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Smart working, pubblica amministrazione e privati: fino a quando? Le regole

La legge rilancio, lo stato di emergenza e i nuovi decreti del governo: il punto sulla proroga del lavoro agile per il pubblico impiego e le regole per i dipendenti del settore privato

Ci sono novità sullo smart working per l’emergenza Covid, soprattutto per la pubblica amministrazione con un nuovo decreto della ministra Dadone, intanto con la proroga dello stato di emergenza è stato confermato il lavoro agile “semplificato” per i dipendenti privati fino a quando non cesserà l’allerta, mentre i nuovi dpcm del 13 e 18 ottobre 2020 continuano a incentivarne l’uso, ma senza renderlo obbligatorio. Resta la possibilità per chi ha figli minori di 14 anni finiti in quarantena di fare domanda del lavoro a distanza.

Fino a quando continuerà lo smart working, per sempre?” si chiedono in molti, la risposta ancora non c’è, ma sono state definite le regole per un uso dell’attività da remoto, anche  fuori dall’emergenza: per la PA è stato introdotto il POLA – Piano organizzativo del lavoro agile che servirà a stabilire le regole per il pubblico impiego, dal 2021 in poi.

Il decreto Dadone per la Pubblica amministrazione: fino a quando la proroga dello smart working?

Inizialmente il decreto rilancio fissava al 31 luglio la fine dello smart working per la pubblica amministrazione, poi la conversione in legge ha stabilito fino a quando durerà: per la PA l’uso del lavoro agile è stato prorogato fino a fine anno, ma continuerà anche nel 2021 in base a un piano ben preciso, il POLA.

Il nuovo decreto attuativo della Ministra della Funzione Pubblica Fabiana Dadone ha recepito le disposizioni dei  dpcm del 13 ottobre e del 18 ottobre, fissando lo smart working per il 50% del personale della pubblica amministrazione, da richiedere in modo “semplificato” fino al 31 dicembre 2020 per coloro che svolgono operazioni eseguibili anche a distanza. Cosa significa? La metà dei dipendenti alternerà giornate in ufficio e giornate di attività da casa: lo smart working, si legge nel decreto, “si svolge di norma senza vincoli di orario e luogo di lavoro, ma può essere organizzato per specifiche fasce di contabilità, senza maggiori carichi i lavoro”.

Non è previsto quindi il lavoro agile per il 75% dei dipendenti, come auspicato dal Comitato tecnico scientifico sul coronavirus,  ma questa la percentuale del 50% prevista dal decreto potrà essere alzata dagli stessi enti in base all’evolversi della situazione epidemiologica del Covid compatibilmente alle “loro potenzialità organizzative” e alla “qualità e l’effettività del servizio erogato”.

Il pubblico impiego e il lavoro agile nel 2021

Intanto il decreto rilancio, ha già stabilito che entro il 31 gennaio 2021 ogni amministrazione pubblica – sentiti i sindacati – dovrà elaborare il cosiddetto POLA, il Piano organizzativo del lavoro agile, in cui prevedere lo smart working per almeno il 60% del personale. Se non verrà adottato il POLA, lo smart working per il pubblico impiego si applicherà almeno al 30% dei dipendenti, sempre che il personale lo richieda.

Nel 2021, ha chiarito la ministra per la Pubblica amministrazione Fabiana Dadone, non ci sarà una percentuale fissa del lavoro agile per tutti gli uffici ma sarà decisa dai dirigenti a seconda dell’ente, in base alle attività che si possono svolgere online e tenendo in considerazione il livello di digitalizzazione.

Settore privato, lavoro agile e proroga dello stato di emergenza

Lo smart working per i dipendenti privati e la proroga dello stato di emergenza vanno di pari passo: lo stato di emergenza (che è stato allungato dal 15 ottobre 2020 al 31 gennaio 2021) è infatti la condizione necessaria perché le aziende possano usufruire della procedura semplificata di richiesta del lavoro agile per i propri dipendenti. Ad esempio possono imporre al personale lo smart working, anche senza l’accordo del dipendente previsto dalla legge 81/2017, e chiedere il lavoro agile con un procedimento più semplice.

Scaduto il periodo di emergenza Covid questo non si potrà più fare: sia ben inteso, nel settore privato si potrà sempre decidere lo smart working ma in base alle normali regole, come chiarito nelle FAQ del Ministero del Lavoro.

Privati: smart working Covid e proroga con decreto e dpcm fino a quando?

La possibilità di ricorrere allo smart working semplificato è prevista anche dopo il 15 ottobre 2020: il decreto del 13 ottobre ha prorogato fino al 31 gennaio 2021 la procedura “snella” per il lavoro agile dei dipendenti privati, mentre il testo del dpcm del 18 ottobre continua a raccomandare l’uso del lavoro agile, quando possibile, anche per le attività professionali in modo da ridurre il rischio di contagi Covid, ma non impone una percentuale obbligatoria. Inoltre si esorta a incentivare “le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti“.

Il 1° comma dell’articolo 263 del decreto rilancio (convertito in legge con il dl 34/2020) prevede che il lavoro agile sia riconosciuto ai dipendenti del settore privato con figli sotto i 14 anni (se l’altro genitore non è a casa perché disoccupato o in cassa integrazione) e per i lavoratori fragili, più esposti al rischio di contagio da Covid-19 a seguito di certificazione medica (sempre che l’attività lavorativa sia possibile anche a distanza con lo smart working).

Smart working per chi ha figli sotto i 14 anni (in quarantena)

Discorso diverso invece per i genitori di figli con meno di 14 anni finiti in “quarantena” (isolamento domiciliare) a causa di contatti con positivi al Covid in ambito scolastico: mamma e papà, se vivono nella stessa abitazione del bambino e lavorano entrambi, hanno diritto a richiedere lo smart working, sia nel caso di dipendenti privati, sia per chi è impiegato presso la pubblica amministrazione.

Se il lavoro agile non fosse possibile per il tipo di mansione, uno dei due genitori può usufruire del congedo parentale retribuito al 50%. Lo prevede il decreto del governo su trasporti e scuola, con misure anche per lo smart working, in vigore dal 9 settembre (qui i dettagli).

Smart working: dpcm, decreto, proroga e regole in sintesi

Ecco quindi in sintesi le regole per lo smart working che stabiliscono fino a quanto durerà lo smart working per la pubblica amministrazione e i privati:

  • pubblica amministrazione – smart working per il 50% dei dipendenti pubblici impegnati in attività eseguibili anche a distanza fino al 31 dicembre 2020 (ma gli enti possono decidere di alzare questa quota)
  • dipendenti privati – procedura semplificata per richiedere lo smart working fino al 31 gennaio 2021
  • per tutti i lavoratori dipendenti: smart working o congedo parentale retribuito al 50% in caso di isolamento fiduciario del figlio minore di 14 anni per contatti stretti a scuola con positivi al Covid