Più alberi e più erba, una variante “verde” migliorativa al progetto della linea tranviaria 3.2.2 Libertà–Rovezzano, illustrata dalla sindaca Sara Funaro e dall’assessore alla Mobilità, Viabilità e Tramvia Andrea Giorgio. Il progetto arriva all’indomani delle quasi 7000 firme dei cittadini di Campo di Marte raccolte contro i previsti tagli di 428 alberi nella zona di viale dei Mille per far passare la tramvia e del ricorso al Tar ma, sottolinea il Comune, è frutto di quasi un anno di lavoro con l’obiettivo di rafforzare la sostenibilità ambientale della nuova linea, incrementare il patrimonio arboreo e migliorare la qualità degli spazi urbani attraversati.
La variante si concentra sulle alberature del Quartiere 2, introducendo soluzioni che consentiranno di aumentare il numero degli alberi non soltanto rispetto al progetto definitivo approvato, ma anche rispetto alla situazione attuale, prima dell’avvio dei lavori. Alla fine dei cantieri il Quartiere 2 avrà infatti oltre 1.800 alberi, per essere precisi 1.834, ovvero 395 in più rispetto ai 1.439 di oggi, con un aumento di oltre il 27%. Ma anche un sostanzioso miglioramento delle previsioni del progetto precedente (+490%) che, grazie a un saldo positivo di 67, portava il conto finale degli alberi a 1.506.
Per esempio, nelle zone di viale Duse, viale Verga, viale dei Mille e piazza delle Cure gli alberi passeranno dagli attuali 359 a 530, con 171 piante in più. Le sostituzioni sono limitate essenzialmente alle fermate e alle vicinanze del tunnel tra viale Don Minzoni e viale dei Mille. Gli alberi piantati saranno già grandi, alti mediamente 8-9 metri, e alcune specie svilupperanno chiome più ampie delle attuali.
Rispetto al progetto definitivo ci saranno inoltre 2.180 metri quadrati di ulteriori nuove aree verdi (+10%) e 3.480 metri quadrati in più di sede tranviaria inerbita con un aumento di quasi il 40%.
Viale dei Mille-piazza delle Cure, 2 alberi su 3 resteranno
Per quanto riguarda in particolare viale dei Mille, due alberi su tre resteranno esattamente dove sono. Le sostituzioni sono concentrate nel primo tratto e in corrispondenza delle fermate. Complessivamente in viale dei Mille e piazza delle Cure a fronte di 232 alberi attuali, 146 non saranno toccati e 85 saranno sostituiti. Rispetto al progetto precedente che prevedeva un albero in meno, con la variante saranno messi a dimora ulteriori 37 alberi, portando il totale degli alberi a fine lavori a quota 269. Aumenteranno anche le aree verdi (+272 metri quadrati).
Viale Duse, altri 53 alberi
La realizzazione della sede tranviaria in viale Duse prevede la sostituzione di 28 alberi sui 31 presenti. Il progetto precedente prevedeva la messa a dimora di ulteriori 24 piante ma adesso grazie alla variante se ne aggiungono altri 53. Alla fine dei lavori gli alberi, non più pini ma specie più adatte al contesto cittadino, saranno quindi 108 con un saldo positivo rispetto ad oggi di 77 piante. Anche qui miglioramenti importanti anche dal punto di vista delle aree verdi (+419 metri quadrati).
Viale Verga, in arrivo 57 alberi in più
Come in viale Duse, anche in viale Verga sui 96 alberi attuali 22 saranno mantenuti e gli altri sostituiti. La variante del progetto iniziale prevede la messa a dimora di 69 nuove piante invece di un saldo negativo di 12. A fine lavori gli alberi saranno 153, 57 in più rispetto ad oggi. Confermato l’ampliamento delle aree verdi (+410 metri quadrati).
Via del Gignoro e la sede tranviaria rialzata sui viali Fanti-Malta-Mamiani, sede rialzata per salvare le radici
La variante si somma alle modifiche già introdotte nel progetto per salvaguardare le alberature. In via del Gignoro il cambio di tracciato ha permesso di preservare il filare centrale esistente. Intorno allo stadio, su viali Fanti, Malta e Mamiani, è stata studiata una sede tranviaria leggermente rialzata (20-30 centimetri) che limita gli scavi alla profondità del pacchetto stradale attuale ed evita l’interferenza con le radici: una soluzione mai adottata sulle altre linee e che consente di mantenere gli alberi esistenti. Anche per questa linea sede tranviaria sarà utilizzabile da ambulanze, vigili del fuoco e forze di polizia in emergenza.
