mercoledì, 7 Gennaio 2026
- Pubblicità -
HomeSezioniCronaca & PoliticaL'aeroporto di Firenze e la...

L’aeroporto di Firenze e la nuova pista: a che punto è il progetto?

Ancora travagliato il percorso verso l'inizio dei lavori, tra ricorsi e questioni burocratiche. Cosa sta succedendo?

-

- Pubblicità -

Il progetto della nuova pista dell’aeroporto di Firenze continua a dividere, con lo sviluppo dello scalo di Peretola sempre al palo da ormai 30 anni. Revisioni del masterplan, ricorsi, spaccature politiche continuano a segnare il futuro dell’Amerigo Vespucci. Il piano prevede di realizzare una pista quasi parallela all’autostrada e di creare un moderno terminal passeggeri.

Un’idea che però non piace ad alcuni Comuni della piana, che con il nuovo assetto sarebbero sorvolati dagli aerei. L’ultima notizia è che cinque amministrazioni, di diversi colori politici (dal Pd, alla sinistra, fino al centrodestra) presenteranno tre ricorsi al TAR: Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio, Calenzano, Poggio a Caiano e Carmignano. A questi si aggiungeranno la Provincia di Prato e i vari comitati no-pista.

- Pubblicità -

A che punto è il progetto della nuova pista dell’aeroporto di Firenze?

Facciamo un passo indietro. Secondo il progetto, la nuova pista dell’aeroporto di Firenze sarà lunga 2.200 metri (200 in meno rispetto al progetto originario, ma 500 metri in più rispetto a quella esistente) e si presenterà come “declinata convergente“. Questo significa che si svilupperà accanto all’autostrada, ma non sarà perfettamente parallela l’asse viario, bensì leggermente inclinata.

La lunghezza e l’orientamento permetteranno l’atterraggio e il decollo di aerei più grandi rispetto a quelli che arrivano oggi in città, anche in condizioni di vento, con minori tempi di manovra. La prima ipotesi progettuale, ossia 2.400 metri di pista, ruotata di 90 gradi, è stata bocciata tra il 2019 e il 2020 per i ricorsi presentati al Tar e al Consiglio di Stato dai Comuni della piana e dai comitati di cittadini.

- Pubblicità -

Ma arriviamo all’oggi. Lo scorso 12 novembre il Ministero dell’Ambiente, di concerto con quello della Cultura, ha pubblicato il decreto VIA-VAS, ossia l’atto che contiene la valutazione d’impatto ambientale e la valutazione ambientale strategica sui lavori. All’interno del documento sono presenti 25 prescrizioni che dovranno essere rispettate dal masterplan, anche come opere di compensazione ambientale. L’ok è un passo decisivo verso la Conferenza dei servizi, ossia la serie di riunioni tecniche in cui i vari soggetti pubblici interessati esaminano il progetto per poi arrivare all’inizio vero e proprio dei lavori. Al momento però la partenza di questa fase cruciale si allontana.

Aeoroporto Firenze nuova pista

- Pubblicità -

L’inizio dei lavori e i ricorsi sulla nuova pista

L’obiettivo di Toscana Aeroporti è dare il via ai lavori entro la fine del 2026, ma a mettere in forse questo cronoprogramma ci sono due incognite: le carte bollate e le decisioni della Commissione europea. L’ultima notizia è che i Comuni di Calenzano, Campi Bisenzio, Sesto Fiorentino, Poggio a Caiano e Carmignano, insieme alla Provincia di Prato presenteranno 3 ricorsi al TAR contro il decreto VIA-VAS ed è scontato che si arriverà fino al Consiglio di Stato.

Le motivazioni del no riguardano il rischio idrogeologico della zona dove andrà a impattare l’opera e la volontà di fermare l’aumento di turisti (e di voli), che deriverebbe dalla nuova pista dell’aeroporto di Firenze. A loro si aggiungeranno anche i comitati dei cittadini. C’è tempo fino a metà gennaio per depositare i ricorsi.

La deroga della Commissione europea

La seconda incertezza riguarda la tutela degli stagni della piana fiorentina, interessati dal progetto e riconosciuti come area protetta, parte della rete ecologica europea “Natura 2000”. Il masterplan prevede delle opere di compensazione ambientale (le prime che dovranno scattare, per un costo di 40 milioni di euro), ma sarà necessaria una deroga da parte della Commissione europea, che è stata richiesta dal Ministero dell’Ambiente. Su questo fronte non ci sono scadenze prestabilite: Bruxelles potrebbe rispondere velocemente o prendersi più tempo.

- Pubblicità -
- Pubblicità -
- Pubblicità -
spot_img

Ultime notizie

- Pubblicità -
- Pubblicità -
- Pubblicità -