire la responsabilità del proprio fare artistico: le opere esposte diventano a tutti gli effetti indicative non solo dell'identità dell'artista, anche dell'identità nazionale cui egli appartiene. Ciò avviene in una nazione ospitante; successivamente altri quattro artisti partono dalla nazione ospitante per un'altra meta, e così via in un processo che andrà avanti nel tempo
 

Gensini: "Una mostra che attinge al grande vocabolario artistico del Novecento"

 
"A certain Identity apre uno squarcio di grande attualità su un paese, La Lituania, inesorabilmente e storicamente diviso tra due blocchi, due visioni culturali, economiche e socio-politiche - spiega Valentina Gensini -. Il vocabolario fortemente attuale utilizzato dai quattro artisti, che esplorano media molto diversi -installazione sonora, grafia, disegno, video, installazione ambientale e fotografia - colloca il loro lavoro in una prospettiva colta che si appropria del grande vocabolario artistico del Novecento assimilando cifre e riferimenti artistici provenienti sia dall'America sia dalla Russia, in una coraggiosa sintesi che guarda al futuro.”
 
4 aprile 2018
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