mercoledì, 8 Dicembre 2021
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Giovani, Rossi contro il governo: ”Certe espressioni sono sprezzanti e sbagliate”

Il posto fisso è monotono? Oltre alla stragrande maggioranza dei giovani, nemmeno il presidente della Toscana la pensa così: ''Affermazioni che irritano e inquietano. Senza lavoro fisso non si ottiene un mutuo, non si mette su casa, non si fanno figli''.

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Il posto fisso è monotono? Oltre alla stragrande maggioranza dei giovani, nemmeno il presidente della Toscana Enrico Rossi la pensa così. “I dati smentiscono certe affermazioni di carattere elitario e autoicompiaciuto, non condivisibili, che irritano e inquietano”, taglia corto Rossi su alcune recenti dichiarazioni di membri del governo relative ai giovani e al loro atteggiamento nei confronti del lavoro. “L’88% dei contratti che i giovani stipulano sono di carattere precario – ha proseguito il presidente presentando alla stampa i dati del progetto Giovanisì – I nostri giovani fanno sacrifici per rendersi autonomi, certamente hanno bisogno di sostegno e stimolo ma si muovono, si spostano dal sud al nord, vanno all’estero. Certe espressioni sono sprezzanti e sbagliate. Piuttosto i giovani  non hanno sufficiente sicurezza per quanto riguarda il lavoro, e in Italia non c’è sistema di protezione per le fasi di passaggio tra un lavoro e un altro. Senza lavoro fisso non si ottiene un mutuo, non si mette su casa, non si fanno figli”.

PROGETTO GIOVANISI’. “Noi in Toscana qualcosa abbiamo fatto – ha proseguito il presidente – invito il governo a guardare alla nostra esperienza, a fare una politica per i giovani come avviene in altri paesi europei”. La valutazione del presidente Rossi sui primi risultatui del progetto Giovanisì è complessivamente positiva: “Le cose stanno andando abbastanza bene, per i tirocini, il servizio civile, il fare impresa. Per quanto riguarda i tirocini abbiamo posto un limite ad una loro utilizzazione nelle ditte individuali perchè temiamo che vengano usati come sostitutivi del lavoro vero e proprio, ma stiamo studiando soluzioni per alcune attività, per esempio quelle artistiche o artigianali le cui caratteristiche potrebbero configurare un tirocinio con veri contenuti formativi. Il governo ha eliminato l’indennità ai tirocinanti negli studi professionali, noi invece vogliamo firmare un protocollo proprio con gli ordini e lo faremo a breve”.

AUTONOMIA. “Il nostro progetto – ha concluso il presidente – non è certo risolutivo dei problemi più complessivi del lavoro nel nostro paese, ma viene incontro al bisogno di autonomia dei giovani, che con il lavoro, con il servizio civile, con la possibilità di avviare una propria attività e di avere una abitazione vogliono sentirsi parte attiva della società”.

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