Miracola è il nuovo progetto realizzato e prodotto da MAD Murate Art District – Fondazione MUS.E dell’artista e filmmaker Irene Dionisio che sarà inaugurato il 17 settembre e proseguirà fino al 22 novembre, presentando in anteprima assoluta presso MAD un’opera filmica inedita destinata a entrare nella collezione dei Musei Civici Fiorentini.
Miracola, la nuova opera di Irene Dionisio al MAD
“Con Miracola Firenze si conferma luogo di produzione e di confronto per l’arte contemporanea, capace di mettere in dialogo la ricerca degli artisti con le grandi domande del nostro tempo” ha detto l’assessore alla cultura Giovanni Bettarini. “Il lavoro di Irene Dionisio ci porta dentro un rapporto antico e sempre attuale, quello tra l’uomo, la natura e il bisogno delle comunità di trovare un significato di fronte a ciò che non possono controllare. È particolarmente significativo che questo progetto nasca da un percorso di ricerca e residenza che mette in relazione Firenze con altre importanti realtà culturali italiane e che, grazie al sostegno del PAC2025, permetta di acquisire una nuova opera nella collezione dei Musei Civici Fiorentini. Le Murate sono ancora una volta il luogo ideale per ospitare questo incontro tra immagini, memoria, ricerca e sperimentazione. Con Miracola il MAD conferma il proprio ruolo di spazio aperto alla ricerca e alla produzione contemporanea, rafforzando al tempo stesso il rapporto di Firenze con una rete nazionale di istituzioni e professionisti della cultura”.
“Con Miracola, il progetto sostenuto dal Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, MAD affianca l’artista Irene Dionisio, talentuosa regista, in una nuova produzione, che traduce in video un’avventura intellettuale e artistica. Dalle pendici dell’Etna fino ai crateri sommitali del vulcano – ha spiegato Valentina Gensini, direttrice artistica di MAD Murate Art District – il culto di Sant’Agata permea la sacra ascesa in una dimensione antropologica ricca e sincretica. Da Iside a Demetra, da Aitna a Sant’Agata la forza tellurica del vulcano permea l’intero lavoro, capace di compenetrare il territorio catanese con sensibilità antropologica, ecologica e paesaggistica. Dopo averne accompagnato, curato e finanziato la produzione, MAD accompagna questo lavoro con una importante valorizzazione su tutto il territorio nazionale, grazie a importanti partner del sistema del contemporaneo, e con una pubblicazione che verrà presentata a Palazzo delle Esposizioni, Roma, il 28 ottobre p.v.”
“Con Miracola – spiega Irene Dionisio – ho cercato di attraversare il confine sottile tra il visibile e l’invisibile, là dove una comunità incontra ciò che non può spiegare e lo trasforma in rito, immagine e memoria. Il rapporto tra Sant’Agata e l’Etna è il cuore di questo percorso: una relazione fatta di attesa, paura, devozione e desiderio, in cui la montagna non è soltanto un paesaggio, ma una presenza viva, capace di orientare lo sguardo e il destino di chi la abita. Attraverso materiali d’archivio e riprese originali, il film compone una costellazione di voci, gesti e tracce, mettendo in dialogo il tempo della storia con quello del mito. Miracola nasce così dall’ascolto di una memoria collettiva che continua a sedimentarsi e a riemergere, come la lava, nel presente”.
Il rapporto tra Sant’Agata e l’Etna
Al centro della ricerca di Irene Dionisio si colloca il rapporto tra Sant’Agata, patrona di Catania, e l’Etna, presenza dominante del paesaggio siciliano e simbolo di una natura capace di generare e distruggere. Il progetto costruisce una vera e propria processione immaginaria, che dalle pendici dell’Etna conduce fino al cratere sommitale. La stratificazione emerge così come principio compositivo dell’opera: nel rapporto tra l’Etna e il culto di Sant’Agata, il film si struttura quale sedimentazione di tempi, memorie e immaginari. In Miracola, Dionisio esplora il ruolo del sacro come dispositivo interpretativo dei fenomeni naturali estremi, riflettendo sulle modalità con cui le comunità elaborano e attribuiscono significato a ciò che eccede il controllo umano.
Materiali d’epoca e riprese originali convivono in un montaggio poetico realizzato con differenti supporti cinematografici – Super 8, Super 16, 35 mm e HD – facendo dialogare immagini provenienti da quasi un secolo di storia, dagli anni Trenta del Novecento fino ai giorni nostri. La stratificazione diventa così il principio stesso dell’opera: tempi, memorie, iconografie e immaginari si sovrappongono dando vita a una narrazione in cui il passato continua a riaffiorare nel presente, aprendo nuove possibilità di interpretazione.
L’indagine di Irene Dionisio si sviluppa a partire da archivi storici e personali, attraverso cui l’artista indaga le relazioni tra tecnologia, rappresentazione e dimensione spirituale, interrogando le idiosincrasie sociali, culturali e politiche del presente. La sua pratica attraversa linguaggi eterogenei – dal film al video, dall’installazione alla serigrafia – costruendo un lessico visivo in cui memoria e contemporaneità dialogano costantemente. In Miracola l’indagine intreccia antropologia del sacro e sperimentazione cinematografica, in piena sintonia con gli obiettivi del Piano per l’Arte Contemporanea del MIC, che sostiene la produzione di opere destinate ad arricchire il patrimonio pubblico.
