giovedì, 3 Settembre 2026
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Caso Montedomini, il 4 settembre il Consiglio comunale straordinario

Cosa sappiamo del caso che ha scosso l'estate e che dalla metà di luglio tiene banco nella politica fiorentina

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Il 4 settembre Palazzo Vecchio ospiterà il Consiglio comunale straordinario dedicato al “caso Montedomini“, la vicenda che dalla metà di luglio ha tenuto banco nella politica fiorentina e ha coinvolto l’amministrazione guidata dalla sindaca Sara Funaro.

All’ordine del giorno un solo punto: la gestione del patrimonio immobiliare dell’Asp (Azienda pubblica di servizi alla persona) Montedomini, l’ente che da oltre cinque secoli si occupa a Firenze di assistenza a persone fragili e anziani, e che si è ritrovato al centro delle cronache per aver destinato alcuni dei suoi appartamenti agli affitti brevi turistici.

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Come è nato il caso Montedomini

Tutto è cominciato a metà luglio quando gli attivisti del comitato “Salviamo Firenze per Viverci” hanno scoperto, perlustrando il centro storico, che in via Guelfa 81 due appartamenti di proprietà dell’Asp Montedomini — nati da donazioni e lasciti testamentari destinati a persone in difficoltà abitativa — erano in realtà prenotabili su Airbnb e Booking, con tanto di targa “Guelfa Palace” e Cin (Codice identificativo nazionale) esposti all’ingresso. La notizia è stata resa pubblica dal portavoce del comitato, Massimo Torelli, sul Corriere Fiorentino. Come ha sottolineato lo stesso Torelli, si tratta di un episodio particolarmente stridente in una città alle prese con l’emergenza abitativa, in cui è proprio un ente pubblico — che dovrebbe applicare le politiche dell’amministrazione contro gli affitti brevi — a farne uso.

Le indagini giornalistiche e gli accessi agli atti richiesti dai consiglieri di opposizione hanno poi allargato il quadro. Secondo la ricostruzione del Corriere Fiorentino, ripresa anche da altre testate, il caso più eclatante riguarda un palazzo in via Guelfa 83, con nove appartamenti assegnati con bando nel 2023 al gruppo tedesco Limehome, colosso internazionale degli affitti brevi. Dagli atti risulterebbe che già a novembre 2025 una pec era stata inviata dall’Asp allo sportello unico per le attività produttive del Comune per comunicare la destinazione turistico-ricettiva, elemento che secondo Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune dimostrerebbe che “il Comune sapeva”. Nelle settimane successive il comitato civico ha esteso le contestazioni anche alla gestione degli affitti a uso abitativo, denunciando l’assenza di bandi a canone concordato per le famiglie fragili dal 2021 a oggi e criteri di assegnazione ritenuti poco trasparenti, fino a depositare un esposto in Procura.

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La Procura apre un fascicolo

Il 27 agosto è arrivata una svolta giudiziaria: la Procura di Firenze ha aperto un’inchiesta sulle presunte anomalie nell’assegnazione degli appartamenti, in seguito all’esposto del comitato “Salviamo Firenze per Viverci”. Si tratta di un fascicolo “modello 45”, che al momento non contiene né ipotesi di reato né persone indagate, ma la polizia giudiziaria ha ricevuto alcune deleghe per approfondire gli elementi indicati nell’esposto. L’Asp Montedomini ha reagito dichiarandosi disponibile a collaborare pienamente con la magistratura, definendo l’apertura dell’inchiesta un’occasione per fare chiarezza su ricostruzioni ritenute non corrette.

Le dimissioni del direttore generale di Montedomini

Un’altra novità arrivata a fine agosto riguarda la guida amministrativa dell’ente: il direttore generale di Montedomini, Emanuele Pellicanò, si è dimesso. Le dimissioni, presentate il 18 agosto e accolte dal cda nella riunione del 25 agosto, sono state motivate ufficialmente da ragioni legate esclusivamente a motivi di salute. L’assessore al Welfare del Comune di Firenze, Nicola Paulesu, ha ringraziato Pellicanò per il lavoro svolto negli anni, mentre il presidente dell’Asp Maurizio Frittelli ha annunciato che verrà pubblicato a breve un bando per individuare il successore.

