mercoledì 15 agosto 2018

Chiara Francini, una ragazza di provincia

La nostra intervista a una campigiana Doc, Chiara Francini, volto famoso della tv, del cinema e del teatro, all'uscita del suo nuovo romanzo "Mia madre non lo deve sapere"
Susanna Wiedenstritt

Quarantamila copie vendute con il primo libro, Non parlare con la bocca piena, uscito ad aprile 2017. Grande successo anche per il secondo romanzo, Mia madre non lo deve sapere, in libreria da maggio 2018, mentre da inizio giugno conduce "Love me gender" sul canale LaEffe.
Sono solo ultimi due anni di carriera di una campigiana Doc, Chiara Francini, ormai volto noto, anzi notissimo della tv, del cinema e del teatro.

Nata e cresciuta sulle rive del Bisenzio, l’attrice e scrittrice, laureata in Lettere a Firenze e che si è formata professionalmente al Teatro della Limonaia a Sesto Fiorentino, porta la sua Campi nel cuore: “Mi sento ancora una ragazza di provincia, anche se vivo a Roma e da tanti anni giro l’Italia, e non solo, per lavoro. Le mie radici sono fortemente ancorate nel posto in cui sono cresciuta e resto molto legata ai miei amici e alle piccole realtà che ho frequentato da piccola e che a ben vedere di piccolo non hanno niente. Anzi forse è proprio il fatto di non avere tante sovrastrutture cittadine a rendermi quella che sono”.
 

Come si parte da Campi Bisenzio per arrivare dove è arrivata Chiara Francini?

Semplice, ci si mette delle buone scarpe, tanto impegno e una buona dose di rigore con se stessi e soprattutto bisogna sapere già prima di partire dove si vuole arrivare.


Come vede oggi Campi? Cosa le piace di più?

È una città dinamica, che cresce, anche dal punto di vista culturale. Ovviamente gli aspetti che mi piacciono di più sono quelli che si ricollegano al mio essere artista, come ad esempio il TeatroDante.
Per essere una “ragazza di provincia”, oggi con "Love me gender" affronta argomenti piuttosto metropolitani.
Grazie al programma che da metà giugno conduco su LaEffe ho avuto modo di incontrare una umanità molto bella, fatta di persone genuine che, anche se hanno alle spalle una storia complicata e sono un po’ “ammaccate”, arrivano a tagliare il traguardo e accaparrarsi la loro dose di serenità e felicità. Storie esemplari, insomma, che mi piace molto raccontare. 
 

A proposito di raccontare, c’è un foltissimo pubblico di lettori che ama molto le sue storie. Il suo primo libro è stato un grandissimo successo, che viene replicato dal secondo romanzo da poco arrivato in libreria. Di cosa parla?

Mia madre non deve sapere è la storia di un rapporto tra madre e figlia che è un omaggio alle donne
italiane di oggi
, donne che vivono a metà fra tradizione e modernità, che sono libere e protagoniste delle loro vite, che sono, nonostante tutte le difficoltà, serene e “avvolgenti”.
Sono donne segnate da cicatrici profonde di cui, però, vanno fiere come se fossero medaglie. Perché
in fondo sono proprio le nostre cicatrici a renderci quello che siamo.
 

24 luglio 2018
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