Vittoria più che meritata per la squadra di Prandelli che cambia qualcosa rispetto alle ultime uscite. In difesa c’e’ Kroldrup per Dainelli, a centrocampo Donadel e Zanetti, sulla trequarti Santana, Jovetic e Vargas, unica punta Gilardino. In panchina, tra gli altri, Montolivo, Marchionni (neo convocato in nazionale da Lippi) e Mutu. L’attaccante rumeno non passa un buon momento alle prese con quella sentenza del Tas che lo costringe a versare, e in fretta, 17 milioni di euro al Chelsea. Il giocatore rischia una lunga squalifica che potrebbe compromettere la carriera. Zenga, rispetto alla squadra vittoriosa col Napoli, cambia Simplicio e mette in campo Bertolo. Ma è la Fiorentina che parte subito molto bene ed al 5′ si fa subito vedere mettendo in affanno la retroguardia siciliana con un palo di Jovetic. La sfera viene intercettata da Gilardino che incespica e spreca. Da sottolineare che le condizioni del campo sono pessime e questo non aiuta assolutamente i giocatori. Al 29′ viola in vantaggio: Comotto s’inventa un tiro-cross e scodella la palla in area. Jovetic intercetta e, anticipando tutti, mette dentro di piatto destro. E’ il gol partita.

La Fiorentina si limita poi a controllare la gara e tiene bene anche nel secondo tempo quando, nella parte finale, subisce un ritorno del Palermo che però sbaglia molte palle e non impensierisce mai Frey.

Soddisfatto a fine gara Cesare Prandelli: “Al di là del risultato ho visto una Fiorentina che per più di un’ora ha fatto quello che doveva fare, pressando alto e rischiando meno. Quando abbiamo rallentato il ritmo sono venuti fuori i problemi. Con questo modulo dobbiamo pressare alto. Il campo? Inutile commentare, mi hanno detto che sarà pronto per i primi di settembre, ma io ho qualche dubbio”. Su Mutu: “Ieri ha sentito un leggero fastidio muscolare, era inutile rischiarlo. Su Jovetic: “Più partite fa, più trova continuità”. Importante la rivelazione su Kuzmanovic che ha visto a gara dalla tribuna: “Se partirà non credo che prenderemo nessuno, perchè all’ultimo secondo è difficile trovare un giocatore importante. In quel ruolo sono sicuro di poter impiegare, comunque, Jorgensen e Santana, qualora ce ne sarà bisogno”. Il rischio di mandar via un talento? “E’ possibile ma del resto quando un giocatore prima di giocare un preliminare ti chiede di andare via perchè si sente mentalmente una riserva, non hai altra scelta”.