martedì, 4 Agosto 2026
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Caldo, LaMMa: giugno-luglio 2026 il secondo bimestre più caldo in Toscana dal 1955

A Firenze, nello stesso periodo, le massime hanno superato i 36 °C in 27 giorni, un record nella serie storica LaMMA: praticamente un giorno su due

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Secondo i dati forniti dal LaMMA, il bimestre giugno-luglio 2026 è stato il secondo più caldo in Toscana dall’inizio delle rilevazioni delle serie storiche nel 1955, con una temperatura media regionale di 25,6 °C, dietro soltanto al 2003 (26,2 °C).

Le temperature massime a Firenze

A Firenze, nello stesso periodo, le massime hanno superato i 36 °C in 27 giorni, un record nella serie storica LaMMA: praticamente un giorno su due. Sono state 27 anche le notti tropicali, con minima non inferiore a 20 °C. Soltanto il 2003 ne registrò di più, 30.

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Secondo l’aggiornamento del 31 luglio scorso diffuso dal LaMMA, l’anticiclone subtropicale continuerà a prevalere almeno fino a sabato 8 agosto, con massime tra 38 e 40 °C nelle zone interne della Toscana e minime diffusamente superiori a 20 °C. La fase calda, stimata complessivamente in 11-12 giorni, dovrebbe attenuarsi intorno al 9-10 agosto. I prossimi aggiornamenti definiranno quanto sarà marcata e duratura la pausa e se seguiranno nuove fasi calde.

“Il Consorzio LaMMA – spiega il presidente della Regione Eugenio Giani – non ha solo un compito previsionale, ma fornisce anche indicazioni su come operare a tutela del lavoro, della salute e dell’ambiente. All’inizio di settembre la Giunta intende presentare una legge sulla rigenerazione verde che punta a investimenti per far uscire le città dalla cappa di calore con nuove piantumazioni di alberi e verde, nuovi ambienti che da un punto di vista ambientale possano rendere più basse le temperature che invece oggi sono esasperate dal cemento, dall’asfalto e da un eccesso di concentrazione urbana. La Regione intende poi incrementare i progetti che già la vedono all’avanguardia a livello nazionale: la realizzazione di laghi, invasi e specchi d’acqua per fronteggiare periodi di siccità. La Toscana può contare oggi sui i 67 milioni di metri cubi di acqua contenuti nell’invaso di Bilancino e i 135 milioni di metri cubi di acqua ritenuti da Montedoglio”.

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“Stiamo pensando – continua Giani – a una serie di interventi che possano in modo capillare e diffuso fornire acqua. Qui ri manifesta l’importanza di avere inaugurato nel giugno del 2025 il laghetto a un chilometro e mezzo da Asciano, vicino a dove si è verificato l’incendio tra i comuni di Vico Pisano e la provincia di Lucca, che ha consentito agli elicotteri di poter rifornirsi d’acqua senza doverla andare a prelevare dal mare a dieci chilometri di distanza”.

“La Toscana – conclude Giani – deve dispiegare un insieme organico di interventi e sotto questo aspetto è evidente che il collegare le infrastrutture e gli interventi umani alle capacità previsionali e alle indicazioni di buone pratiche che può fornire il Consorzio LaMMA è fondamentale. Sono sempre più probabili fenomeni estremi, quindi il sistema degli Alert deve funzionare molto bene e quello elaborato sui dati dal Consorzio è un esempio in tutta Italia e punta ad essere sempre più preciso. Serve, anche in questo caso, la collaborazione dei cittadini: un’allerta arancione diffuso dalla Regione che poi si traduce in fenomeni meteorologici più lievi del previsto non dovrebbe causare proteste, ma conservare il suo valore a livello di prevenzione e attenzione” .

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“I dati del LaMMA confermano con sempre maggiore evidenza che i cambiamenti climatici stanno modificando profondamente le condizioni con cui dobbiamo confrontarci. Per questo la Regione Toscana sta rafforzando le proprie politiche di adattamento, traducendo la conoscenza scientifica in interventi concreti: dal nuovo Masterplan della costa, che sarà presentato a breve, agli investimenti per la qualità dell’aria e la mobilità sostenibile, come il recente finanziamento di un milione di euro per il rinnovo del parco mezzi a disposizione dei comuni dell’area fiorentina. Programmare sulla base di dati scientifici affidabili significa costruire oggi territori, infrastrutture e comunità più resilienti, preparati ad affrontare le sfide dei prossimi decenni”, dichiara l’assessore regionale all’ambiente David Barontini.

“Il dato che colpisce non è soltanto il picco, ma la durata: quando il caldo persiste anche nelle ore notturne si aggravano gli effetti sulla salute, sul lavoro e sulla vivibilità delle città. Il compito del LaMMA è trasformare dati, previsioni e scenari in strumenti utilizzabili dalla Regione e dagli enti locali, perché possano prepararsi e intervenire per tempo” afferma Francesco Meneguzzo, commissario straordinario del Consorzio LaMMA.

Un prototipo sperimentale sulla probabilità di fulminazioni

L’obiettivo per l’autunno 2026 del LaMMA è integrare nella catena previsionale interna un primo prototipo sperimentale che stimi, per macroaree della Toscana e finestre di sei ore, la probabilità di fulminazioni nelle successive 48 ore. Il sistema combinerà variabili dei modelli meteorologici e osservazioni dei fulmini mediante tecniche statistiche e di machine learning. Sarà uno strumento aggiuntivo per i previsori e non sostituirà i modelli fisico-matematici.

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