sabato, 27 Novembre 2021
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Tutto Prandelli: ”Ecco perché ho deciso di restare. E su mio figlio…”

Gli azzurri sono stati ricevuti dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che li ha ringraziati. E il ct parla a ruota libera di passato, presente e futuro. Togliendosi anche qualche sassolino.

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Tutti da Napolitano, il giorno dopo la finale persa malamente con la Spagna. Tutti da Napolitano dopo quello che comunque resta un grande Europeo.

NAPOLITANO. La truppa azzurra è stata ricevuta dal presidente della Repubblica nel Salone delle Feste del Quirinale. “Grazie per essere qui. Vorrei evitare di ripetervi le parole scritte a Prandelli e indirizzate a tutti voi. La cosa importante è che quelle parole valgono dopo Kiev esattamente come valevano prima di Kiev perché esprimevano un riconoscimento mio, delle istituzioni e di milioni di italiani”, ha detto Napolitano. “Tutti sapevamo che eravate partiti per la Polonia non dimenticando quali tensioni e cadute avesse conosciuto il mondo del calcio in Italia e siete partiti con una squadra nazionale ancora in fase di assestamento e che ha ancora da percorrere tanta strada per rinnovarsi sino in fondo. Avete ottenuto dei risultati straordinari che in pochissimi credo potevano mettere in conto all’inizio – ha detto ancora il presidente della Repubblica – ci rivedremo perché qui si deve andare avanti. Prandelli ha sciolto i dubbi e guai se non li avesse sciolti. Avrei protestato. Non ho mai giocato a calcio e  non posso misurare quanta fatica e tensione siano costati gli Europei a ognuno di voi, ma sono stato in grado di cogliere la passione che vi ha guidato e l’amore per l’Italia. E questo è il più bel regalo che ci avete fatto, a cominciare da me”.

PRANDELLI. E ieri ha tracciato un bilancio di questa esperienza anche il ct Cesare Prandelli. Che ha fatto il punto su passato e futuro, dopo aver confermato la sua permanenza sulla panchina azzurra. “Abbiamo proposto un calcio propositivo, abbiamo messo in campo una squadra corretta e meravigliosa per tanti aspetti che sono andati oltre a quelli sportivi – ha detto il tecnico, come riportato sul sito della Figc – per me è un piacere e un motivo di orgoglio quando i miei colleghi di club mi chiamano per dirmi se i ragazzi si sono comportati bene. E’ stato bello vedere in ogni partita la mia panchina che si alzava e andava a salutare la panchina avversaria. Tornando alle critiche le accetto sempre se sono costruttive, poco se sono violente”. “Il nostro paese, purtroppo, per tante cose è un paese vecchio – ha continuano il ct – abbiamo avuto la forza e il coraggio di cambiare mentalità anche se poi c’è il risultato che condiziona, ma se guardiamo solo a quello non si va avanti. Tutti dobbiamo avere la forza di crederci. E’ questo l’aspetto che mi preoccupa di più. Due anni fa non sapevamo neanche se ci saremmo qualificati, abbiamo avuto la forza di cambiare e abbiamo inculcato a questo gruppo la mentalità del club. Quello che chiediamo è di far crescere i ragazzi accanto ai campioni. Chiediamo di avere la possibilità di verificare ogni due mesi la crescita di questi ragazzi. Io penso di saper fare il mio lavoro, ma non possiamo fare tre allenamenti in otto mesi. Come ha detto Abete, si deve capire che una Nazionale che fa bene, fa bene a tutto il movimento. Questa è una squadra che ha fatto sognare l’Italia “.

IL PROGETTO. E non solo. “Ci vuole tempo per cambiare – ha spiegato Prandelli – forse non siamo ancora pronti per vincere, ma quando lo saremo, saremo pronti anche per rivincere”. A convincerlo a restare alla guida della Nazionale, racconta il ct, è stato anche il confronto avuto con i dirigenti della Federcalcio, che gli hanno ribadito la loro voglia nell’andare avanti con questo progetto: “Ho visto che la volontà è stata la medesima e che quindi il progetto andava avanti. Ora il compito è quello di coinvolgere tutte le componenti per far sì che ci sia più sensibilità nei confronti della Nazionale. Quando ci sono gli eventi tutti sono patrioti, poi della Nazionale non frega niente a nessuno”.

IL FIGLIO NELLO STAFF. Ultimo argomento affrontato da Prandelli, le critiche avanzate da qualcuno per la presenza di suo figlio nello staff azzurro. E il ct si è tolto anche qualche sassolino: ”Lui è un professionista, per venire con noi non ha fatto vacanze e le cose che sono state scritte mi hanno ferito”.

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