giovedì 21 marzo 2019

Giochi d’acqua sulle rampe del Poggi

A maggio le grotte e le vasche sotto piazzale Michelangelo di Firenze torneranno a vivere. Va avanti il restauro per riattivare i giochi d’acqua delle rampe del Poggi
Redazione
Rampe Poggi restauro giochi d'acqua

I lavori per la cisterna

Si riaccenderanno con la bella stagione. Cascate, ma anche giochi d’acqua tra le grotte, le fontane e i bacini che si trovano disseminati sotto piazzale Michelangelo, lungo le cosiddette “rampe del Poggi”: il sistema di strade, percorsi pedonali, scalinate, giardini, realizzato su tre livelli, fino a Torre San Niccolò, nella seconda metà dell’Ottocento da Giuseppe Poggi.

Va avanti il progetto di restauro che ora si arricchisce di un tassello importante: una grande cisterna da 27mila litri, che sarà usata per far tornare in azione questo suggestivo complesso di giochi d’acqua a partire dal mese di maggio, quando è prevista la fine degli interventi di recupero, finanziati grazie all’art bonus dalla Fondazione Cr Firenze con 2 milioni e mezzo di euro.

Il nuovo sistema di giochi d’acqua sulle rampe del Poggi

In passato l’intero sistema era alimentato dalle sorgenti di Gamberaia e Alinari, ma durante i lavori gli esperti hanno scoperto che è impossibile tornare alla situazione originaria, a causa di interruzioni e problemi al complesso reticolo progettato dal Poggi e realizzato tra il 1872 e il 1876, all’epoca di Firenze Capitale.

Così è stato ideato un impianto idrico sostenibile sia dal punto di via ambientale sia per i costi di gestione, che è basato sul ricircolo alimentato con acqua di pozzo, senza attingere dalla rete idrica cittadina. L’intera struttura sarà poi controllata grazie a un software.

Il percorso dell’acqua sarà quello originario, con la caduta dal livello più alto al livello più basso delle Rampe, fino a raggiungere le due vasche che si trovano di lato a Torre San Niccolò, per un totale di quasi 260mila litri di acqua.

Rampe Poggi restauro

I lavori di restauro

Il restauro è iniziato lo scorso luglio ed è curato dal servizio belle arti e fabbrica di Palazzo Vecchio (Comune di Firenze) insieme ai tecnici della direzione Ambiente. Gli interventi hanno interessato le 5 grotte e la grande vasca, recuperando e ripulendo le superfici decorate. Inoltre, grazie alla documentazione d’archivio, è stato possibile individuare le piante che rivestivano le scogliere, le grotte e i bacini.

"L’avanzamento del restauro – dice il direttore generale della Fondazione CR Firenze Gabriele Gori – comincia a mostrare la magnificenza di quest’imponente opera che la Fondazione ha voluto restituire alla città. Questo nuovo importante step dei lavori consentirà di recuperare l’elemento più significativo del disegno dell’architetto Poggi: l’acqua in una fusione tra natura, artificio e monumento architettonico”.

13 marzo 2019
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