sabato, 12 Settembre 2026
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Treno bloccato in galleria, ”scene di panico e senza aria condizionata”

Ancora un disagio per i pendolari.

IL RECLAMO. A raccontarlo è il portavoce del Comitato Pendolari Valdarno Direttissima, Maurizio Da Re, che ha presentato oggi un reclamo alla Regione Toscana per l’episodio vissuto da centinaia di pendolari, bloccati in galleria, la mattina di venerdì scorso, 12 agosto. L’episodio è accaduto all’ingresso della galleria di San Donato, nel tratto fra il Valdarno e Firenze.

SCENE DI PANICO. Secondo il racconto, il treno, partito alle 7.46 dalla stazione di Arezzo e transitato regolarmente intorno alle 8 per le stazioni del Valdarno, in direzione di Firenze, si è fermato improvvisamente sulla Direttissima, all’ingresso della lunga galleria di San Donato, metà fuori e metà dentro al tunnel, a causa di un guasto alla linea ferroviaria. “Sembrava che si trattasse di un breve stop, magari per favorire il transito dei soliti Frecciarossa – afferma Da Re, che riferisce la versione di pendolari in viaggio sul regionale – poi la cosa è andata per le lunghe e la ‘sosta’ è durata circa 25-30 minuti, durante i quali non sono mancate scene di panico e proteste”.

NIENTE ARIA CONDIZIONATA. A rendere maggiormente disagiata l’attesa a bordo del treno, rimasto per metà dentro la galleria – continua il racconto-, è stata poi l’assenza di aria condizionata. “Sono già accaduti casi simili negli ultimi mesi, con guasti agli scambi o alla linea elettrica aerea – ricorda il portavoce dei pendolari – ma l’episodio più grave è avvenuto lo scorso 27 dicembre, sempre all’ingresso della galleria San Donato. Quel giorno per la rottura di un pantografo – ricorda ancora Da Re – centinaia di pendolari rimasero per 3 ore fermi in galleria, al freddo, al buio, senza informazioni. Perchè in questi casi – conclude Da Re – Trenitalia e Regione Toscana non prevedono alcuna ‘conciliazione’ e specifico risarcimento ai pendolari per i disagi e i ritardi subiti?”.

Voleva far prostituire la compagna. Ma finisce in manette

Voleva costringerla a prostituirsi in strada, e per farlo avrebbe ripetutamente minacciato e percosso la vittima, che all’epoca dei fatti era la sua compagna.

IN CARCERE. Ma il protagonista di questa triste vicenda, un 35enne di origini campane, è finito in carcere con l’accusa di induzione alla prostituzione, violenza sessuale e lesioni continuate. L’uomo, ammanettato dagli uomini del Commissariato Oltrarno che lo avevano  invitato a presentarsi presso i loro uffici, era finito sul registro degli indagati lo scorso febbraio a seguito di una dettagliata denuncia sporta da colei che, all’epoca dei fatti, era la sua compagna.

BOTTE E MINACCE. Secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti, almeno dal novembre dell’anno precedente il 35enne avrebbe ripetutamente minacciato e percosso la compagna (una donna italiana di 52 anni) tentando di avviarla alla prostituzione su strada, costringendola in alcune occasioni addirittura a rapporti sessuali contro la sua volontà.

LA CATTURA. A disporre la cattura dell’uomo (pregiudicato per reati contro il patrimonio e già sottoposto alla misura di prevenzione dell’Avviso Orale) è stato il Gip del Tribunale di Firenze (dottoressa A.M. Sacco) su richiesta del P.M. titolare delle indagini, il dottor Vincenzo Ferrigno.

Razzanelli s’incatena a Roma

L’ultimo era stato l’ex sindaco Leonardo Domenici. E ora Mario Razzanelli vuol ripetere “l’impresa”.

FOSTER E TUNNEL AV. Perché? A spiegarlo è lo stesso capogruppo della Lega Nord Toscana. “A settembre – dice – mi incatenerò davanti alla sede di Ferrovie, a Roma, per portare all’attenzione di tutti gli italiani la vicenda della costruzione della stazione Foster e dei due tunnel per il sottoattraversamento dell’alta velocità a Firenze”.

