venerdì, 22 Ottobre 2021
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Calvana, la Diocesi: ”Chiesto subito l’elicottero”. La versione del 118

Non si arresta l'eco di dolore e di polemiche per la morte del bambino di 11 anni in seguito alla gita con la parrocchia sulla Calvana. Sia la Diocesi di Prato che il 118 ricostruiscono quanto avvenuto. Ma tra le due versioni ci sono alcune differenze.

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Non si arresta l’eco di dolore e di polemiche per la morte del bambino di 11 anni in seguito alla gita con la parrocchia sulla Calvana.

LA TRAGEDIA. L’episodio, avvenuto martedì, ha scosso sia coloro che erano presenti (bambini, ragazzi e accompagnatori) che l’intera comunità, oltre ad aver distrutto una famiglia, quella del bambino stroncato da un arresto cardiaco. Si cerca di capire cosa sia successo, se qualcuno abbia sbagliato (ed eventualmente chi) e se quella tragedia potesse essere evitata.

LA DIOCESI DI PRATO. Ieri sulla questione era intervenuta in prima persona la Diocesi di Prato, per “fare alcune precisazioni” rispetto a quanto scritto da giornali e siti web e da quanto raccontato in tv. “Don Carlo Gestri, parroco di Paperino, presente ieri (martedì, ndr) alla escursione, molto scosso dall’accaduto non vuole rilasciare dichiarazioni ma ha spiegato le esatte dinamiche della vicenda. Pertanto la Diocesi tiene a precisare che la gita prevedeva un cammino di poche ore lungo un percorso conosciuto, non solo dagli animatori responsabili del gruppo, ma anche dai bambini e ragazzi partecipanti. Negli anni scorsi infatti la quasi totalità aveva partecipato ad una escursione con lo stesso percorso di quella organizzata nella giornata di ieri”, spiega la Diocesi in una nota.

LA GITA. “La gita sul monte – continua la Diocesi – ha avuto la sua partenza dai Cappuccini. Tutti erano equipaggiati, con acqua, pranzo al sacco e berretto, secondo le istruzioni richieste dagli animatori nei giorni scorsi. La sosta per il pranzo, dopo una prima a Casa Bastone, era prevista a Cavagliano, località dove ci sono case abitate e la possibilità di dissetarsi ad una fontana. Infatti quando il gruppo ha raggiunto tale luogo tutti hanno riempito borracce e bottiglie e si sono dissetati. Nessuno dunque era disidratato. Il percorso è stimato in poche ore e il programma prevedeva di compierle nell’arco di una intera giornata. Il tratto che tutti hanno percorso fino a che la gita non è stata interrotta per il tragico evento, era per la maggior parte riparato e ombreggiato. La giornata di ieri inoltre aveva il cielo velato. Il sito della Provincia di Prato stima il tratto da Bifolchi a Casa Bastone in soli ’45 minuti e lo classifica come ‘facile’. Il ragazzo di undici anni, F.L., che è morto tragicamente in seguito ad arresto cardiaco, si è sentito male a poca distanza da Cavagliano, all’altezza del bivio tra i sentieri segnati Cai 20 e 28. Il ragazzo non ha accusato alcun malore fino a quel punto della camminata. È falso dunque, come riportato da alcuni quotidiani, che il ragazzo avesse detto o mostrato di sentirsi male in altri tratti del percorso. Ed è importante sottolineare che nessun altro ragazzo si è sentito male”.

SOCCORSI. “Improvvisamente – viene spiegato ancora – alle 12,45, il ragazzo ha mostrato segni preoccupanti di sofferenza e l’animatrice che si trovava con lui, persona che ha frequentato un corso di primo soccorso e dunque capace di apportare un primo intervento, ha chiamato il 118. Contemporaneamente ha prestato i primi soccorsi. Il parroco, che si trovava alla testa della fila, ha immediatamente raggiunto il ragazzo. Già nella prima chiamata al 118 l’animatrice ha chiesto l’invio di un elicottero, visto che si trovavano a mezza costa sul monte. Nel frattempo il resto del gruppo ha raggiunto Cavagliano. Prima dell’arrivo dell’elisoccorso dei Vigili del Fuoco e del medico insieme ai volontari Vab arrivati via strada, sono state fatte quattro telefonate con richiesta di aiuto al 118 e una ai Pompieri. I soccorsi sono stati prestati alle 14,30, un’ora e mezzo dopo la prima chiamata”.

LA RICOSTRUZIONE DEL 118. Questa la versione della Diocesi rispetto a quanto accaduto. Ma sempre ieri, il giorno dopo la tragedia, anche i responsabili del 118 di Firenze, Lucia De Vito, e di Prato, Simone Magazzini, hanno voluto ricostruire la cronologia dei soccorsi. “Nonostante la Calvana sia in territorio pratese – spiega Lucia De Vito – le prime chiamate fatte dai cellulari hanno agganciato la centrale di Firenze, che le ha immediatamente dirottate su quella di Prato: la prima alle 13.08, le successive alle 13.16, 13.33, 13.46″. A proposito delle dichiarazioni rilasciate da una mamma, sul fatto che al figlio la centrale del 118 avrebbe chiesto l’indirizzo, Lucia De Vito precisa: “Prima di tutto, a chiamare erano persone adulte, non bambini. E poi si chiede sempre la localizzazione: quanto più i posti sono impervi, tanto più la localizzazione è importante, per riuscire a raggiungerli nel più breve tempo possibile”. Non appena la prima chiamata, quella delle 13.08, è stata inoltrata dalla centrale di Firenze a quella di Prato (13.09) – viene spiegato – sono partiti i soccorsi via terra. “Nel giro di pochi minuti – informa Simone Magazzini – abbiamo mandato un’ambulanza e una jeep a quattro ruote motrici. Voglio precisare che le prime richieste di soccorso parlavano di ‘colpo di calore’, e come localizzazione davano Casa Bastoni, una località che si raggiunge facilmente con i mezzi. Quando i mezzi sono arrivati a Casa Bastoni, i soccorritori si sono resi conto che il gruppo era invece quasi in cima alla Calvana, dove si può arrivare solo a piedi. Quindi hanno lasciato i  mezzi e hanno proseguito a piedi”. Nello stesso momento – prosegue la spiegazione – la centrale operativa di Prato ha chiesto a quella di Firenze l’invio dell’elisocorso, e l’intervento del Soccorso alpino e dei Vigili del fuoco. I soccorsi a piedi sono arrivati alle 14.28, e i medici hanno cominciato il massaggio cardiaco. “Alle 14.08 la centrale di Prato ha fatto a quella di Firenze la richiesta dell’elicottero – ricostruisce Lucia De Vito – Il Pegaso, partito dall’ospedale Santa Maria Annunziata a Ponte a Niccheri, Bagno a Ripoli, è arrivato sul posto alle 14.33. Il medico dell’elisoccorso ha trovato già i colleghi giunti a piedi impegnati nelle manovre rianimatorie, che sono proseguite, finché, alle 15.22, il bambino è stato messo sull’elicottero e portato a Careggi, dove il Pegaso è arrivato alle 15.26″.

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