10 – CESARE PRANDELLI
Se adesso, a primavera inoltrata la Fiorentina è ancora lì a lottare su due fronti importanti: Coppa Uefa e qualificazione in Champions League lo deve al grande maestro di calcio e di vita che risponde al nome di Cesare Prandelli.
Molti squadroni ce lo invidiano e ce lo vorrebbero portare via, ma l’amore fra lui e Firenze non ha prezzo.

9 – ADRIAN MUTU
Un mostro ad Eindhoven che ha spento le velleità di semifinale Uefa del Psv.
Tutta la squadra ha dato il meglio di se, ma come non mettere sul podio il Fenomeno rumeno che prima ha tirato fuori dal cilindro una punizione da leccarsi i baffi e poi ha bissato il successo personale con un gol furbo e bello da perfetto predatore delle aree di rigore.

8 – DANIEL ACQUAFRESCA
Un ragazzino o poco più (classe 1989) dalla faccia pulita e titolare nella Nazionale Under 21 che a forza di gol, nove e tutti di ottima fattura, sta provando nella fino a poco tempo fa, insperata impresa di salvare il Cagliari dal baratro della Serie B.
Eppure lui l’aveva detto ad agosto che non avrebbe fatto rimpiangere Suazo, ma tutti avevano sorriso. Beh, se si chiamasse Acquafreschinho e giocasse al nord avrebbe titoli a nove colonne sui giornali.

7 – SEBASTIAN GIOVINCO
Altro giovanotto dai piedini d’oro sugli scudi.
Gioca ad Empoli dove l’ha mandato a farsi le ossa quelli della Juventus. Fromboliere, tocco fino, gol di ottima fattura, un posto fisso in Under 21 e speriamo ancora un futuro ad Empoli serie A o serie B che sia.
Tornare alla casa madre sarebbe un involuzione. Giocherebbe poco e il suo talento in fiore rischierebbe di rimaner schiacciato fra le riserve delle riserve.

6 – MARIO BALOTELLI
Leggendo di fila questi tre nomi, a cui si può aggiungere quelli di Giuseppe Rossi ed Osvaldo, si può dire che il dopo Toni tinto d’azzurro ha un gran futuro, ma il rischio come detto e di perderli.
Balotelli e fin troppo osannato rispetto agli altri due e il motivo è chiaro: gioca nell’Inter ed è il cocchino di papà Moratti.
Il talento c’è, il carattere pure, la sfacciataggine non manca, ma è un cavallino da domare. Non gli si può insegnare ad alzare i gomiti in campo, ma gli si deve insegnare a vivere. Siamo sicuri che sia nell’ambiente giusto?

5 – MILAN
SuperPippo Inzaghi pare l’unico a crederci ancora alla rincorsa Champions. Il Milan che ha vinto la Champions e l’Intercontinentale lo scorso anno si era convinto di essere ancora una grande squadra, ma la realtà è un’altrà.
L’augurio è che non ce la facciano davvero a qualificarsi, anche perchè se esiste una giustizia divina sarà davvero delizioso sentire le dichiarazioni di Galliani che, poveretto, solo inorridisce a sentir parlare di Uefa! Ma andate in Intertoto palloni gonfiati!

4 – RECOBA
Il Torino fa dannare Novellino che non sa più che pesci prendere e il pur generoso presidente Cairo si dispera. Ha speso tanto, ma male; forse è stato consigliato peggio. Troppi fantasisti e nessun goleador e poi scusate, chi gli ha suggerito ad esempio, di portarsi in granata quel fantasma che risponde al nome di Recoba. Quell’uruguagio desaparecidos che dopo aver passato anni ed anni in casa Moratti a gozzovigliare ricoperto di miliardi ora è andato al Toro a fare il pensionato dell’Inps?

3 – LIVORNO
Si evocano i fasti del passato e si richiama allo stadio Igor Protti, come se avesse poteri traumaturgici. Ma il Livorno non c’è, va sempre pù giù ed ora è melonconicamente fanalino di coda.
La salvezza, calendario alla mano, è una chimera. Ma i tifosi si sfogano sbraitando contro giocatori, allenatori e presidente. Peccato che senza Spinelli sarebbero stati ancora a giocare contro il Rosignano Solvay.

2 – MEDIA ITALIANI
Rai, Mediaset, etc… ma anche quotidiani sportivi e non. La Fiorentina è l’unica squadra che rappresenta il bel paese in Europa e loro la ignorano, scientificamente.
Capiamo che vi rode da matti che Inter, Milan e Roma siano fuori, dall’Europa ma questo è troppo. Loro, gli squadroni osannati cacciati fuori dagli inglesi, che noi abbiamo battuto, ma non solo… Abbiamo battuto anche due squadre reduci dai gironi di Champions: Psv e Rosemborg.
Siamo una delle prime quattro squadre di Uefa, ma per i media italiani siamo assolutamente trasparenti.

1 – NICOLA RIZZOLI
L’arbitro bolognese mancava solo che si genefluttesse per prendersi anche gli sculaccioni da Totti. L’offende di brutto, per tre volte, davanti al muso e lui che fa?
Pare impacciato, quasi imbarazzato e l’unico cartellino che con fatica, riesce a tirar fuori dal suo taschino è di colore giallo.
Un arbitro di polso non c’è che dire, la prossima volta che arbitra i giocatori sono autorizzati a prenderlo a pedate nel sedere!

0 – FRANCESCO TOTTI

Se quello che ha fatto lui ad Udine lo facesse un Pinco Pallino qualunque a quest’ora sarebbe stato fustigato sulla pubblica piazza e si preparerebbe ad affrontare almeno 5 giornate di squalifica. Ma a lui pare tutto sia permesso. Perdonato con una multa di 1000 Euro…
Dopo gli ignobili sputazzi in faccia a Poulsen agli Europei che hanno fatto vergognare l’Italia intera ora bissa con la maleducazione. Il bello è che poverino, li trovano anche le giustificazioni. Vergogna!