4 MILIARDI. “Ogni italiano costretto a pesanti sacrifici per l’ultima manovra finanziaria – spiega – deve sapere che Ferrovie si appresta a realizzare lavori che arriveranno a costare oltre 4 miliardi di euro (un quinto del totale della manovra decisa dal governo) per costruire un’opera del tutto inutile. Per garantire il passaggio dell’alta velocità in modo ottimale a Firenze bastano infatti 300 milioni: il resto è uno spreco, con l’aggravante del rischio dei danni a cui si sottopone la città. Ma la partita per la Foster non è chiusa. Oggi ho inviato una lettera alla soprintendente Alessandra Marino, pregandola di fare il possibile e l’impossibile per fermare i lavori. Nell’accordo firmato a Roma lo scorso 4 agosto dal sindaco Renzi, che aggiorna i protocolli già in essere, continua a mancare l’autorizzazione paesaggistica, senza la quale il cantiere, a norma di legge, non possiede i requisiti per essere aperto. Senza contare che per la Foster manca anche la VIA. VIA che, anche laddove ci fosse stata, sarebbe oggi ampiamente scaduta”.

L’OPERA. “Lo stesso sindaco – continua Razzanelli –  in risposta alla mia formale richiesta, mi ha inviato il testo dell’accordo, precisandomi di aver trasmesso il mio esposto-querela presentato ai Carabinieri alla comandante della Polizia Municipale per la parte di sua competenza. La soprintendente non può restarsene chiusa a Palazzo Pitti chiudendo nel contempo gli occhi e la coscienza di fronte a quanto sta per essere fatto a Firenze: un’opera ciclopica e rischiosa quanto del tutto inutile su cui ha il dovere di pronunciarsi in quanto garante dei beni architettonici e paesaggistici della città, patrimonio dell’Umanità. Uno spreco inaccettabile di risorse che potrebbero, ad esempio, essere utilizzate per la conservazione del patrimonio artistico (l’unica ‘industria’ che non ci possono portare via i cinesi)”.

IN CATENE A ROMA. “Se tutto quanto fatto fin qui non sarà bastato a far intervenire le forze dell’ordine per bloccare il cantiere, a settembre andrò a Roma, e mi incatenerò davanti alla sede di Ferrovie. Forse così Moretti si convincerà ad uscire dal suo ‘fortino’ e a spiegarci il perché della sua pervicacia nel voler procedere alla costruzione della Foster a Firenze senza possedere i requisiti richiesti dalla legge. E – conclude Razzanelli – ci spieghi anche perché non vuole realizzare l’alta velocità su binari di superficie, utilizzando i 100 milioni da dare a Renzi per pagare le penali”.

Il Pdl: ”Serve un assessore-sceriffo”. Mattei: ”No, ci vorrebbero risorse”

Un assessore-sceriffo per Firenze. A richiederlo (dopo quanto avvenuto l’altra notte in piazza Santa Croce), in un intervento, è il consigliere del Pdl Marco Stella.

UN ASSESSORE ALLA SICUREZZA. “A Firenze occorre un assessore alla Sicurezza – recita l’intervento di Stella – gli ultimi fatti violenti accaduti in piazza Santa croce rilanciano il tema della sicurezza con forza, ed occorre una risposta immediata che sia in grado di dare risposte ai cittadini, per questo occorre un interlocutore politico che può essere soltanto un assessore con deleghe specifiche legate alla gestione della sicurezza, l’assessore alla sicurezza. La sicurezza dei centri urbani è una delle priorità, definitivamente accertate, per tutte le società moderne e Firenze non fa certo eccezione in questo senso, come dimostrano gli ultimi avvenimenti. In questi due anni questa amministrazione non è stata in grado di dare risposte in merito alla sicurezza dei fiorentini e del nostro territorio, il Sindaco deve dare una svolta nella politica di questa amministrazione che non ha saputo fare nulla per frenare l’abusivismo commerciale e per contenere quel degrado che è una delle cause del sentimento di diffusa insicurezza. Non bastano più le promesse e gli spot sulla sicurezza senza seguito: la città ha bisogno di risposte concrete ed efficaci per contrastare criminali, abusivi e degrado”.

I COMPITI. “Per questo – continua Stella nel suo intervento – chiedo che venga immediatamente nominato dal Sindaco un assessore alla sicurezza: si tratta di una misura ormai diventata indispensabile per la nostra città. Il nuovo assessorato dovrà avere compiti di monitoraggio del territorio, utilizzare la polizia municipale come principale deterrente ed essere strumento di analisi sociologica, di investigazione e studio su disagio e fattori di rischio, ed in particolare avrà compiti di:
a) dialogo diretto e interazione costante con le Forze dell’Ordine;
b) progettazione in collaborazione con professionisti di servizi complementari di vigilanza;
c) potenziamento dell’impianto di videosorveglianza Comunale;
d) studio di fattibilità del progetto “buon vicinato” (collaborazione tra vicini sul tema sicurezza);
e) valutazione dell’aspetto sicurezza nelle fasi di progettazione di opere pubbliche e nella pianificazione del territorio;
f) attuazione di un piano di potenziamento dell’illuminazione pubblica nelle zone di maggior rischio;
g) collaborazione con gli istituti scolastici per progetti rivolti ai ragazzi
Oltre all’assessore che avrebbe il compito di coordinare le politiche sulla sicurezza, occorre anche un pacchetto di misure efficaci per contrastare degrado e criminalità”.

