In questi giorni ricorrono i 150 anni dalla nascita di Laura Orvieto (7 marzo 1876), scrittrice per l’infanzia e giornalista.
Mercoledì 4 marzo 2026 il Gabinetto G.P. Vieusseux con la Fondazione Premio Laura Orvieto celebrano l’anniversario dell’autrice di Storie della Storia del mondo con un incontro a Palazzo Strozzi (dalle ore 16,30 in Sala Ferri) durante il quale verranno ripercorsi la storia e i nuovi indirizzi di ricerca.
L’incontro del 4 marzo al Gabinetto Viesseux: gli interventi
Dopo un saluto istituzionale da parte del Direttore del Gabinetto Vieusseux, Michele Rossi, dell’Assessore alla Cultura del Comune di Firenze, Giovanni Bettarini, e del Presidente del Premio Laura Orvieto, Agata Diakoviez, interverranno Peppe Millanta, Caterina Del Vivo, Valentina Garulli, Cosimo Di Bari.
Al termine dell’incontro sarà anticipata dalle curatrici Benedetta Gallerini e Elisa Martini la mostra documentaria Raccontare il mondo. Donne, letteratura e infanzia al Vieusseux, che inaugurerà a fine marzo all’Archivio Contemporaneo Bonsanti.
Chi era Laura Orvieto
Nel 1911, Bemporad, la casa editrice delle Avventure di Pinocchio e del Giornalino di Gian Burrasca, pubblica un libro destinato a diventare un classico: Storie della Storia del Mondo, l’opera di maggior successo di Laura Orvieto, per la quale è ancora oggi conosciuta, tradotta in moltissime lingue.
Laura Cantoni nasce a Milano il 7 marzo 1876. Giovinetta romantica, ribelle e testarda – come si definirà molti anni dopo – amava molto la lettura. Nel 1899 Laura sposa Angiolo Orvieto (Firenze, 1869–1967), poeta, giornalista e fondatore con il fratello Adolfo del periodico culturale “Il Marzocco”, trasferendosi a Firenze. Erano gli anni di frequentazioni eccellenti: tra gli altri, Gabriele D’Annunzio, Eleonora Duse, Giovanni Pascoli, Luigi Pirandello, Sibilla Aleramo e Amelia Pincherle Rosselli. Il primo dei suoi numerosi libri per ragazzi fu Leo e Lia. Storia di due bambini italiani con una governante inglese, pubblicato nel 1909 da Bemporad. La nascita e la morte, la parità dei sessi, la religione, tutti temi delicati e profondi affrontati con uno spirito laico e idee pedagogiche all’avanguardia, tanto che il volume avrà problemi con la censura fascista.
Ma è appunto due anni dopo, nel 1911, che venne pubblicato il suo libro più famoso, vero e proprio best seller dell’epoca e diventato ben presto un classico anche fuori d’Italia: Storie della Storia del mondo, dove le leggende e gli eroi dell’antica Grecia vengono raccontate con uno stile affabile e vivace in grado di affascinare ancora i bambini del nostro tempo.
Laura trascorre i mesi della guerra e delle persecuzioni, fra il 1943 e il 1944, nascosta con il marito in Mugello. Dopo la guerra torna ad occuparsi di letteratura per l’infanzia dirigendo, dal 1945 al 1947, un vivace periodico illustrato, “La settimana dei ragazzi”. Muore a Firenze il 9 maggio 1953.
Il Premio di Letteratura per Ragazzi Laura Orvieto
Nel 1953 per onorare la memoria di Laura Orvieto, un comitato organizzatore presieduto dal senatore Adone Zoli, istituisce due premi per ragazzi: uno per un’opera in prosa e uno per un canzoniere. Il Premio ha avuto giurie eccellenti, con membri quali Gianni Rodari, Diego Valeri, Gianna Manzini, Geno Pampaloni e Antonio Faeti.
Dopo una interruzione di alcuni anni, nel 1984 nasce la Fondazione Premio Laura Orvieto, riconosciuta dalla Regione Toscana, con lo scopo di rilanciare il premio, che bandisce un concorso senza più distinzione tra opere in prosa e canzonieri inediti.
A partire dai primi anni del 2000 il Premio è dedicato solo a volumi editi ed è diviso in due sezioni: un’opera destinata ai bambini tra i 6 e gli 11 anni e un’opera per i ragazzi tra i 12 e i 15 anni. Tra i premiati ricordiamo, fra gli altri, Cristiano Cavina, Franco Matticchio, Laura Imai Messina, Francesco Niccolini, Paolo Nori, Anna Sarfatti, Nadia Terranova e Silvia Vecchini. La Giuria si riserva di anno in anno la facoltà di assegnare premi speciali alla carriera e all’opera complessiva di autori o editori che abbiano un’attinenza significativa con i valori promossi dal Premio.


