mercoledì 16 gennaio 2019

3 opere di Verdi per aprire la stagione del Maggio

Il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino riapre le porte con un progetto speciale: la Trilogia popolare verdiana, le opere più rappresentate di Verdi
Paola Bolletti
Trovatore Verdi, maggio musicale fiorentino

Foto - Pietro Paolini, TerraProject-Contrasto

Tre nuove produzioni in un solo mese, un progetto ritenuto impensabile fino a poco tempo fa. Il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino inizia la stagione autunnale con la “Trilogia popolare verdiana” mettendo in scena le opere di Giuseppe Verdi più amate e rappresentate al mondo: Il Trovatore, Rigoletto e La Traviata.

Un unico spettacolo lungo sette ore e mezza nonostante le tre opere prendano vita singolarmente trattando temi molto diversi ma drammaticamente attuali, ambientati in tempi e luoghi altrettanto diversi e che Verdi ha voluto, in questa trilogia, mettere a fuoco.

Un progetto del tutto nuovo ma anche moderno che si realizza dopo un anno e mezzo di intenso lavoro che ha coinvolto tutto il Teatro del Maggio ed in particolare il regista Francesco Micheli, il maestro Fabio Luisi, nonché per la scenografia Federica Parolini, per i costumi Alessio Rosati e per le luci Daniele Naldi; una scommessa che ci consegna una configurazione omogenea e armonica di questi tre titoli tanto cari al grande pubblico.

L'inizio con il Trovatore

La Trilogia viene dunque presentata come un corpo unico tanto che ne Il Trovatore, che fa da prologo all'intero progetto in quanto prima opera in ordine cronologico ad essere allestita, vedremo entrare in scena Ferrando - come incarnazione di Giuseppe Verdi - che estrae da un grande scaffale tre marionette iniziando ad inanellare la vicenda che poi si diramerà nelle tre opere. I burattini in cartapesta che invaderanno le scene successive, come anche le maschere indossate dagli interpreti di Rigoletto e le bambole a grandezza umana oltre alla grande coppa di champagne dove si immergerà una Violetta ballerina di burlesque ne La Traviata, sono state realizzata da Jacopo Allegrucci, scenografo versiliese che da venti anni lavora per il Carnevale di Viareggio.

Trilogia verdiana Firenze

 Foto: Pietro Paolini, TerraProject-Contrasto

“Il nostro lavoro delinea la storicità del progetto verdiano e contemporaneamente rispecchia l’Italia di oggi in maniera emozionante e attuale. – ha spiegato il maestro Fabio Luisi – In un momento così cruciale per il nostro Paese e per l'intera società è bene ricordare quello che Verdi ci ha regalato, con i suoi personaggi scandalosi, trasgressivi, che vanno contro corrente perché rivendicano un diritto di libertà nel tentativo di uscire dal ruolo imposto dalla società. Qui sta la modernità di queste tre opere ed è questo che le unisce. La musica traduce poi le emozioni facendoci vivere i moti psicologici dei protagonisti”.

Verdi e la bandiera italiana

In questa storica trilogia, vista come una sorta di testamento popolare voluta da Verdi, "Padre della Patria", non poteva mancare la Bandiera italiana. Un monumentale tricolore aprirà infatti la prima scena di ciascuna delle opere connotando la loro natura intimamente italiana.

Trovatore Giuseppe Verdi Firenze - Teatro Maggio musicale fiorentino

 Foto: Pietro Paolini, TerraProject-Contrasto

"Nel tentativo di condensare il desiderio che queste tre opere continuino a parlare ai giovani figli del nostro Paese, che Verdi ha contribuito con la sua arte a rendere unico - ha riportato il regista Francesco Micheli - abbiamo colto, in una maniera quasi giocosa, l'analogia tra le tre opere e i tre colori della Bandiera italiana. Ho dunque immaginato uno scrigno a tre ante, rappresentato in scena da tre pannelli con i toni del nostro Tricolore, che si uniformerà nel colore che contraddistingue l'opera messa in scena: rosso fuoco per Il Trovatore, il bianco della camelia e del pallore di Violetta ne La Traviata e il verde del livore per Rigoletto. Durante il preludio questi grandi carri-pannello si apriranno per mostrare spazi pubblici e privati che gli spettatori saranno chiamati ad immaginare come luoghi a cui noi alludiamo".

Altro denominatore comune delle tre opere sarà il coro. Il complesso di voci, che avrà funzione di commento, vedrà i suoi elementi vestiti con abiti contemporanei a sottolineare che il coro "siamo noi", il popolo, che ascolta ed assiste alle vicende tanto diverse, e spesso drammatiche, dei protagonisti venendo coinvolto a tal punto da esserne inghiottito. Secondo Verdi il coro è di fatto un personaggio unanime che lega e che passa attraverso Trovatore, Rigoletto e Traviata unendone le emozioni, a volte contrastanti, delle passioni.

Le date della Trilogia popolare verdiana al Teatro del Maggio

Le tre opere verranno messe in scena a staffetta nel corso del mese di settembre 2018, con la prima de Il trovatore fissata per il 13 (repliche il 16, 19 e 22 settembre), la prima di Rigoletto il 15 (repliche il 20, 26 e 29 settembre) e la prima de La Traviata il 21 settembre (repliche il 23, 25, 27 e 30).

Informazioni sul sito del Maggio musicale fiorentino.

10 settembre 2018
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