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La Fiorentina gioca in Coppa Italia contro il Pisa. Società festeggiata in Regione

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Martedì allo stadio Franchi (alle 21) il derby. Consegnato al presidente Joseph B. Commisso il Pegaso d’oro della Regione Toscana per i 100 anni della società

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Dopo il primo successo in campionato, contro il Venezia, la Fiorentina torna in campo, allo stadio Artemio Franchi, martedì 15 settembre (alle 21) per i sedicesimi di finale di Coppa Italia, contro il Pisa. Intanto, presso la sede della Regione Toscana, il presidente Eugenio Giani ha consegnato il Pegaso d’oro al presidente Joseph B. Commisso per i 100 anni della società.

Le probabili formazioni

Paolo Vanoli, per questa competizione che è tra gli obiettivi di stagione, farà un po’ di cambi. In porta giocherà Christensen. In difesa spazio, a destra per Joao Mario con Dragusin e Pongracic al centro della difesa e Valdepenas a sinistra. In mezzo al campo confermato Ndour. Se è in condizione potrebbe giocare Oulai accanto a Brescianini. In attacco, oltre all’eroe di Venezia, Franco Mastantuono dovrebbero giocare Gnonto o, in alternativa, Pedro Gonçalves a fianco di Pellegrino.
L’allenatore del Pisa, Bianco, darà spazio a coloro che hanno giocato meno. Caracciolo giocherà in difesa con Primasso, mentre in attacco potrebbero giocare Moreo e Pittarello. Sulle fasce spazio per Leris, Ferrah e Rao.

La consegna del Pegaso d’oro

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Il presidente della regione Toscana Eugenio Giani, in occasione dei 100 anni della Fiorentina, ha consegnato il Pegaso d’oro al presidente Joseph B. Commisso, alla presenza della madre Catherine e del direttore generale Alessandro Ferrari.Giani. “È un grande onore consegnare oggi il Pegaso d’oro, la massima onorificenza della Regione Toscana per quello che la Fiorentina, da un punto di vista sportivo, culturale, sociale, ha rappresentato in 100 anni di storia. Joseph e Catherine Commisso sono davvero coloro che in questo momento la città e tutti i tifosi vogliono, per una squadra che ha con loro ormai un rapporto umano. E questo è molto importante. Nel calcio dei fondi e degli interessi che si proiettano a livello internazionale, c’è una famiglia che ha nella Fiorentina un riferimento trovato in Rocco Commisso, ma che porta avanti nello stesso spirito e negli stessi valori quello che sono i 100 anni di storia della squadra a Firenze e nel mondo. Mi sento profondamente orgoglioso – ha poi ribadito Giani – che la Fiorentina non sia tra le società presiedute da fondi di investimento di cui a volte non si conosce neanche chi sono i proprietari. Abbiamo persone arrivate qui con Rocco Commisso, che ci hanno messo il cuore”

Nel suo discorso di ringraziamento Joseph B. Commisso ha detto che “La nostra responsabilità adesso è proteggere questa storia straordinaria, mentre continuiamo a costruire il futuro della Fiorentina. Per competere con ambizione, investire nel nostro settore giovanile, dare a ragazzi e ragazze italiane e toscane l’opportunità di sognare di vestire un giorno i colori viola, rappresentare Firenze e la Toscana con dignità, ovunque la Fiorentina vada. E far sì che la prossima generazione erediti un club ancora più forte di quello che ci è stato dato. Accettiamo il Pegaso d’oro con grandissimo orgoglio – ha aggiunto il presidente – ma la cosa ancora più importante, lo accettiamo con un profondo senso di responsabilità. Per coloro che sono venuti prima di noi, per coloro che sono qua oggi, e per coloro che porteranno il colore viola nel prossimo secolo. Quindi, dal profondo del mio cuore voglio dire grazie presidente Giani, grazie Toscana, grazie Firenze, e grazie a tutta la famiglia viola, per questi 100 anni di storia, per questi 100 anni di passione, e per i prossimi 100 anni a venire”. Per poi concludere: “Forza viola, oggi, domani, sempre”. Nel suo intervento Commisso ha anche ricordato il padre Rocco. “Questa è una cerimonia dal grande carico emotivo personale. Mio padre ha capito fin dal primo momento che la Fiorentina era ben più di un club di calcio, si è innamorato della sua storia e della sua gente, ha compreso l’importanza di qualcosa che esisteva prima di noi e che dovrebbe esistere anche ben dopo di noi. Credeva negli investimenti, nel costruire qualcosa, credeva nei nostri giovani, e soprattutto nel poter creare qualcosa di lungo termine, qualcosa che durasse per la Fiorentina. Vorrei che anche lui fosse qui con noi oggi, ma so già quanto sia orgoglioso di vedere la Fiorentina nel suo centenario ricevere la più grande onorificenza della Regione Toscana. E so anche che, ovunque lui sia, lui oggi è un tifoso viola”.

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