martedì, 7 Dicembre 2021
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Ecco la Novoli che verrà

I diciassette anni di restyling dell'area iniziano a concretizzarsi: già sorte case, hotel uffici, negozi, parcheggi, università e giardini. Per vedere tutto finito dovrebbero volerci altri 4 o 5 anni. Intanto, per quel che riguarda il Multiplex, entro fine mese è attesa la decisione della magistratura, e le voci si rincorrono.

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Un restyling lungo diciassette anni. È qualcosa di più di un semplice lifting, è qualcosa che cambia totalmente il volto dell’area ex-Fiat. Già son sorte case, hotel, uffici, negozi, parcheggi, università e giardini, ma ancora altro ruspe e gru devono costruire. A parte la nuova Cassa di Risparmio e il Palagiustizia il resto dell’area e nelle mani della società Immobiliare Novoli. Quest’ultimo spazio si sviluppa su tre blocchi: quello centrale è composto dai 120mila metri quadrati del parco di San Donato, mentre sugli altri due sorgono – o sorgeranno -abitazioni, uffici e negozi. In tutto questo pout-pourri di nuovo rimane, come segno dell’insediamento produttivo della Fiat, l’ex Centrale termica, che diventerà – a data da stabilire – il cosiddetto Urban Center, dove verranno esposti i progetti che riguardano i cambiamenti della città.

In totale, fra il blocco est e quello ovest, dove ancora non è stato costruito nulla, sono previste 768 unità residenziali, di cui 396 sono già state realizzate e 16 sono in fase di costruzione. I metri quadri di superficie utile lorda (SUL) destinati agli uffici sono 72.600, di questi 41.800 sono già stati realizzati e 400 sono in fase di costruzione. Se si butta l’occhio alle attività commerciali previste nella parte est si scopre che sono 134, di cui 29 sorgeranno all’interno del centro commerciale naturale (quello del contestato Multiplex), che si svilupperà su 24.420 metri quadrati di superficie utile lorda, 6mila dei quali destinati al multisala. Fra i primi edifici ad essere stati costruiti c’è il Polo delle Scienze Sociali, che ha aperto i cancelli nel 2004, mentre fra il 2005 e il 2008 sono terminati i lavori di 10 strutture destinate sia a residenze sia a uffici che a spazi commerciali. Con la stessa destinazione d’uso all’appello mancano ancora 9 blocchi, fra i quali spiccano i progetti delle tre architette Carme Pinòs, Zaha Hadid e Odile Decq.

In fase d’arrivo è il Parco di San Donato: i lavori, iniziati nel marzo del 2007 dovrebbero concludersi verso la fine di ottobre di quest’anno, adiacente a questo è prevista anche un’area cani, di circa 1900 metri quadri, raggiungibile dal cancello di viale Guidoni. Già presente uno dei due parcheggi interrati all’interno dell’area di San Donato. Ad oggi, questo è aperto per 950 posti auto dei 1.450 disponibili. Il secondo parcheggio interrato, con capienza di circa 600 posti auto, è previsto sotto il lato ovest del Parco e verrà realizzato in funzione del progressivo completamento del progetto di nuova urbanizzazione dell’area ovest. Viene inaugurata, invece, proprio ora, a metà settembre, piazza Ugo di Toscana: di forma ellittica è circondata da ulivi e lecci e illuminata da luci a terra ad incasso. I tempi di attesa per vedere il tutto realizzato? Si parla di 4-5 anni, ma alla fine tutto dipende dal mercato e da come questo gira. E dagli intoppi burocratici, naturalmente.

 

Tutte le incognite del pianeta Multiplex

Casa delle culture? Riduzione delle sale da nove a cinque? Solo alcune delle notizie che si sono rincorse sui giornali negli ultimi mesi, a proposito di Multiplex. Presunti scambi di opinioni tra il vicesindaco Nardella e la proprietà del complesso, aperture e barricate. Voci, nient’altro che rumors attorno al prossimo film che andrà in scena tra Immobiliare Novoli e Amministrazione Comunale. La programmazione autunnale, si sa, è la più ricca, battuta solo da quella natalizia. E non sarà necessario aspettare Natale per veder sbloccata la situazione.

Entro la fine di settembre, infatti, dovrebbe arrivare la decisione della magistratura sulle presunte irregolarità e violazioni edilizie che portarono, lo scorso 17 novembre, al sequestro del cantiere. Che da allora giace in silenzio come un’enorme carcassa abbandonata all’angolo tra via di Novoli e via Forlanini. Quelle che non si sono mai messe a tacere in questi mesi, invece, sono le polemiche. Sulla regolarità del progetto, sull’estetica della struttura, sull’invadenza di un multisala nel panorama cinematografico cittadino, già provato dalla crisi dell’industria culturale e dalle minori possibilità di spendere dei fiorentini in un periodo grigio come questo. Tra le tante voci rimbalzate, anche quella sulla disponibilità da parte della proprietà a stralciare dalle carte 4 sale su 9, pur di sciogliere i sigilli e riprendere i lavori. “In realtà non ho mai detto niente del genere – replica il presidente di Immobiliare Novoli, Mario Marinesi – siamo aperti al confronto, ma aspettiamo la decisione della magistratura prima di intavolare una discussione”.

Niente di nuovo, dunque, sotto il sole di Novoli. Il progetto rimane quello che è stato bloccato dal sequestro lo scorso autunno: nove sale per un totale di 2.195 posti, una galleria commerciale da ventinove negozi di varie metrature, uno spazio complessivo di 80mila metri quadri. Resta ferma anche la posizione di chi vi si è sempre opposto, in prima fila Maurizio Paoli, presidente dell’Anec, e Ornella De Zordo, che fin da subito ne ha sposato la causa. L’ultima proposta della consigliera di Perunaltracittà è quella di convertire il Multiplex in una Casa delle culture, una sorta di polo di sperimentazione artistica dotato di cineteca, sala prove per artisti emergenti, spazi aggregativi a disposizione della cittadinanza. “Si tratta di un progetto essenziale per Firenze – sottolinea la De Zordo – soprattutto in una zona, come quella del polo universitario, ricca di giovani e povera di strutture di tal genere”. La replica di Marinesi è secca: “Si muore tutti di cultura, molti si riempiono la bocca con questa parola, ma la città ha bisogno di mangiare, di attività economiche”. E a proposito di economia, anche i cantieri fermi hanno un costo. “Soprattutto in termini di qualità della vita di chi vive nella zona” sottolinea Marinesi.

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