Il 4 giugno prende il via una nuova mostra al Rifugio Digitale: è Invisible Matter. Nahuales, Spirits and Augmented Presences, personale di Giuliana Cunéaz, artista pioniera della Media Art italiana,
La nuova mostra al Rifugio digitale presenta un percorso che incrocia l’immaginario arcaico con i linguaggi del contemporaneo, aprendo un dialogo tra natura, spiritualità e visione tecnologica. L’esposizione, curata da Serena Tabacchi e da Rebecca Pedrazzi con la direzione artistica di Laura Andreini, è realizzata con il supporto di FinecoBank e in collaborazione con Forma Edizioni e sarà visitabile fino al 20 giugno.
La mostra Invisible Matter. Nahuales, Spirits and Augmented Presences
Invisible Matter. Nahuales, Spirits and Augmented Presences intreccia i due nuclei centrali della più recente ricerca di Giuliana Cunéaz: i Nahuales – spiriti guida della tradizione Maya, figure di matrice animale legate alla relazione tra natura, coscienza e destino individuale – e gli Spiriti – presenze antropomorfe e liminali sospese tra corporeità e mistero, apparizione e dissolvenza, specchio di un’identità interiore mai pienamente definita. Le opere in mostra non descrivono un mondo altro, ma lo fanno affiorare, collocandosi in una zona di confine tra ciò che si offre allo sguardo e ciò che resta da percepire, tra immagine e intuizione, tra visione onirica e materia digitale. Le immagini conservano la qualità instabile delle prime sperimentazioni con l’intelligenza artificiale generativa: una materia visiva attraversata da glitch, imperfezioni e zone di indeterminazione che non vengono occultate, ma accolte come parte integrante del linguaggio poetico dell’artista. Cunéaz non ricerca la perfezione della simulazione, ma uno spazio visivo in cui la figura possa apparire senza mai definirsi completamente. I Nahuales e gli Spiriti emergono così come archetipi mutevoli, visioni sospese tra memoria, immaginario e interiorità, capaci di restituire una dimensione percettiva più profonda e silenziosa.
In un presente dominato da sovrapproduzione di immagini, iperconnessione e accelerazione percettiva, Invisible Matter invita il pubblico a rallentare lo sguardo e a riconoscere nell’invisibile non un’assenza, ma una diversa forma di presenza. La spiritualità evocata dall’artista non è evasione dal reale, ma un modo per ritrovare un rapporto più complesso e autentico con la natura, con il mistero e con la parte più profonda della coscienza umana. In ogni opera, il dialogo con l’intelligenza artificiale genera un territorio di azione condivisa, in cui la sensibilità umana e l’imprevedibilità generativa si modellano reciprocamente.
Chi è Giuliana Cunéaz
Giuliana Cunéaz È un’artista della new media art, nata ad Aosta nel 1959. Diplomata all’Accademia Belle Arti di Torino utilizza tutti i media artistici, dalla videoinstallazione alla scultura, dalla fotografia alla pittura sino agli schermi dipinti. Dall’inizio del 2000 realizza i suoi lavori con la computer grafica. Nel 2004 è stata tra i primi artisti a utilizzare il 3D nell’ambito di una ricerca dove scienza e tecnologia rappresentano i suoi principali ambiti d’indagine. Le sue sperimentazioni coniugano la componente virtuale con quella materica e sono molti i lavori plastici che si sviluppano intorno a differenti ambiti di ricerca. Negli ultimi anni l’immersività ha assunto un aspetto preponderante come dimostra la sua opera filmica su tre schermi I Cercatori di Luce realizzata nel 2021. Dal 2023 utilizza l’intelligenza artificiale con esiti particolarmente innovativi. Giuliana Cunéaz ha esposto in numerose mostre collettive e personali in Italia e all’estero. Le sue opere sono inserite all’interno di prestigiose collezioni pubbliche tra cui la Collezione Quirinale Contemporaneo, il Museo Nazionale dell’Arte Digitale di Milano, la Gam di Verona e la Collezione Castello Gamba di Châtillon. Tra le manifestazioni a cui ha partecipato vanno segnalate: Biennale di San Paolo, Tina B. di Praga; Videoformes, Clermont-Ferrand; Biennale di Siviglia Youniverse; Anteprima Torino nell’ambito della Quadriennale di Roma; Project Daejeon, Cina; Madatac Madrid; Festival Internacional de la Imagen a Manizales in Colombia; al CYFEST 15, Yerevan in Armenia e alla Biennale Light Art di Mantova. Molti i luoghi dove ha esposto le sue opere tra cui: Museo Revoltella, Trieste; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; Museo Pecci, Prato; Castello Ursino, Catania; Museo Riso, Palermo; Università La Sapienza e Macro Testaccio, Roma; Castello Gamba, Châtillon; Gallerie d’Italia, La Triennale, Studio Museo Francesco Messina, Meet e Casa degli Artisti, Milano; Museo d’Arte, Lugano; Museo Marino Marini, Pistoia; Museo di Storia Naturale, Verona; Museo di Scienze Naturali, Brescia; Museo Archeologico Nazionale della Lomellina, Vigevano; Fondazione Palazzo Albizzini, Collezione Burri, Città di Castello; Museo Puškin, Mosca.