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La difesa di Montedomini

Il presidente del consiglio di amministrazione dell’Asp, l’avvocato Maurizio Frittelli, è stato ascoltato nelle settimane estive dalla commissione Controllo del Consiglio comunale. La linea difensiva di Frittelli — succeduto a Luigi Paccosi, oggi presidente di Cesvot e di Casa Spa — è stata netta: la scelta di destinare alcuni immobili al turismo, prevista dal regolamento dell’ente aggiornato nel 2018, sarebbe stata adottata “nel pieno rispetto delle norme” e finalizzata a reperire risorse per il recupero di un patrimonio in parte inutilizzato. Frittelli ha spiegato che circa il 17% del patrimonio, pari a 39 appartamenti, non può essere ristrutturato per mancanza di fondi, e che senza i proventi degli affitti turistici l’Asp avrebbe chiuso il bilancio con una perdita di circa 2,5 milioni di euro, anziché con un utile di 65 mila euro. “Non togliamo ai poveri per dare ai ricchi”, ha ripetuto più volte il presidente, sottolineando che gli appartamenti destinati al turismo sarebbero undici su un totale di circa 200-232 immobili, mentre 78 unità (il 34% del patrimonio) sarebbero destinate a uso sociale.

La posizione della sindaca Funaro

Sara Funaro ha ribadito che Montedomini “è un ente con autonomia gestionale e patrimoniale” e che, pur esistendo “un tema di indirizzi generali che l’amministrazione deve dare”, non si può sovrapporre il ruolo del Comune a quello degli organi dell’Asp. Funaro ha anche annunciato di voler usare la seduta di settembre come occasione per “raccontare cosa fa Montedomini” nel suo complesso — dagli alloggi a canone calmierato agli spazi per le vittime di violenza, fino ai fondi destinati alle associazioni del territorio — sottolineando che “un ente come questo va tutelato”. Sul caso specifico di via Guelfa, la sindaca ha affermato che Montedomini avrebbe già preso provvedimenti.

Cosa dicono le opposizioni

Il fronte delle opposizioni, compatto nel chiedere il Consiglio straordinario — la richiesta è stata sottoscritta da tutti i 15 consiglieri comunali di minoranza, ben oltre le otto firme necessarie — resta invece molto critico. Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune) insiste sulla natura politica della vicenda, sostenendo che il vero problema non sia la condotta dei singoli amministratori dell’Asp, ma le regole stesse del regolamento comunale, “responsabilità di chi governa, non di chi le applica”. Cecilia Del Re, capogruppo di Firenze Democratica e prima firmataria della richiesta di Consiglio straordinario, ha definito “grottesca” la ricostruzione di Frittelli tesa a scagionare la sindaca, ricordando che quattro dei cinque membri del cda di Montedomini sono nominati dalla stessa Funaro.

Paolo Bambagioni, presidente della commissione Controllo ed esponente della lista civica Eike Schmidt, ha parlato di un vero e proprio “sistema di potere” fatto di nomine incrociate tra Montedomini e altri enti partecipati come Casa Spa, definendo la vicenda “solo all’inizio” e sostenendo che “siamo ancora lontani dalla verità”. Il consigliere del gruppo misto Noi Moderati, Luca Santarelli, ha invece chiesto un audit esterno sulla governance dell’ente e regole più stringenti contro le cosiddette “porte girevoli” tra politica ed enti partecipati. Per Massimo Sabatini “non basta cambiare i vertici, si torni a rappresentare la città anche negli atti di nomina”.

Di segno diverso la posizione del Partito Democratico, che pur senza negare la necessità di rivedere il regolamento ha difeso il ruolo storico dell’Asp: il capogruppo Pd Luca Milani ha ricordato che “Montedomini rappresenta da oltre 550 anni un’eccellenza della città di Firenze” e ha invitato a concentrare il dibattito sul recupero dei 29 appartamenti oggi inutilizzabili.

Cosa succederà il 4 settembre

Nella seduta del 4 settembre, alla presenza della sindaca Funaro, il Consiglio comunale dovrà fare i conti con un dossier che nel frattempo si è ampliato: sul tavolo non c’è più solo la questione degli affitti turistici, ma anche quella degli affitti a uso abitativo, i criteri di assegnazione degli alloggi, il sistema delle nomine tra Montedomini e altri enti partecipati e l’annunciata revisione del regolamento dell’Asp, che la maggioranza vorrebbe portare a compimento entro ottobre per escludere la possibilità di destinare gli immobili al turismo. Nel frattempo il caso è arrivato anche in Parlamento, con interrogazioni presentate da Lega e Fratelli d’Italia al ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, mentre sul fronte giudiziario resta aperto l’esposto presentato in Procura dal comitato civico.

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