Lo speciale legame tra uno dei più grandi maestri dell’arte moderna americana, Mark Rothko e il Rinascimento è al centro della mostra a Palazzo Strozzi a Firenze dal 14 marzo al 23 agosto. Una raccolta di oltre 70 opere, molte delle quali mai esposte prima in Italia, provenienti da collezioni private e da vari musei.
La rassegna rappresenta un progetto concepito appositamente per Firenze, con la maggior parte delle opere visibili a Palazzo Strozzi e un piccolo nucleo esposto in altri due luoghi della città particolarmente cari all’artista che la visitò per la prima volta nel 1950, durante un viaggio in Italia insieme alla moglie Mell. L’artista rimase particolarmente affascinato dalla pittura di Beato Angelico al Museo di San Marco e dall’architettura del Vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana che oggi rappresentano le altre due tappe dall’esposizione. Al Museo di San Marco collocate cinque opere di Rothko poste in dialogo diretto con cinque affreschi in altrettante celle dipinte dall’Angelico, mentre il Vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana propone due opere in relazione con lo spazio progettato da Michelangelo.
Il percorso espositivo allestito a Palazzo Strozzi si snoda cronologicamente permettendo di ripercorrere l’intera carriera di Rothko: dagli anni Trenta e Quaranta, caratterizzati da opere figurative e in dialogo con i linguaggi dell’Espressionismo e del Surrealismo, fino agli anni Cinquanta e Sessanta, che si distinguono per le celebri tele astratte create attraverso ampie campiture cromatiche capaci di coinvolgere profondamente lo spettatore. Tra queste le grandi tele No.3 / No. 13 (1949) del Moma di New York o Untitled (1952-1953) del Guggenheim Museum di Bilbao.