Il percorso espositivo
La mostra si svilupperà attorno alla proiezione all’interno della sala Anna Banti interamente dedicata alla nuova produzione, mentre le celle al primo piano del complesso ospiteranno altre cinque opere capaci di introdurre il pubblico nell’universo simbolico dell’artista. La mostra comprenderà inoltre installazioni e materiali di ricerca, che approfondiranno e amplieranno i temi affrontati nel film, restituendo la complessità del processo creativo e della ricerca che ne hanno accompagnato la realizzazione. All’imperativo della visione dettato dal medium video, l’artista risponde arricchendo il percorso installativo con qualità sensoriali capaci di innescare un’esperienza propriamente sinestetica, attraverso elementi scultorei che evocano la dimensione tattile e risvegliano sensazioni olfattive, e attraverso una raffinata ricerca compositiva che arricchisce i video con un sound ricercato e con testi poetici recitati da una voce attoriale.
Intelligenza artificiale e fiabe contemporanee
In mostra ben due opere, Mondo Nuovo e Favoletta, sono state progettate e/o lavorano con il contributo dell’intelligenza artificiale, che in Mondo Nuovo ha consentito di esplorare l’immaginario collettivo legato a tematiche edeniche e in Favoletta permette al visitatore di interagire e dialogare con l’installazione fornendo temi e parole per la continua generazione di nuove fiabe contemporanee.
Il percorso di Miracola
La realizzazione di Miracola è sostenuta da un percorso di ricerca e residenza artistica, sviluppato a Catania da Fondazione Brodbeck e a Firenze presso MAD Murate Art District, in collaborazione con l’INGV – Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, che contribuiscono alle attività di ricerca e produzione. Li affiancano importanti istituzioni culturali nazionali, tra cui Fondazione Brodbeck di Catania, PAV – Parco Arte Vivente di Torino, Careof di Milano, Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato e Palazzo delle Esposizioni di Roma, partner fondamentali per la rilettura critica e la valorizzazione dell’opera. Ad accompagnare la mostra è infatti Waiting for Miracola, un programma pubblico di incontri tenuti a Catania (Fondazione Brodbeck), Milano (Careof) e Torino (PAV – Parco Arte Vivente) a cui faranno seguito il 16 settembre alle ore 18:00 al Museo Pecci di Prato e il 28 ottobre alle ore 18:30 al Palazzo delle Esposizioni di Roma con la presentazione del progetto editoriale edito da Silviana.
Miracola viene presentato nell’ambito del Progetto RIVA, il palinsesto che ogni anno MAD dedica a questioni climatiche, ambientali e paesaggistiche.
Il progetto Miracola è sostenuto dal PAC2025 – Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
Chi è Irene Dionisio
Irene Dionisio (Torino, 1986) è una filmmaker e artista. I suoi film sono stati selezionati e premiati in festival internazionali come Visions du Réel, Taipei Film Festival, Cinéma Vérité Iran con documentari come La fabbrica è piena (2011), Sur les traces de Lygia Clark (2012), Sponde (2015), Le storie che saremo (2020), Murmur (2025). Il suo lungometraggio d’esordio, Le ultime cose (2017), è stato presentato alla Settimana della Critica di Venezia, candidato ai David di Donatello e al Globo d’Oro, e ha ricevuto un Nastro d’Argento. È in uscita quest’anno il suo prossimo lungometraggio per il cinema “Idda”.
Le sue video installazioni ed installazioni da artista sono state esposte – tra i vari spazi espositivi – al Magazzino Italian Art di New York, Ocat di Shanghai, al Pac di Milano, Villa Arson di Nizza, Onu di Ginevra e New York, Palazzo Grassi di Venezia, al Museo Berardo di Lisbona, al MamBo di Bologna, al Centre d’Art Contemporain di Ginevra, Accademia Albertina di Torino e in altre gallerie nazionali ed internazionali. Nel 2020 ha ricevuto il Premio Bertolucci per l’innovazione artistica. Nel 2023 e 2024 è stata scelta da Achille Bonito Oliva tra i 70 artisti per la mostra collettiva internazionale “La Grande Visione Italiana” distribuita da Art Sonje Center in Corea fino al Museum of Modern Art di Città del Mexico. È stata direttrice artistica del festival LGBTQI Lovers (2017–2020) per il Museo del Cinema di Torino; ha curato progetti come l’arena cinematografica Pestifera del Museo d’Arte Contemporaneadi Rivoli (2019–2020) e il public program Glitch Lab (2022–2026). Insegna attualmente per la Scuola Civica Luchino Visconti di Milano. È membro e giuria dell’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello. Il suo secondo lungometraggio “Idda” è in competizione al Toronto Film Festival 2026 (nell’unica sezione competitiva del Festival – Platform – che dà diretto accesso agli Oscar).


