Ha scelto la maglia numero 29 (“perchè mia sorella compie gli anni il 29 agosto”), ha ringraziato i suoi nuovi compagni, che grazie al pareggio ottenuto ieri gli hanno dato la possibilità di partecipare alla Champions League, e ha avuto un pensiero anche per Gabriele Sandri, che “sicuramente avrebbe capito il mio trasferimento”.

Lorenzo De Silvestri, terzino arrivato dalla Lazio, è presentato questa mattina dal Ds Pantaleo Corvino. “Sono veramente felice di essere arrivato a Firenze – ha detto – ringrazio i miei nuovi compagni che mi hanno dato la possibilità di disputare una competizione importante come la Champions League. Sono orgoglioso di far parte di questo gruppo, e ieri sera allo stadio ho avvertito grandissime sensazioni“.

Ma come è stato, per lui, lasciare Roma e la sua Lazio, squadra in cui è cresciuto? “Per me è stata dura, visto che ho fatto anche il settore giovanile in biancoceleste. Resterò sempre un tifoso della Lazio, ma sono venuto via dal presidente, non dalla società. Ho fatto questa scelta perchè la Fiorentina mi ha voluto fortemente. Qui a Firenze ho trovato un progetto serio ed ho tanta voglia di iniziare e fare bene”.

A lui, narrava Radiomercato, era interessato anche il Milan…”L’interessamento era vero – spiega il difensore – ma io e il mio procuratore abbiamo scelto Firenze, una piazza importante con giuste pressioni. Entrerò in punta di piedi con grandissima umiltà. Per me è tutto nuovo ed ho tanta voglia di inizare questa nuova avventura. Sono felice di poter lavorare con un allenatore come Prandelli, che è un insegnante di calcio“. 

Infine, due pensieri. Uno per la sorella (ha scelto la maglia numero 29 “perchè mia sorella compie anni il 29 agosto”, l’altro per Gabriele Sandri, il tifoso laziale ucciso in autostrada di cui De Silvestri era amico: “Per me Gabriele è stato un fratello, ma i media forse hanno un po’ strumentalizzato questa mia amicizia. Direi di chiudere questo discorso e chiedere solo giustuzia per la famiglia di Gabriele. Sicuramente avrebbe capito il mio trasferimento“.