giovedì, 13 Agosto 2026
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Ponte da Verrazzano, al via 7 mesi di lavori: ecco tempi, disagi e il nodo tramvia

Un intervento da sette milioni di euro

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Il Ponte da Verrazzano, dopo mesi di attesa, dibattiti e voci contrastanti sul suo reale stato di salute, ha finalmente una diagnosi ufficiale e un calendario di interventi. La sindaca Sara Funaro e l’assessore alla Mobilità, Viabilità e Tramvia Andrea Giorgio hanno presentato i risultati della verifica VAL4 — il livello di analisi strutturale più approfondito e rigoroso previsto dalle linee guida del 2022 — commissionata al professor Giacomo Morano dell’Università di Firenze. Il verdetto: il ponte che collega Campo di Marte a Gavinana non dovrà essere demolito né ricostruito, ma necessita di un intervento di manutenzione e rinforzo strutturale che durerà circa sette mesi, con un costo stimato di 7 milioni di euro.

Un ponte “in salute”, ma da curare

La relazione tecnica, frutto di una campagna di indagini imponente — tra rilievi laser scanner, videoispezioni, prove di carico, radiografie sui tiranti e tomografie ultrasoniche sul calcestruzzo — restituisce un quadro rassicurante rispetto alle ipotesi più allarmistiche circolate nei mesi scorsi, quando si era parlato addirittura di un possibile abbattimento della struttura.

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La sindaca Funaro ha voluto sgombrare il campo da equivoci, sottolineando che le analisi hanno richiesto tempi lunghi proprio perché in gioco c’era la sicurezza dei cittadini, e che i risultati offrono oggi un quadro molto più tranquillizzante di quanto ipotizzato in alcune ricostruzioni circolate nei mesi scorsi. Come ha detto la stessa Funaro, “il tempo è galantuomo”: le ipotesi più drastiche, quelle di una demolizione integrale, non hanno trovato conferma nei dati raccolti sul campo.

Il ponte da Verrazzano, realizzato tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta su progetto dell’architetto Leonardo Savioli, presenta uno stato di conservazione complessivamente accettabile, con criticità localizzate legate soprattutto all’età della struttura: cinquant’anni di vita, un sistema di precompressione con circa 640 cavi, e alcuni punti deboli individuati sui tiranti delle spalle, sui cavi di precompressione della soletta e sulle armature delle travi esterne. È stato inoltre riscontrato un problema diffuso di impermeabilizzazione e smaltimento delle acque piovane, senza tuttavia danni strutturali gravi.

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Il nodo tramvia: nessun aggravio di peso

Il punto più atteso della relazione riguardava proprio la compatibilità del ponte con il futuro passaggio della tramvia, la linea 3.2.1 diretta a Bagno a Ripoli. Le analisi hanno chiarito che la configurazione futura con i binari del tram non comporta un carico strutturale superiore rispetto a quello di un ponte stradale aperto senza limitazioni di peso, risultando anzi inferiore rispetto a quanto previsto nel progetto originario degli anni Settanta. In altre parole, non è il peso del convoglio a preoccupare i tecnici, ma la necessità di riportare l’intera struttura a una condizione di piena efficienza, oggi limitata dal divieto di transito ai mezzi sopra le 3,5 tonnellate.

L’assessore Giorgio ha spiegato che l’obiettivo resta quello di avviare l’esercizio della linea tranviaria per Bagno a Ripoli nell’estate del 2027, aggiungendo che il quadro emerso, per quanto complesso, conferma sostanzialmente le ipotesi già contenute nel progetto iniziale, con alcune lavorazioni aggiuntive individuate grazie ai dati più recenti raccolti sul campo. Secondo l’assessore, la mole di prove effettuate — centinaia in totale — permette ora di definire tempi e costi in un intervallo affidabile, così da poter avviare i cantieri il prima possibile, procedendo con una progettazione per stralci che dovrebbe contribuire a comprimere ulteriormente la durata complessiva dei lavori.

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Tempi: cantieri al via da settembre, fine prevista in primavera

Secondo quanto emerso dalla presentazione, le prime lavorazioni propedeutiche potrebbero partire già a settembre 2026, con le demolizioni funzionali che segneranno l’avvio del cantiere vero e proprio. I lavori principali dovrebbero concludersi in primavera, rientrando nella tempistica complessiva del progetto tramviario, che prevede la fine dei cantieri della linea entro l’anno e, a seguire, i collaudi e la fase di pre-esercizio prima dell’apertura al pubblico.

Gli interventi individuati riguarderanno in particolare il rinforzo dei tiranti sulle spalle, il ripristino del calcestruzzo degradato, il rafforzamento della soletta e delle travi laterali, la riparazione delle fessure, il rifacimento dell’impermeabilizzazione e dello smaltimento delle acque, la sostituzione di appoggi e giunti sulla campata metallica centrale e la riqualificazione dei parapetti. Non sono previste sostituzioni massicce di parti dell’opera, ma un lavoro diffuso di riparazione e consolidamento, pensato anche per rendere il ponte più facilmente ispezionabile in futuro.

Disagi e viabilità: la chiusura e il ruolo del ponte Nencioni

Il capitolo più delicato per i cittadini riguarda inevitabilmente la viabilità. Durante l’esecuzione dei lavori più invasivi il Ponte da Verrazzano resterà chiuso al traffico. Una scelta che l’amministrazione ha potuto compiere solo grazie all’apertura, avvenuta il 30 maggio scorso, del nuovo ponte Nencioni tra Bellariva e Gavinana, pensato fin dall’inizio anche come infrastruttura di scorta proprio in vista di questo scenario (leggi qui il giorno dell’apertura).

La sindaca Funaro ha spiegato che la scelta di condurre le analisi più approfondite solo dopo l’apertura del ponte Nencioni al traffico non è stata casuale: l’amministrazione non poteva permettersi di avere contemporaneamente due attraversamenti dell’Arno chiusi, lasciando la zona sud-est della città senza collegamenti alternativi. Un tassello che si completerà entro la fine di ottobre, quando il ponte Nencioni dovrebbe passare dalle attuali due corsie a tre, con due corsie dedicate alla direzione Bellariva e una verso Gavinana, aumentando così la capacità di assorbire il traffico deviato dal Verrazzano.

Nel frattempo, chi si sposta abitualmente tra Campo di Marte, Gavinana e Bellariva dovrà quindi fare i conti con un instradamento diverso da quello consueto, con un possibile aumento dei flussi veicolari su via Aretina, viale Europa e sulle direttrici che convergono verso il nuovo ponte. Al termine del cantiere, invece, il Ponte da Verrazzano riaprirà senza alcuna limitazione di carico: potranno tornare a percorrerlo liberamente automobili, mezzi pesanti e, soprattutto, i convogli della tramvia diretta a Bagno a Ripoli, chiudendo così un capitolo lungo e discusso della mobilità fiorentina.

Le prossime tappe

Il cronoprogramma resta ora legato alla progettazione esecutiva, in corso in queste settimane, e all’avvio dei primi interventi propedeutici che potrebbero anticipare l’apertura del cantiere vero e proprio già entro fine estate. L’amministrazione comunale ha assicurato che continuerà a fornire aggiornamenti periodici sull’andamento dei lavori, mentre il confronto in consiglio comunale e con i quartieri interessati proseguirà nelle prossime settimane per definire nel dettaglio le modalità di gestione della viabilità alternativa durante i mesi di chiusura.

Per l’aggiornamento in tempo reale dei cantieri della tramvia consultare questo link

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