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La Fiorentina ha presentato il nuovo direttore sportivo Fabio Paratici

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“È una grande sfida, c’è una grandissima proprietà, infrastrutture di primissimo livello, la priorità è uscire da questa situazione”

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Il direttore generale Alessandro Ferrari ha presentato al Rocco B. Commisso Viola Park il nuovo direttore sportivo della Fiorentina Fabio Paratici. “Accettare la Fiorentina è una scelta non da incosciente ma coraggiosa, sono molto motivato. La realtà – ha detto il neo ds – adesso dice questo e quindi la priorità è uscire da una situazione vivendo i prossimi 4 mesi testa nel carrarmato”. Paratici sarà affiancato da Roberto Goretti, già in seno alla società e da Lorenzo Giani e Moreno Zebi.

Il retroscena

Fabio Paratici ha raccontato come ha scelto la società viola. “Quando il dg Ferrari è venuto a Londra, a metà dicembre, la squadra aveva 6 punti, ho parlato con lui poi e con il presidente, Rocco Commisso, cui vanno il mio pensiero e il mio ringraziamento – ha proseguito l’ex dirigente del Tottenham – e per me e la mia carriera questa è una grande sfida, c’è una grandissima proprietà, infrastrutture di primissimo livello non solo in Italia ma nel mondo, un gruppo di persone con cui mi sono sentito subito in simbiosi. E poi Firenze è un brand super internazionale che va rispettato e gode di grande visibilità. So quanto contino queste cose: questo club e questa città meritano di stare ad alti livelli, ma ora non conta il futuro, solo il presente. Non risolveremo la classifica in un mese o con due risultati, tutto l’ambiente deve capire che fino al 24 maggio dovremo essere cattivi, concentrati, determinate a venirne fuori, Conosco e stimo molto Vanoli e oggi parlerò alla squadra”. Il neo ds si è soffermato anche sulla squalifica che ha subito. “Dopo i 30 mesi di squalifica ora sono una persona migliore, più strutturata, certe vicende ti costringono a fare battaglie, riflessioni e analisi che magari non avresti fatto mai. Nessuno di noi alla Juventus è stato condannato per valori artificiali ma per un principio contabile e di bilancio mai utilizzato prima – ha spiegato Paratici – e né prima né dopo sono stati commessi errori e leggerezze, mi sono vergognato di dovermi difendere. Perché se senti di non aver commesso nulla ti sembra quasi di vergognarti a difendersi. È stato un percorso difficile, complicato, che comunque mi ha reso una persona migliore”.

Gli acquisti e gli altri giocatori

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Paratici ha anche sottolineato come ritroverà a Firenze alcuni giocatori, ex Juventus. Da Moise Kean (“l’attaccante italiano più forte che c’è” per il neo ds), a Niccolò Fagioli (“patrimonio del calcio. Piacentino come me – ha aggiunto – al quale deve tornare la cattiveria agonistica”) fino a Daniele Rugani, neo acquisto (“un ragazzo sottovalutato. Molto serio. Ci può portare esperienza”). L’obiettivo è aiutare giocatori, allenatore e staff a lavorare meglio. Con l’arrivo di Paratici nel mercato di gennaio oltre a Rugani sono arrivati Manor Solomon, Marco Brescianini, Jack Harrison e Giovanni Fabbian. Sono stati ceduti Pablo Marì, Tommaso Martinelli, Mattia Viti, Edin Dzeko, Simon Sohm, Amir Richardson, Hans Nicolussi Caviglia, Mbala Nzola e Gino Infantino.

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