venerdì, 31 Luglio 2026
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Aumenta il biglietto TPL a Firenze: dal 1° agosto 2026 il costo sale a 2 euro. Cosa cambia per abbonamenti e fasce deboli

Il biglietto singolo sale del 15%, ma gli abbonamenti sono più tutelati: azzerato l'aumento sul ferro, dimezzato (dal 15% all'8%) su gomma, con gratuità estesa ai minori di 11 anni e nessun aumento per gli studenti under 26 sulle extraurbane

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Da sabato 1° agosto aumenta il biglietto Tpl a Firenze: il costo della corsa singola urbana passa da 1,70 a 2 euro. È l’esito degli adeguamenti tariffari annuali obbligatori previsti dal contratto di servizio regionale con Autolinee Toscane, legati all’andamento dell’inflazione e, per il trasporto su gomma, agli ulteriori aggiornamenti contrattuali.

Una decisione, annunciata a metà giugno, che ha acceso un confronto serrato tra Regione Toscana, Comune di Firenze, Città Metropolitana e forze politiche, e che ha avuto come effetto anche una serie di misure di sostegno per pendolari, studenti e fasce sociali più fragili.

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Quanto aumenta il biglietto Tpl a Firenze e quanto gli abbonamenti

L’incremento del biglietto singolo passa da 1,70 a 2 euro, con un rincaro percentuale del 17,6%, superiore al tasso di inflazione Istat, fermo attorno al 3,2%.

Diverso il discorso per gli abbonamenti, sui quali la Regione ha scelto di intervenire con uno stanziamento complessivo di circa 12 milioni di euro per contenere l’impatto sui titolari di abbonamento, sia ferroviari che su gomma.

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Nel dettaglio: per il trasporto su ferro, grazie a un intervento regionale di 2 milioni di euro, gli abbonati dei treni non subiranno alcun aumento, che riguarderà quindi solo il biglietto singolo (circa +5%). Per il trasporto su gomma, dove lo stanziamento regionale ammonta a 10 milioni di euro, l’aumento sugli abbonamenti – che sulla base dei soli meccanismi contrattuali sarebbe dovuto essere del 15% – viene di fatto dimezzato, attestandosi intorno all’8%.

Le misure per le fasce deboli della popolazione

Accanto al contenimento dell’aumento, la Regione Toscana ha introdotto una serie di misure con finalità sociale. Viene estesa la gratuità del trasporto pubblico, finora riservata ai bambini sotto il metro di altezza (soglia raggiunta mediamente intorno ai 5-6 anni), a tutti i minori fino a 11 anni. Per gli studenti universitari e delle scuole superiori under 26 che utilizzano le linee extraurbane e risiedono più lontano dai poli scolastici, l’aumento tariffario viene invece completamente escluso. Una novità assoluta riguarda infine le modalità di pagamento: per la prima volta sarà possibile saldare l’abbonamento in quattro rate senza interessi.

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A livello comunale, Palazzo Vecchio ricorda di destinare già oggi oltre 31 milioni di euro complessivi al trasporto pubblico locale, tra gestione delle tramvie, trasporto su gomma e incentivi diretti ai cittadini, comprese le agevolazioni tariffarie collegate all’ISEE per il rimborso parziale del costo dell’abbonamento annuale ai residenti fiorentini con determinati requisiti economici o di età.

Le dichiarazioni di Regione e Comune

Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha rivendicato l’impegno finanziario della Regione, che l’anno scorso ha destinato al TPL 144 milioni di euro contro i circa 38-44 milioni complessivamente messi in campo da Comuni e Province, ricordando che senza l’intervento regionale l’aumento sarebbe stato del 15% flat su tutte le tariffe. Giani ha inoltre aperto a un ulteriore contenimento dei rincari condizionato a un contributo economico maggiore da parte degli enti locali, indicando nella conferenza dei servizi del 21 luglio il momento del confronto decisivo con i Comuni.

Di segno diverso la posizione della sindaca di Firenze Sara Funaro, che ha ribadito la contrarietà dell’amministrazione comunale all’aumento, in particolare sugli abbonamenti, lamentando la mancanza di un confronto preventivo con gli enti locali nonostante le richieste avanzate da Anci Toscana. La sindaca ha inoltre precisato che il contributo del Comune di Firenze al trasporto pubblico supera i 31 milioni di euro, cifra più alta rispetto ai circa 12 milioni stimati dalla Regione, e si è detta disponibile a individuare misure compensative per i cittadini.

L’assessore alla mobilità del Comune di Firenze, Andrea Giorgio, intervenendo in Consiglio comunale, ha sottolineato come il confronto avviato con Anci Toscana abbia comunque portato a un risultato positivo, con l’impegno della Regione a non aumentare gli abbonamenti annuali. Sul fronte dell’opposizione, i consiglieri di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno criticato l’aumento contestando la qualità del servizio offerto da Autolinee Toscane, mentre il gruppo AVS-Ecolò ha espresso preoccupazione per il rischio che il rincaro scoraggi l’uso del mezzo pubblico a favore dell’auto privata, chiedendo maggiore concertazione preventiva con i Comuni.

Cosa cambierà in futuro

Dopo un primo incontro a fine giugno in cui si era ipotizzato un bonus tra i 5 e gli 8 milioni di euro, la Regione ha sciolto la riserva venerdì 17 luglio, alla Conferenza permanente sul Tpl svoltasi a Palazzo Sacrati Strozzi alla presenza del presidente Giani, dell’assessore ai trasporti Filippo Boni, dei delegati Anci e di sindaci e presidenti di Provincia da tutta la regione.

La misura concreta consiste in un contributo aggiuntivo di 3,55 milioni di euro sotto forma di voucher, destinato a coprire l’aumento inflattivo sugli abbonamenti al Tpl su gomma – annuali e trimestrali, urbani ed extraurbani, ordinari e con riduzione Isee, oltre agli abbonamenti integrati Pegaso e a quelli annuali per studenti; per gli abbonamenti mensili il voucher resta invece riservato a chi già rientra nelle agevolazioni Isee. Contestualmente è stato costituito un osservatorio regionale sul trasporto pubblico locale, con la partecipazione di Anci e Upi, per monitorare la regolarità del servizio.

Guardando più avanti, la Città Metropolitana di Firenze, guidata dalla sindaca Sara Funaro, ha presentato ai 41 Comuni del territorio il progetto “Pegaso Unico Metropolitano Plus”: un abbonamento unico integrato bus, tramvia e treno con sconti crescenti in base alla distanza dal capoluogo, fino al 24% nelle aree più periferiche. Il nuovo sistema, finanziato con circa 12 milioni di euro di fondi del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, dovrebbe entrare in funzione nel corso del primo semestre 2027, con l’obiettivo dichiarato di rendere il trasporto pubblico più conveniente per pendolari e studenti su tutto il territorio metropolitano.

Per ulteriori informazioni sul costo dei biglietti e degli abbonamenti si può consultare il sito di Autolinee Toscana.

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