IL “PROGETTO SICUREZZA”. “Occorre – prosegue ancora il consigliere del Pdl – un vero e proprio ‘Progetto Sicurezza Firenze’, una programmazione degli interventi e non con le sole risposte date ad ogni singola emergenza. Partendo proprio da Piazza Santa Croce troppe volte sotto i riflettori per fatti legati alla sicurezza si potrebbero sperimentare i primi progetti sulla sicurezza per rendere finalmente questa meravigliosa piazza sicura. Un pacchetto di misure che al suo interno dovrebbe trovare il rafforzamento del vigile di quartiere, la creazione di una speciale task force contro l’abusivismo – cioè uno speciale gruppo di investigatori provenienti da polizia di stato, polizia municipale, carabinieri e guardia di finanza che avranno il compito anzitutto di monitorare il fenomeno, raccogliendo tutte le informazioni possibili che serviranno e, in una seconda fase, per attuare azioni repressive ben più ampie dei soliti pattuglioni – e il rafforzamento della video sorveglianza. Il percorso per combattere la criminalità e il degrado a Firenze è quello che il centrodestra ha sempre tracciato; per questo invitiamo Renzi a dimenticare il ‘buonismo’ di maniera tanto caro a quella sinistra che sostiene il Sindaco in consiglio comunale. Occorrono scelte importanti; ad esempio potenziare l’organico della polizia municipale per combattere il degrado e la criminalità e garantire un presidio territoriale nei quartieri; investire denaro pubblico per la sicurezza dei cittadini e investire sulla prevenzione dei reati. Il nuovo assessorato servirà anche per costituire un osservatorio permanente sulla sicurezza, attraverso il quale monitorare i cambiamenti del nostro territorio e del tessuto sociale per poter attuare interventi specifici. Soltanto attribuendo deleghe specifiche e risorse finanziarie – conclude Stella – questa giunta dimostrerà la reale volontà di affrontare il tema della legalità”.

LA RISPOSTA DI MATTEI. “La polemica del Pdl sull’assessore alla sicurezza è da rispedire al mittente. Spiace che si prenda un episodio come questo per attaccare il Comune, che già è impegnato al massimo delle sue possibilità nell’attività di controllo, nelle campagne antialcol e nel coordinamento con polizia, carabinieri e guardia di finanza. Più che un assessore, nel settore della sicurezza ci vorrebbero investimenti: peccato che il governo continui a tagliare risorse, anche alle stesse forze dell’ordine”. E’ quanto dichiara l’assessore Massimo Mattei dopo l’episodio dell’altra notte in piazza Santa Croce, che ha visto un cuoco fiorentino selvaggiamente pestato da due turisti ubriachi.

SOLIDARIETA’ ALL’AGGREDITO. “Intanto voglio ringraziare i poliziotti che hanno prontamente rintracciato e arrestato i due aggressori, dimostrando sul campo che il controllo c’è e funziona – continua Mattei – E poi voglio ricordare che il problema dell’abuso di alcol che si concentra nel centro della città, soprattutto da parte dei giovani, non è tanto una questione di ordine pubblico, ma una emergenza sociale che non riguarda solo Firenze ma tutte le città italiane. Da parte nostra abbiamo intrapreso importanti iniziative sia con la prevenzione (campagne sull’uso dell’etilometro e per la sicurezza stradale, apposite ordinanze) sia con il controllo (la rete di videosorveglianza implementata con le nuove telecamere, il coordinamento con le altre forze dell’ordine, le segnalazioni dei cittadini): andremo avanti su questa strada, cercando di impegnarci sempre al massimo pur nell’ormai gravissima mancanza di risorse”. L’assessore conclude con un pensiero al giovane aggredito: “A lui e alla sua famiglia voglio esprimere tutta la solidarietà e la vicinanza della città”.

DI’ LA TUA. Pensi che a Firenze servirebbe un assessore alla sicurezza? Invia la tua opinione a [email protected]

Mazzate, calci e pugni: violenta aggressione in Santa Croce

Quanto vale il Chianti? 4 miliardi di euro

In momenti di crisi anche le bellezze italiane finiscono al centro di stime e calcoli. Il Chianti è un ”marchio” conosciuto a livello internazionale e come ogni brand che si rispetti ha un valore. Ecco la classifica italiana dei paesaggi da cartolina che “valgono di più”.

