Su questo tema credo siano necessari due interventi: il primo, lungo ma necessario, riguarda l’educazione di tutti noi. Con un po’ di impegno e di attenzione potremmo ridurre in maniera sensibile il peso e l’impatto dei nostri rifiuti.

Con la raccolta differenziata potremmo pian piano ridimensionare i moltissimo ciò che non è recuperabile, anche se prima di tutto dovrebbero essere le imprese a modificare le oro abitudini, a cominciare da quelle elative agli imballaggi che rappresentano ran parte del problema. Ma il unto finale comunque non cambia: na parte – seppur ridotta – di rifiuti deve in qualche modo essere gestita.
 
E quindi, al momento, realisticamente non esistono alternative ai termovalorizzatori. Certo, non credo che questi impianti, anche se di nuova e raffinata tecnologia, siano dei toccasana. Il seppur ridotto volume di emissione non fa del bene alla nostra salute, ma allo stesso modo non sono salutari la vicinanza delle abitazioni ad una autostrada, agli carichi delle marmitte delle macchine incolonnate nel traffico come a quelli di molte industrie e così via.
 
Quindi, se non vogliamo fare la fine di Napoli, non possiamo più attendere. E’ il momento delle responsabilità.