martedì, 17 Marzo 2026
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A Firenze nasce la Biblioteca degli oggetti: trapani e macchine fotografiche in prestito

Kit per il giardinaggio, piccoli elettrodomestici e altri oggetti potranno essere presi in prestito proprio come avviene con i libri

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A Firenze nasce la Biblioteca degli oggetti: trapani, macchine fotografiche, kit per il giardinaggio, piccoli elettrodomestici e altri oggetti di uso quotidiano potranno essere presi in prestito dai cittadini, proprio come avviene con i libri.

Dove sarà la Biblioteca degli oggetti

Il progetto della Biblioteca degli oggetti a Firenze si inserisce all’interno del Distretto di Economia Civile e del Patto per la Lettura, con l’obiettivo di ampliare il ruolo delle biblioteche come spazi di comunità e sostenibilità. L’obiettivo è duplice: ridurre la produzione di rifiuti, evitando l’acquisto di oggetti a basso utilizzo, e rafforzare il senso di comunità attraverso la condivisione.

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Le sedi coinvolte saranno la BiblioteCaNova Isolotto, la Biblioteca Pietro Thouar nell’Oltrarno, la Biblioteca Filippo Buonarroti a Novoli e la saletta dell’Ufficio Sostenibilità, che diventeranno veri e propri presidi di  economia circolare.

La Biblioteca degli oggetti partirà nei prossimi mesi con una fase di co-progettazione e animazione territoriale, coinvolgendo attivamente i residenti nella definizione del catalogo e nella costruzione della rete.

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Le esperienze di Biblioteca degli oggetti in Italia

Se esperienze simili esistono già a livello associativo o di quartiere, è Bologna – con il progetto “Leila – La biblioteca degli oggetti” – l’unico grande centro urbano ad aver strutturato istituzionalmenteun modello. Con questa iniziativa, Firenze entra quindi a far parte di un ristretto gruppo di realtà che applicano concretamente la sharing economy ai servizi pubblici bibliotecari.

L’iniziativa vede il coinvolgimento dell’Università di Firenze e dello SDIAF, con la prospettiva di estendere il progetto ad altre biblioteche del territorio dopo la fase sperimentale.

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Come funziona la Biblioteca degli oggetti

Ma come funzionerà concretamente la Biblioteca degli oggetti? I cittadini potranno accedere al servizio di prestito con modalità analoghe a quelle dei libri, ma con una condizione: per diventare soci sarà necessario mettere a disposizione almeno un oggetto di proprietà personale.

La condivisione dei propri oggetti crea un senso di appartenenza e responsabilità verso il catalogo comune, stimola la responsabilità e garantisce la cura reciproca nei confronti degli oggetti presi in prestito. L’economia della condivisione contribuisce anche a sviluppare maggiore fiducia nelle relazioni umane, nella capacità di aiuto reciproco, contrastando la diffidenza e trasformando i cittadini da consumatori a persone attive che partecipano al benessere comune, riducendo l’impatto ambientale e contribuendo a rafforzare il senso di comunità.

Il progetto, frutto di un lavoro corale tra il Comune, il Terzo Settore e la rete di cittadini attivi del Distretto di Economia Civile, sarà anche costantemente monitorato.

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