martedì, 24 Febbraio 2026
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La Fiorentina vince il derby col Pisa e aggancia Cremonese e Lecce

Terza vittoria consecutiva tra campionato e coppe per la squadra di Vanoli. Ottava rete in campionato per Kean

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Basta un gol, quello segnato da Kean, per decidere il derby tra Fiorentina e Pisa. Tre punti importante che permettono ai viola di agganciare, a quota 24, Cremonese e Lecce. La squadra di Hiljemark rimane ultima, a quota 15, insieme al Verona. La salvezza è adesso difficilissima per il Pisa. La viola, invece, conquista la seconda vittoria di fila in serie A. Non era mai successo dall’inizio del campionato. Vanoli, in tribuna perché squalificato, non ha potuto utilizzare Mandragora, a sua volta, fermo per un turno. Si è rivisto Ranieri in difesa mentre Solomon ed Harrison hanno supportato Kean in attacco. Nel Pisa assente inizialmente Aebischer, entrato poi nella ripresa insieme all’ex Cuadrado per cercare di dare una scossa alla squadra.

La partita

La Fiorentina tiene palla e aggredisce nel corso del primo tempo. Al 13’ c’è un cross di Fagioli. La difesa nerazzurra è in affanno. Caracciolo prova a spazzare la sfera fuori dall’area di rigore ma Brescianini la recupera. Canestrelli, nel tentativo di liberare, serve Kean che insacca alle spalle di Nicolas. La viola prova il raddoppio con Ndour e poi di nuovo con Kean ma è bravo Nicolas a parare.

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Ad inizio ripresa, al 47’, Dodo viene fermato in area da Bozhinov. Per l’arbitro Mariani è tutto regolare. Al 51’ una punizione di Fagioli viene ancora parata dal portiere nerazzurro. Dopo due minuti è lo stesso Fagioli a perdere palla. Ne approfitta Meister che però viene fermato da Ranieri. All’80’ ci prova Cuadrado ma il tiro finisce a lato. All’86’ è ancora Ndour a impegnare l’estremo difensore pisano. Mentre in pieno recupero di prova il neo entrato Fazzini che però tira in curva. La Fiorentina vince il derby e risale, così, la classifica. Per il Pisa la situazione è sempre più difficile.

L’allenatore

Soddisfatto, a fine gara, Paolo Vanoli. “Penso che sia una vittoria cercata e importantissima – ha detto – dedicata ai nostri tifosi a cui abbiamo dato poche gioie fin qui. Ci sono stati dei colloqui faccia a faccia con loro, ma non ci hanno mai tolto il sostegno. La differenza tra il primo e il secondo tempo è che loro hanno alzato il baricentro, mentre noi siamo stati un po’ pigri a velocizzare il gioco. Dobbiamo capire i momenti, ma adesso abbiamo anche lo spirito per soffrire con ordine. Penso che la difficoltà più grossa sia stata quella di cambiare l’obiettivo. Da uno grandissimo ad inizio stagione siamo passati ad uno disastroso per noi. Ho detto che saremmo usciti giocando a calcio, ma devi raggiungere anche risultati sporchi. Ma era un po’ di tempo che vedevo una luce diversa e in quest’ultimo periodo lo hanno dimostrato. Questo è un gruppo e lo si è visto dall’atteggiamento che hanno avuto Fazzini e Piccoli quando sono entrati. Solomon sto cercando di portarlo a regime. Harrison invece è un giocatore di grande intensità. Gudmundsson stamattina ha voluto provare e mi ha detto che gli avrebbe fatto piacere venire in panchina. Non è pronto ma ha fatto un bel gesto nei confronti della squadra. Dobbiamo palleggiare di più ed essere lucidi, ci manca il leader che gestisce queste situazioni. Per me conta l’atteggiamento, non il sistema di gioco, come si interpreta la difesa a tre ad esempio. Quando ho cambiato l’ho fatto per dare una svolta mentale ai ragazzi. c’era bisogno di aria fresca. Parisi mi ha sorpreso e fa grandi partite in ogni ruolo”.

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