martedì 19 marzo 2019

Emergenza a Villamagna (per esercitazione)

A Bagno a Ripoli 100 volontari sono stati coinvolti in tre giorni di esercitazione di protezione civile organizzata dalla Misericordia di Badia a Ripoli
Tiziana Alma Scalisi
Esercitazione Bagno a Ripoli

Nel fine settimana tra l'8 e il 10 giugno si è svolta una maxi esercitazione organizzata dalla Misericordia di Badia a Ripoli dalla Misericordia di Badia a Ripoli in collaborazione con le Misericordie di Settignano, Lastra a Signa, Antella, Fratellanza Popolare di Grassina, Tavarnelle Val di Pesa e col patrocinio del Comune di Bagno a Ripoli.

La simulazione

“Ci comunicano il crollo di un edificio non bene identificato in località Villamagna” è con questa  comunicazione radio che prende il via l’esercitazione San Gherardo. Sono le 23,15 e la macchina dei soccorsi si mette in movimento in un paese, Villamagna, interamente coinvolto nelle operazioni di simulazione.

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Ci sono i simulatori della Croce Rossa Italiana che con un team esperto di truccatori, preparano le cavie: sangue, fratture, intossicati dal fumo. Lo scenario è quello del crollo di un’arcata all’interno della chiesa da cui arrivano le richieste di aiuto. Si attende l’arrivo del nucleo esplorativo per il rilevamento del danno, dichiararne l’inagibilità e l’arrivo delle prime ambulanze. Da questo momento in poi scattano le operazioni di soccorso che andranno avanti fino a notte inoltrata. La segreteria del campo in località Capannuccia si trasforma in un posto di comando avanzato da dove avviene il coordinamento dell’emergenza.

Lo scenario d'emergenza

Arriva una prima ambulanza, ma le altre troveranno la strada bloccata da un trattore. Il numero dei feriti è indefinito e si organizza un ospedale da campo sopra il cimitero di Villamagna. Si valuta tutto: tempistiche, capacità, professionalità, organizzazione, logistica. Sul posto anche due osservatori esterni, per valutare eventuali criticità durante le operazioni.

Villamagna è deserta, illuminata solo dalle torri-faro approntate. Sembra un set cinematografico: è una simulazione, ma nella testa e nell’esperienza di ogni volontario c’è comunque la consapevolezza che la realtà è sempre dietro l’angolo e non ammette errori o sviste, soprattutto se ci sono vite umane da salvare. Realtà e simulazione infatti si fondono d’un tratto nel clou delle operazioni. La testa spegne anche l’ultima consapevolezza di finzione e si inizia a fare sul serio, e all’improvviso tutte quelle che si erano rivelate difficoltà all’inizio delle operazioni svaniscono e la finzione diventa realtà: i feriti, i soccorritori, gli operatori, ognuno sa cosa deve fare.

L'esercitazione

Sono coinvolte 11 ambulanze, 7 camionette e un trattore. La cura maniacale del dettaglio nelle fasi preliminari determina la riuscita di un’esercitazione e ogni criticità diventa opportunità di miglioramento. Ognuno mette in campo quello che sa fare e la comunicazione tra i settori e le persone, diventa fondamentale. L’esercitazione serve per testare ciò che si è studiato all’interno di un’aula, adesso con la concitazione del tempo, la fretta, la pioggia, la notte, e gli imprevisti inevitabili. 

Terminate le fasi del soccorso, si procede con la messa in sicurezza delle opere di valore artistico all’interno della chiesa crollata. Alle 01.10 il responsabile annuncia: “Comunico il termine dell’esercitazione”. Adesso le torri-faro si spengono e la colonna degli automezzi è pronta per rientrare alla base.

Prova sul campo

“Questa esercitazione nasce come fine corso  - spiega Edoardo Berionne formatore di protezione civile della Misericordia di Badia a Ripoli e responsabile delle operazioni sul campo  - è il volontariato che valuta se stesso fuori dalle aule dei corsi.  Voglio ringraziare la risposta eccezionale del paese di Villamagna e Fulvio Bargallo dell'area emergenze delle misericordie per il proficuo apporto durante le manovre esercitative. E’ la prima volta che viene fatto una cosa del genere in 50 anni di Misericordia”

“E' essenziale raccogliere nella maniera più razionale e nel minor tempo possibile i dati necessari per comunicare cosa è successo - aggiunge Maurizio Andorlini della protezione civile e consigliere del gruppo TLC città di Firenze - in questo modo chi comanda può agevolmente prendere le decisioni in base all’entità del danno, al numero feriti e delle vittime, ai problemi della viabilità”.

Sul campo anche E-Distribuzione Toscana-Umbria, con alcuni osservatori. "Abbiamo collaborato con la Misericordia di Badia a Ripoli per diffondere a tutti i livelli la cultura della sicurezza in campo elettrico - dice Alberto Breschi ingegnere di E-Distribuzione - sono venuto per osservare come viene montato un campo dal punto di vista della sicurezza elettrica che è molto importante in casi di emergenza, in condizioni di forte umidità e in situazioni critiche. L’elettricità è un pericolo molto insidioso".

11 giugno 2018
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