Terza sconfitta su tre partite. Nove gol subiti, uno solo realizzato. La Fiorentina è ultima in classifica. Anche il Torino vince allo stadio Artemio Franchi grazie alle reti dell’ex di turno Mandragora, applaudito a fine gara dai tifosi della curva, e da Chè Adams. È notte fonda per la squadra allenata da Fabio Grosso. A fine gara scatta la contestazione con i tifosi che cantano: “Fabio Grosso, salta la panchina” e “Meritiamo di più”. Sempre più difficile la posizione dell’allenatore anche se l’impressione è che tutto possa essere deciso dopo la trasferta che la Fiorentina farà a Venezia venerdì prossimo. Grosso schiera dal primo minuto Njie e poi fa esordire in serie A Gnonto e Gonçalves. In campo anche Beto. Ma anche se tutti i nuovi acquisti hanno giocato è arrivata questa brutta sconfitta. Ignazio Abete Schiera tanti ex: Comuzzo, Fortini, Mandragora e poi inserisce anche Simeone.
La partita
Primo tempo che vive appena un quarto d’ora e poi regala solo noia. Dopo un minuto doppia occasione: prima Mastantonio tira e il portiere granata Perri respinge di piede. Il pallone arriva a Njie ma Fortini devia in calcio d’angolo. Poi la Fiorentina subisce gli attacchi del Torino che si mostra sempre pericolosa grazie al giovane Cacciamani che riesce sempre a superare Joao Mario. Mandragora ci prova due volte: il tiro da fuori area è parato da De Gea poi è Dragusin bravo a deviare un altro tiro dell’ex in angolo. Prima dell’intervallo è Fagioli ad impegnare la difesa del Torino ma si va al riposo senza reti.
Nella ripresa Grosso toglie Mastantuono e Brescianini per Gnonto e Atta. Mosse giuste dato che dopo due minuti Pellegrino porta in vantaggio la Fiorentina, con la complicità, del portiere Perri, con un gran tiro da 30 metri che è imprendibile per l’estremo difensore granata. La Fiorentina appare più aggressiva e sfiora, al 60’, il 2-0 con un bel colpo di testa di Atta ma Perri para deviando in angolo. Al 74’ la svolta. Mandragora trova un gran tiro da fuori area e porta il Torino sull’1-1. L’ex viola si scusa con i tifosi e viene, come accennato, applaudito dagli ultras. All’81’ grave errore di Valdepenas che perde il pallone e favorisce un assist per Belghali che serve Ché Adams. L’attaccante non sbaglia e segna il 2-1. Inutili gli inserimenti finali di Beto e Gonçalves. I tifosi temono di dover rivivere l’incubo dello scorso anno. Non c’è gioco ed i tanti volti nuovi hanno ancora bisogno di tempo per poter far vedere quanto valgono. È notte fonda in casa viola.
L’allenatore
Rammaricato, a fine gara, Fabio Grosso. “Questa non era la partenza che volevamo, questa partita la potevamo non perdere. Lo stadio ci ha aiutato. Nel primo tempo abbiamo sofferto, poi nella ripresa abbiamo fatto meglio anche dopo il gol. Dopo però la partita ci è sfuggita di mano e abbiamo preso 2 gol evitabili. Io faccio l’allenatore ma ci sono cose che vanno costruite, serve tempo. Io mi prendo le responsabilità, sono abituato così. Questa è una piazza che merita qualcosa di diverso da questo. I tifosi vogliono tornare protagonisti, noi lo abbiamo immaginato ma non abbiamo messo una base solida dopo queste gare. Ero preoccupato prima – aggiunge Grosso – e lo sono ora. Sono cose che capitano se accetti una sfida che ha bisogno di tempo. Noi abbiamo le qualità per tenerla e incanalarla. Questa delusione si aggiunge alle altre, anche noi lo siamo. Adesso dobbiamo ripartire. Il calcio mi ha messo davanti a tante sfide, ho sempre assorbito le delusioni. Sono responsabile di questo inizio non bello. I ragazzi hanno dato tutto, anche se non si è visto. Non ho mai deciso di dimettermi. Abbiamo tempo per pensare, con più lucidità, alle varie le cose. Nel primo tempo siamo partiti con Fagioli-Oulai, potevamo fare meglio la fase di possesso. Mi prendo le cose positive che ci sono state. Quando le cose non vanno si scoprono tutte le cose negative. Nel secondo tempo siamo venuti fuori, ma siamo un gruppo che non riesce a tenere le redini della gara. Siamo un cantiere aperto”.


