lunedì, 5 Ottobre 2026
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Nel Giardino dell’Orticoltura torna a splendere il Tepidarium del Roster

Riaperto dopo un importante intervento di restauro l'edificio monumentale in ferro e vetro, da oltre 140 anni elemento distintivo del patrimonio architettonico di Firenze

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È stato riaperto, dopo un importante intervento di restauro, il Tepidarium del Roster, nel Giardino dell’Orticoltura, l’edificio monumentale in ferro e vetro che da oltre 140 anni rappresenta un elemento distintivo del patrimonio storico e architettonico della città.

Il Tepidarium del Roster e le grandi architetture in vetro dell’Ottocento

Con i suoi 38,50 metri di lunghezza, 17 metri di larghezza e oltre 650 metri quadrati di superficie, il Tepidarium si impose fin dalla sua nascita per le dimensioni e per le soluzioni costruttive adottate. La grande struttura in ferro e vetro, con la caratteristica copertura a carena di nave e un’altezza massima di 14 metri, si ispirava alle grandi architetture in vetro dell’Ottocento, a partire dal Crystal Palace di Joseph Paxton, reinterpretandole però attraverso soluzioni originali ideate da Roster.

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Oggi, dopo oltre un secolo di storia, il Tepidarium viene restituito alla città attraverso un importante intervento di restauro, realizzato con l’obiettivo di conservare il valore storico e architettonico dell’edificio e, allo stesso tempo, migliorarne le condizioni di utilizzo e la fruibilità durante tutto l’anno. La riapertura arriva in occasione dell’inaugurazione della mostra mercato di fiori e piante.

Il Tepidarium: un pezzo dell’identità di Firenze

“Il Tepidarium del Roster è uno dei luoghi che meglio raccontano la capacità di Firenze di custodire la propria storia e, allo stesso tempo, di continuare a viverla e a renderla parte del presente. È un edificio straordinario, nato nel 1880 come spazio dedicato all’innovazione, alla cultura e alla valorizzazione dell’orticoltura, e che ancora oggi mantiene una forte vocazione pubblica e culturale” ha detto la sindaca Sara Funaro. “Restaurare il Tepidarium significa prenderci cura di un pezzo importante dell’identità della nostra città, restituendo bellezza e piena funzionalità a uno spazio che appartiene a tutti i fiorentini. Ma significa anche guardare al futuro: vogliamo che questo luogo continui a essere vissuto, attraversato e aperto a iniziative culturali, mostre, eventi e attività per tutta la comunità. Con questo intervento confermiamo l’impegno dell’Amministrazione per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico di Firenze. Il nostro obiettivo è fare in modo che i luoghi della cultura non siano soltanto beni da conservare, ma spazi vivi, accessibili e capaci di generare nuove occasioni di incontro e partecipazione”.

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“Il restauro del Tepidarium del Roster è un intervento che unisce tutela del patrimonio e capacità di progettare il futuro. E’ un edificio unico, per valore architettonico e per la storia che rappresenta, che aveva bisogno di interventi importanti per essere conservato e continuare a essere pienamente utilizzato” hanno aggiunto la vicesindaca Paola Galgani e l’assessore alla cultura Giovanni Bettarini. “I lavori sono serviti per restituire leggibilità e bellezza alla struttura originaria, intervenendo sull’involucro, sugli elementi deteriorati, sulle strutture e sul sistema di raccolta delle acque, ma anche sulle condizioni microclimatiche e sugli impianti. Un lavoro attento, nel quale la conservazione del bene è stata accompagnata dalla necessità di renderlo più efficiente, accogliente e fruibile. Il Tepidarium è però soprattutto uno spazio da vivere. La sua storia dimostra quanto questa architettura sia capace di adattarsi a funzioni diverse: dalle grandi esposizioni ottocentesche fino alle mostre, agli eventi culturali e alle iniziative che ancora oggi animano il Giardino dell’Orticoltura, come quella di oggi, tanto amata e attesa. Restituire alla città un luogo come questo significa quindi investire non soltanto nella conservazione di un monumento, ma nella possibilità di continuare a farne uno spazio di cultura, incontro e partecipazione. È questa la prospettiva con cui guardiamo alla nuova stagione del Tepidarium: un bene storico pienamente riconoscibile nel suo valore, ma anche un luogo contemporaneo, aperto e vivo”.

Il restauro del Tepidarium del Roster

Le opere di restauro sono durate 9 mesi e sono costate 270mila euro.

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Gli interventi, seguiti dal Servizio Belle Arti e Fabbrica di Palazzo Vecchio preposto alla conservazione dei complessi monumentali di proprietà dell’amministrazione, hanno interessato in particolare l’involucro edilizio, con il recupero e la sostituzione degli elementi deteriorati, tra cui componenti in policarbonato, elementi in ghisa e acciaio e parti di finitura. L’intervento ha permesso di valorizzare la straordinaria struttura metallica portante e di restituire maggiore leggibilità al disegno originario dell’edificio.

Particolare attenzione è stata dedicata anche agli impianti e alle condizioni microclimatiche interne. Il risanamento igrometrico è stato ottenuto attraverso un sistema automatizzato di aperture in copertura che favorisce la ventilazione naturale, migliorando il comfort degli ambienti con una soluzione compatibile con le caratteristiche storiche del manufatto.

Sono state inoltre revisionate le strutture murarie e migliorato il sistema di raccolta e smaltimento delle acque meteoriche, interventi fondamentali per assicurare la conservazione e la durabilità del complesso nel tempo.

Il Tepidarium: spazio pubblico aperto alla città

Il restauro non restituisce soltanto un edificio rinnovato, ma rafforza la vocazione del Tepidarium come spazio pubblico aperto alla città. La struttura potrà continuare ad accogliere mostre, eventi culturali, concerti, attività scientifiche e didattiche, iniziative per bambini e manifestazioni pubbliche, mantenendo quella capacità di adattarsi a usi diversi che ne ha caratterizzato la storia fin dalle origini.

Il Tepidarium, infatti, non è mai stato soltanto un’architettura da contemplare: è stato e continua a essere un luogo da vivere. La sua struttura innovativa e la sua posizione all’interno del Giardino dell’Orticoltura ne fanno ancora oggi uno spazio capace di mettere in relazione patrimonio storico, cultura, natura e vita cittadina. Con la sua riapertura, il Tepidarium del Roster torna così a essere pienamente fruibile, rinnovando il legame con una storia iniziata nel 1880 e proiettandola nel futuro.

La storia del Tepidarium del Roster

Era il 18 maggio 1880 quando il Tepidarium veniva inaugurato in occasione della prima Esposizione Nazionale della Federazione Orticola Italiana, alla presenza delle autorità cittadine e con il patrocinio del Re Umberto e della Regina Margherita. Progettato dall’ingegnere-architetto Giacomo Roster, l’edificio nasceva come una struttura all’avanguardia per l’epoca, capace di unire innovazione tecnica, ricerca architettonica e attenzione alla cultura botanica.

A raccontarne lo straordinario impatto fu anche la stampa dell’epoca. Il 18 maggio 1880, sulle pagine de La Nazione, Yorik descriveva il nuovo edificio come un «immenso tepidario», definendolo una «elegantissima costruzione che non ha eguali in Italia e forse nemmeno in Europa».

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