Le dichiarazioni del Comune
“La sostenibilità ambientale e la tutela del verde sono al centro delle scelte che portiamo avanti per il futuro di Firenze – ha dichiarato la sindaca Funaro – Per questo, da mesi, abbiamo lavorato a una variante del progetto della tramvia per Rovezzano, con un obiettivo preciso: dare risposte concrete sul patrimonio arboreo e dimostrare che il diritto alla mobilità può andare di pari passo con la salvaguardia e l’incremento del verde. È un impegno che abbiamo assunto fin dall’inizio del mandato, a partire dall’approvazione del primo Piano del Verde”.
“Con un investimento di circa 2 milioni di euro miglioriamo significativamente il progetto: alla fine dei lavori avremo 395 alberi in più rispetto a oggi – ha continuatIon particolare nuove aree verdi di varie dimensioni, alberi in vasca di 5-6 metri di altezza e alberature in terra, lungo la tramvia, che saranno alte fino 8-9 metri. Non si tratta soltanto di sostituire gli alberi interessati dai lavori, ma di aumentare concretamente il patrimonio verde del quartiere. Questa è la città che vogliamo lasciare alle nuove generazioni: una Firenze dove il diritto alla mobilità sostenibile va di pari passo con la tutela del verde pubblico. Con un dialogo costante con cittadini, esperti e associazioni saremo in grado di costruire insieme una città più moderna, più bella e soprattutto più accessibile”.
“La tramvia – ha sottolineato l’assessore Andrea Giorgio – non è soltanto un’infrastruttura per migliorare gli spostamenti e la qualità dell’aria e quindi la salute delle persone ma uno strumento fondamentale per trasformare la città e migliorare la qualità della vita. Vogliamo che la nuova linea per Rovezzano rappresenti anche un’occasione per rendere il Quartiere 2 più verde, con più alberi, meno superfici pavimentate e spazi pubblici di maggiore qualità. Il progetto originario aveva superato tutte le valutazioni previste, comprese quelle ambientali. Ma guidare le trasformazioni urbane significa anche avere il coraggio di riconoscere che un progetto può essere migliorato e adeguato alle urgenze del cambiamento climatico. È quello che abbiamo fatto con questa variante, frutto del confronto con le associazioni ecologiste, i cittadini e il Quartiere 2 , facendo del primo Piano del Verde uno strumento concreto per orientare le scelte e rendere il Quartiere 2 più verde, con più alberi, meno superfici pavimentate e una migliore qualità urbana. Al diritto a una mobilità più efficiente e sostenibile aggiungiamo quello a vivere in una città e in un quartiere più verdi. Non cambiamo soltanto il modo di muoversi, ma anche la qualità dei luoghi che attraversiamo”.
“Come quartiere siamo molto soddisfatti, è un lavoro durato mesi e fatto insieme all’assessorato alla tramvia – ha commentato il presidente del Quartiere 2 Michele Pierguidi – la realizzazione di un’infrastruttura strategica per la mobilità cittadina deve accompagnarsi alla massima attenzione per il patrimonio arboreo e la qualità degli spazi pubblici. La variante presentata oggi va proprio in questa direzione: alla fine dei lavori il Quartiere 2 avrà 395 alberi in più rispetto a oggi, con nuove aree verdi e piante già grandi fin dalla loro messa a dimora. Il confronto con i cittadini resta fondamentale: vogliamo una tramvia che migliori non soltanto i collegamenti, ma anche la qualità della vita e degli spazi pubblici del nostro quartiere. So che queste modifiche rispondono anche alla preoccupazione di cittadini, comitati e associazioni, e ne sono contento perché dimostrano il nostro ascolto e la nostra attenzione ai residenti”.
“C’è un cambio di paradigma: per la prima volta un progetto infrastrutturale di questa portata mette al centro, grazie a questa variante, il verde urbano, considerandolo parte integrante della trasformazione della città e non un elemento accessorio. Le piante stanno già crescendo mentre si realizza la tramvia, senza aspettare la conclusione dei lavori nel 2029. Il tempo del cantiere diventa così anche tempo di crescita degli alberi – ha spiegato il professor Francesco Ferrini –. Si pianterà pensando alla Firenze dei prossimi dieci, quindici anni, scegliendo le specie in base agli spazi disponibili e ai benefici che possono offrire, a partire dall’ombra. I nuovi alberi avranno condizioni migliori rispetto a quelli attuali e potranno crescere rapidamente. Va inoltre ricordato che alcuni alberi vengono abbattuti perché classificati in classe C o D, quindi in condizioni non ottimali o problematiche. Seguirò questi interventi dal punto di vista scientifico, nell’ambito di una convenzione tra Unifi e i progettisti, con l’obiettivo di assicurare la massima attenzione alla qualità delle soluzioni adottate e alle condizioni di crescita delle nuove alberature. La vera sfida è accompagnare la trasformazione della città con una riduzione del traffico, perché per abbattere le emissioni bisogna intervenire innanzitutto sulla loro origine. Piantare alberi è fondamentale, ma da solo non basta. La tramvia rappresenta quindi un’opportunità per rendere Firenze non soltanto più moderna e sostenibile, ma anche più verde”.
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