carnevale medievale san casciano

Il decennale del carnevale medievale di San Casciano è stato un trionfo per la Contrada del Leone sotto gli occhi di migliaia di spettatori.

Tra visioni poetiche, rievocazioni storiche e quadri viventi dal forte impatto emotivo, le cinque contrade del Gallo, del Cavallo, del Giglio, del Leone e della Torre si sono sfidate a colpi di scene teatrali piene di creatività nell’ultimo week end di marzo. L’impegno di tutta la comunità ha regalato al pubblico il cuore antico di San Casciano e la contrada del Leone si è aggiudicata la vittoria, davanti a una giuria composta da giornalisti, attori e storici mettendo in scena il rapporto fra Giotto e Cimabue destinato a cambiare il mondo dell’arte.

Carnevale San Casciano

“La Contrada del Leone narra uno spaccato di vita che si distingue per la leggerezza, la semplicità e la poesia con le quali si snodano le vicende – spiega il presidente di giuria Claudio Fabi – Il Leone ha saputo raccontare una storia che rende unico il nostro paese nel mondo, ha materializzato i colori, personificandoli, ha mostrato il percorso di Giotto, orientato al naturalismo, alla profondità e al sentimento dei personaggi.”

Il testo, ricco di ironia, strizza l’occhio alla vita e fa sorridere, mettendo da parte l’idea di un Medioevo oscuro e pieno di atrocità. Per l’edizione di quest’anno è stato istituito anche un premio specifico al lavoro drammaturgico delle contrade e il riconoscimento è stato assegnato alla Contrada del Cavallo che ha colpito il pubblico con una rappresentazione che ha toccato il tema dell’omosessualità, condannando il potere e mostrando una realtà feroce che ha aperto inevitabilmente delle riflessioni estremamente attuali. Il Carnevale medievale, diretto artisticamente da Samuel Osman, ha mostrato anche quest’anno l’impegno di tutti i cittadini capaci di portare avanti un progetto che è cresciuto sempre di più nel corso degli ultimi dieci anni.

san casciano carnevale

“È la vittoria di tutti noi, di chi organizza, promuove e realizza il carnevale come un importante momento di condivisione – spiega Marco Niccolini, presidente dell’associazione Contrade sancascianesi – In questo patrimonio di interessi e passioni riflettiamo la nostra identità collettiva.”

Dopo due giorni in cui si è creato un perfetto equilibrio tra storia, arte e teatro anche grazie ai numerosi eventi collaterali come tornei di spada, giochi medievali, falconieri, sbandieratori e trampolieri, il risultato finale è stato il frutto di un lavoro che ha permesso anche alle altre contrade di farsi apprezzare con delle narrazioni altrettanto originali grazie alla Contrada della Torre che ha affrontato il tema della diversità, alla Contrada del Giglio che ha espresso teatralmente il tema del vizio e dell’avidità, e alla Contrada del Gallo che ha rappresentato la violenza sulle donne creando inevitabilmente un trait d’union con la nostra realtà contemporanea.