Dal 15 marzo 2026 il gruppo di musei statali Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello introduce biglietti cumulativi, orari unificati e percorsi tematici trasversali che collegheranno sedi e collezioni in un unico racconto cittadino. Un cambio di passo che rafforza uno dei gruppi museali più importanti d’Italia e d’Europa: 7 musei, una collezione di 50.632 opere d’arte, una superficie espositiva di oltre 18mila metri quadrati e, soprattutto, la più ricca raccolta di opere di Michelangelo Buonarroti al mondo.
Nel 2025 il sistema museale ha registrato un’affluenza complessiva di oltre 3 milioni di visitatori, confermandosi come una realtà di riferimento nel panorama nazionale e internazionale. Il gruppo riunisce Galleria dell’Accademia di Firenze, Museo Nazionale del Bargello, Museo delle Cappelle Medicee, Museo di Palazzo Davanzati, Complesso di Orsanmichele, Museo di Casa Martelli e, al termine dei lavori, anche l’ex chiesa di San Procolo. Sette luoghi, sette identità, un’unica direzione: alla guida del sistema c’è il direttore generale Andreina Contessa, che ha annunciato un piano di integrazione capace di incidere sia sull’esperienza del pubblico sia sull’organizzazione complessiva dei flussi in città.
Dal 15 marzo 2026 biglietti cumulativi: costi e durata
Il punto centrale delle novità di Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello è l’introduzione di una bigliettazione integrata che permetterà di visitare più sedi con un unico ticket e in un arco di tempo definito. Le formule annunciate sono due.
La prima è un biglietto valido 72 ore per tutti i musei del gruppo, al costo di 38 euro. La seconda opzione è un ticket valido 48 ore dedicato a Galleria dell’Accademia e Museo Nazionale del Bargello, al costo di 26 euro. È inoltre allo studio l’introduzione di un biglietto family, pensato per rendere ancora più accessibile la visita in forma condivisa.
Orari unificati per quasi tutte le sedi: apertura 8.15–18.50
Dal 15 marzo 2026 presso Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello cambia anche la gestione dei tempi di visita: addio agli orari diversificati e spazio a un calendario uniforme. Le sedi del gruppo apriranno dal martedì alla domenica con orario 8.15–18.50, con l’unica eccezione di Casa Martelli, che manterrà una programmazione differente.
Si tratta di una misura che punta a semplificare la fruizione e a rendere più chiaro l’accesso ai musei per i visitatori, con un impatto potenzialmente decisivo anche in termini di distribuzione dei flussi tra i luoghi più noti e quelli meno frequentati.
Tre nuovi percorsi tematici tra musei diversi: Michelangelo, simboli di Firenze e arte del dettaglio
Accanto alla bigliettazione integrata, il sistema museale punta su una visione culturale condivisa: il team scientifico ha definito tre itinerari trasversali che metteranno in relazione opere e sedi differenti, trasformando la visita in un’esperienza “a rete”.
Il primo percorso, “Nel segno del genio”, è dedicato a Michelangelo e alle sue innovazioni. L’itinerario attraversa alcuni dei capolavori più celebri del Buonarroti: dal Bacco al Tondo Pitti, dal David-Apollo e Bruto al Bargello fino al David, ai Prigioni e alle opere della Galleria dell’Accademia, con conclusione alle Cappelle Medicee, nella Sagrestia Nuova.

Il secondo itinerario mette al centro “Firenze e i suoi simboli”, con un focus su araldica, religione civica e immaginario identitario. Un percorso che si snoda tra Orsanmichele, Bargello e Accademia, rileggendo la città attraverso le sue immagini fondative e la sua memoria collettiva.
Il terzo, “L’arte del dettaglio”, attraversa quattro sedi e propone un viaggio tra oggetti, abiti, tessuti e accessori dal Medioevo all’età moderna, in dialogo con le collezioni di Galleria dell’Accademia, Bargello, Palazzo Davanzati e Casa Martelli. Un invito a osservare la storia da vicino, attraverso elementi spesso considerati minori ma capaci di raccontare abitudini, status e quotidianità.
Casa Martelli: torna visibile lo Stemma con il grifone d’oro
Tra le novità già operative spicca il ritorno in evidenza, al Museo di Casa Martelli, del grande Stemma Martelli con il grifone d’oro in campo rosso, di nuovo collocato nella dimora d’origine, all’apice dello scalone monumentale. L’opera – alta 1,93 metri, larga 77 centimetri e dal peso di 420 chilogrammi – era stata esposta dal 1998 fino all’autunno 2024 nel Salone di Donatello del Museo Nazionale del Bargello. Tradizionalmente attribuita a Donatello, oggi è al centro di un rinnovato dibattito: recenti studi ne sostengono la paternità a Desiderio da Settignano.
Nel 2026 cantieri, riallestimenti e restauri anche “live” per il pubblico
Il 2026 sarà un anno di trasformazioni anche sul piano degli interventi strutturali: il gruppo avvierà e svilupperà numerosi progetti di riallestimento e restauro in tutte le sedi, con la possibilità di cantieri “live”, aperti alla visita del pubblico.
Uno dei progetti più rilevanti riguarda il Museo Nazionale del Bargello, che sarà interessato nel corso del 2026 da un importante piano di rinnovo e ripensamento dell’ingresso. Gli interventi coinvolgeranno l’intera area di accesso, la biglietteria, la corte e l’attigua Sala di Michelangelo, che accoglie quattro capolavori di Buonarroti (il Bacco, il Tondo Pitti, il David-Apollo e il Bruto) insieme a opere di Giambologna, Benvenuto Cellini, Bartolomeo Ammannati e Baccio Bandinelli, per un totale di 54 opere.
Contessa: “Un percorso unico al mondo, un viaggio tra le epoche di Firenze”
A sintetizzare il senso dell’intera operazione è il direttore generale Andreina Contessa, che collega bigliettazione integrata e orari unificati a un obiettivo strategico più ampio: rendere la rete museale più accessibile, più leggibile e più sostenibile nel tempo, anche in termini di gestione degli afflussi.
“Credo – spiega il direttore generale Andreina Contessa – che questa unione tra due grandi istituzioni rappresenti una sfida e una opportunità per entrambi. I visitatori potranno usufruire di un percorso museale, architettonico e artistico unico al mondo, distribuito su edifici diversi della città, un viaggio tra le diverse epoche storiche di Firenze e i suoi diversi volti. L’unione, attraverso strumenti come una bigliettazione integrata e uniformando gli orari di apertura, potrà portare a un riequilibrio degli afflussi dei visitatori e delle risorse economiche. La strategia culturale consiste nell’esaltare le peculiarità dei singoli musei ponendole in relazione”.


