lunedì 19 novembre 2018

Nuove mostre al Museo Novecento

Due appuntamenti alla ricerca di nuove identità, appartenenze e linguaggi, da un lato la rivisitazione e la riflessione, dall’altro la creazione. Il punto di contatto? Il Museo Novecento di piazza Santa Maria Novella
Barbara Palla
Museo Novecento (Davila, Aporia)

Dal 3 luglio, per tutta l’estate, il piano terra del Museo Novecento a Firenze mette in mostra due nuovi artisti all'interno dei due cicli di riflessione ideati dal nuovo direttore Sergio Risaliti: Duel e Paradigma. Il tavolo dell’architetto

DUEL

Il primo, Duel consiste in un progetto creativo completo, affidato ad un artista invitato a dialogare sia con gli spazi espositivi delle ex-Leopoldine e che con un’opera o un artista presente nella collezione permanente. Per questo secondo appuntamento, dopo il primo con Ulla Von Brandeburg, l’invito è stato rivolto all’artista messicano José Davila.

Davila ha scelto per il suo “Duel”, da non intendersi come duello ma come confronto, la Composizione C.F. 124 di Mario Radice ed ha creato tre installazioni site-specific che nel complesso danno luogo alla mostra dal titolo Not all those who wander are lost (Non tutti coloro che vagano sono persi).

Davila - Untitled

Davila ha colto l'occasione offerta dall'opera di Radice per riflettere su due epoche diverse, quella del Ventennio fascista e quella attuale, entrambe attraversate da movimenti populisti, e su quello che hanno prodotto (o possono produrre) in termini artistici. In questo modo Davila tenta di riattivare alcuni ricordi presenti nella memoria collettiva di ognuno per trovare nuove prospettive di senso, di appartenenza e forse di identità.

Da qui nascono Daylight find me with no answer e The Origin of Drawing, due rivisitazioni sul senso del segno e il disegno. La prima è una colorata e leggermente ironica ristrutturazione del segno dell'infinito con tubi di plastica pensata per fare dell'ironia sulle statue monumentali dello scorso secolo. Mentre la seconda opera, una composizione di cornici con un fondo monocromo sulle quali sono scritti i titoli di alcune opere celeberrime, invita lo spettatore a riflettere sulle tracce lasciate dall'umanità nel corso del tempo.

Davila - Found Me With No Answer

Il gioco quindi che si crea è una relazione tra opposti: moderno e classico, caldo e freddo, morbido e duro, materiale e immateriale. Lo steso effetto è quello che emerge da Joint Effort, Aporia I e Aporia II composte da materiali di riversa fragilità come il marmo e il vetro, dalle quali nasce un contrasto di interpretazioni tra istantaneità del movimento e immobilità del monumento.

Paradigma. Il tavolo dell’architetto

Nell'ala subito a sinistra dell'ingresso invece inaugura il secondo appuntamento di Paradigma. Il tavolo dell'architetto, un ciclo pensato come una rassegna dei lavori di alcuni tra i migliori architetti, collettivi o studi, italiani contemporanei. Fino al 6 settembre sarà possibile conoscere le tre grandi opere pensate e in corso di realizzazione dallo studio ligure Gianluca Peluffo & Partners in Egitto.

Sul “tavolo dell'architetto”, luogo prediletto per il lavoro concettuale e creativo, sono infatti esposti i materiali, i masterplan, i modelli e le foto dei due articolati progetti dello Studio. Da una lato la fondazione della città nuova commissionata dalla società egiziana Taweet Misr presso Sokhna sulle rive del Mar Rosso. I due elementi architettonici della nuova città, “il Monte Galala e la sua Moschea”, sono stati pensati per fondersi nel territorio, non imporsi ma ambientarsi perfettamente per costruire e insieme al paesaggio un nuovo luogo.

Peluffo - El Alamein View

Dall'altro lato, il secondo progetto riguarda il Museo della battaglia di El Alamein che prenderà posto nel complesso urbano della New Town di El Alamein. Il “Museo delle Nazioni”, ripercorrerà gli eventi della battaglia più importante della Campagna del Nord Africa della Seconda Guerra Mondiale - durante la quale le truppe del Regno Unito sconfissero gli eserciti italo-nazisti, avvenuta nel 1942 - e insieme creerà gli spazi per una nuova socializzazione, nuovi incontri, nuovi dialoghi.

Entrambi questi due monumentali progetti possono essere toccati con mano, sfogliati, analizzati, seguiti in tutto il loro processo creativo proprio al Museo Novecento, in attesa di poter prendere forse un biglietto per andarli a vedere di persona, magari in una delle prossime estati.

 

Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito

Dal 3 luglio al 30 settembre
Lunedì, Martedì, Mercoledì, Sabato e Domenica : 11.00 – 20.00
Giovedì: 11.00 – 14.00
Venerdì: 11.00 – 23.00
Biglietto Museo: 8.50 € intero, 4€ ridotto
Biglietto visite e attività : 4€ intero, 2€ ridotto

3 luglio 2018
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