mercoledì, 21 Ottobre 2026
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Palazzo Vecchio: restaurate le Fonti dei Leoni e il Cortile della Dogana

Il progetto è stato realizzato, in memoria di Tommaso Melani, grazie alla sponsorizzazione tecnica della Scuola del Cuoio nell’ambito di FLIC – Florence I Care

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Sono state restaurate le Fonti dei Leoni e il Cortile della Dogana in Palazzo Vecchio, a Firenze. Il progetto, del valore di 50.000 euro e della durata di 60 giorni, è stato realizzato grazie alla sponsorizzazione tecnica della Scuola del Cuoio nell’ambito di FLIC – Florence I Care, il programma del Comune di Firenze che promuove la collaborazione tra pubblico e privato per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale cittadino.

Guidata da Laura, Francesca e Barbara Gori, insieme a Filippo e Beatrice Parri Gori, la Scuola del Cuoio ha sostenuto il progetto in memoria di Tommaso Melani, figlio di Laura Gori e parte della storia della Scuola del Cuoio, scomparso prematuramente a New York.

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I lavori di restauro del Cortile della Dogana e delle Fonti dei Leoni in Palazzo Vecchio

Il restauro ha interessato il Cortile della Dogana e le Fonti dei Leoni di Palazzo Vecchio,
comprendendo le fontane e le vasche, i gruppi scultorei dei leoni, i mascheroni, gli apparati decorativi retrostanti, le superfici architettoniche del cortile e la statua dell’Elettrice Palatina, Anna Maria Luisa de’ Medici.
Nel corso dei lavori è emerso un elemento significativo relativo alla natura dei gruppi scultorei: tutti e quattro i leoni sono risultati essere calchi d’epoca in gesso con struttura interna in metallo, contrariamente a quanto si riteneva in precedenza, che due di essi fossero in pietra. La scoperta ha contribuito ad approfondire la conoscenza dei manufatti e ha richiesto un’attenta valutazione dei materiali e delle tecniche d’intervento più idonee alla loro conservazione.
Prima di procedere, sono state condotte analisi e prove preliminari per individuare le tecniche più adatte ai diversi materiali e alle condizioni delle superfici. Le lavorazioni hanno previsto la rimozione controllata dei depositi, la pulitura delle opere, la revisione delle finiture e interventi localizzati di consolidamento.
Tra gli aspetti più significativi, l’impiego della tecnologia laser per la pulitura dei mascheroni e delle fontane, con sistemi differenziati in base alla natura dei materiali. I saggi stratigrafici sui fascioni decorativi alle spalle delle fonti hanno inoltre permesso di individuare la cromia originaria conservata sotto le alterazioni successive, fornendo un riferimento per il recupero della continuità cromatica dell’insieme.

Una collaborazione per il patrimonio della città

Il progetto rientra in FLIC – Florence I Care, il programma con cui il Comune di Firenze
promuove il coinvolgimento di soggetti privati nella cura dei beni culturali cittadini attraverso sponsorizzazioni tecniche, finanziarie o miste.
Con sede nel complesso monumentale di Santa Croce, la Scuola del Cuoio è una realtà
storicamente legata a Firenze e alla tradizione della pelletteria artigianale. Da decenni rappresenta un punto di riferimento per la formazione e la valorizzazione del sapere artigiano fiorentino.
Per la famiglia Gori, questo progetto assume inoltre un significato speciale: contribuire alla bellezza di Firenze mantenendo vivo il ricordo di Tommaso.

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La storia del Cortile della Dogana

Il Cortile della Dogana è uno dei tre cortili di Palazzo Vecchio. La sua realizzazione risale al 1494 ed è legata all’architetto e scultore Simone del Pollaiolo, detto il Cronaca. La struttura svolge un’importante funzione architettonica, sostenendo il Salone dei Cinquecento al piano superiore. Il nome attuale deriva dagli uffici doganali che qui erano ospitati in epoca granducale.
Sotto le rampe delle scale che conducono ai quartieri monumentali si trovano le due Fonti dei Leoni, composte da vasche, mascheroni, conchiglie decorative ed elementi scultorei. La loro installazione è presumibilmente riconducibile alla seconda metà dell’Ottocento, nel periodo in cui Firenze fu capitale d’Italia, tra il 1865 e il 1871. Sono in corso ricerche archivistiche per approfondirne la storia e ricostruirne con maggiore precisione le vicende.
Le due fonti presentano una composizione simmetrica, ma si distinguono per alcuni materiali: i leoni della fonte sul lato di via della Ninna e quelli della fonte sul lato di via de’ Gondi sono in gesso con struttura metallica interna, e i mascheroni differiscono per materiale e lavorazione, testimoniando la complessità dell’apparato decorativo.
La figura del leone richiama una tradizione profondamente radicata nell’identità civica fiorentina. Il riferimento è al Marzocco, il leone che sostiene lo scudo con il giglio, simbolo storico del Comune di Firenze e della sua autorità. Le fonti costituiscono così non soltanto un elemento decorativo del cortile, ma anche una testimonianza della stratificazione storica e artistica di Palazzo Vecchio.
Nel cortile si trova inoltre la statua marmorea dell’Elettrice Palatina, Anna Maria Luisa de’ Medici, opera di Raffaello Arcangelo Salimbeni, collocata nel 2023. La scultura rende omaggio alla donna che, con il Patto di Famiglia del 1737, contribuì a garantire la permanenza a Firenze delle collezioni artistiche medicee.

 

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