IL TESORETTO ITALIANO. A fare i conti è stata la Camera di Commercio di Monza e Brianza, partendo da un presupposto: se la Finlandia ha chiesto in garanzia per il “salvataggio” della Grecia i beni di Stato quali l’Acropoli, il Partenone e alcune isole, l’Italia può mettere in campo un vero e proprio tesoretto, grazie alle sue bellezze naturali, che ammonta a 20 miliardi di euro (quasi la metà del valore della manovra bis varata dal governo).

CHIANTI DAVANTI A TUTTI. E’ il Chianti la bellezza italiana più conosciuta al mondo: il brand delle “colline verdi” tradotto in cifre (in base alla sua reputazione internazionale) arriva a totalizzare ben 4 miliardi di euro. Poi vengono le perle del mare: la costiera amalfitana (valutata oltre 3 miliardi e mezzo), la riviera Romagnaola (2,3 miliardi), le Madonie in Sicilia (2 miliardi).

VERSILIA BATTE SARDEGNA E SALENTO. Al quinto posto un’altra eccellenza toscana, la Versilia: la terra del “Forte”, che vale quasi 2 miliardi di euro (1,9 miliardi, per l’esattezza), batte la Costa Smeralda e il Salento (entrambi 1,4 miliardi). Chiudono la classifica le Dolomiti, la Brianza, le Cinque terre, l’Aspormonte e il Monferrato.

RICERCA. L’indagine si è basata sul valore economico del territorio, la conoscibilità e il flusso di visitatori, la spesa dei turisti stranieri, le imprese ricettive e il prezzo medio degli immobili.

La Fiorentina di scena a Reggello. In attesa della Coppa Italia

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Prima il Reggello, poi il Cittadella. In arrivo due incontri ravvicinati per la Fiorentina: e se il primo sarà soltanto un’amichevole, nel secondo si comincia a fare sul serio, con il primo impegno ufficiale della stagione.

REGGELLO. Ma andiamo in ordine cronologico. Si disputerà giovedì 18 agosto, alle 18 allo stadio comunale di Reggello, l’amichevole fra Fiorentina e S.S.D. Resco Reggello 1909. Attesa ed entusiasmo a Reggello e nel Valdarno per il ritorno della Fiorentina, che disputerà, giovedì, l’ultima partita prima degli impegni ufficiali. “Reggello è entusiasta e pronto ad accogliere di nuovo la Fiorentina”, spiega il vicesindaco Cristiano Benucci, che continua: “L’Amministrazione insieme ai dirigenti della Resco si è adoperata per questa partita ed auspichiamo che tanti tifosi parteciperanno alla partita e inciteranno la squadra Viola per gli impegni ufficiali, che seguiranno subito dopo”.

BIGLIETTI. Il costo dei biglietti per la partita sarà di 8,00 euro per la tribuna, 5,00 per il prato e per i bambini fino a 8 anni ingresso gratuito. Il ricavato sarà devoluto in beneficenza. Lo stadio per la vendita dei biglietti aprirà alle 15. “Invitiamo tutti i tifosi – conclude Benucci – a venire alla partita, sarà sicuramente una bella serata di sport e solidarietà”.

COPPA ITALIA. E se a Reggello la Fiorentina scalderà i motori, domenica non si potrà già sbagliare. Al Franchi, infatti, arriva il Cittadella, per il primo impegno ufficiale della stagione per i viola. In programma c’è la gara del terzo turno di Tim Cup: fischio d’inizio alle 18. Per i tifosi saranno aperti unicamente i settori di Tribuna (15 €) e Curva Fiesole (5 €). Sarà inoltre aperto il Settore Ospiti (5 €) esclusivamente ai possessori della Tessera del Tifoso. A tutti gli abbonati della stagione sportiva 2011-2012 – annuncia il club viola – sarà però possibile acquistare al prezzo ridotto di 1€ il biglietto valido per tutti i settori (non sarà necessario essere abbonati dello stesso settore in cui si intende acquistare il biglietto per la singola partita).

La politica si fa rosa: la ‘fidanzata’ del governatore lascia la Asl

Un passo indietro e (forse) un grande passo in arrivo. La compagna del presidente della Regione lascia i vertici dell’Asl di Siena, ufficialmente per togliere di mezzo ogni ipotesi di conflitto di interessi, e la politica si tinge di rosa.

L’ANNUNCIO. Laura Benedetto, 43 anni, attuale compagna di Enrico Rossi, lascerà dal primo settembre la direzione della Asl 7 di Siena:  legata da un anno al governatore della Toscana, ha fatto sapere che la decisione è stata presa per motivi “personali e professionali” e per eliminare ogni dubbio su un eventuale conflitto di interessi.

PETTEGOLEZZI. E ora la decisione tutta dal gusto politico ha iniziato ad alimentare il gossip intorno al numero uno di Palazzo Sacrati Strozzi. Secondo alcuni quotidiani la decisione preluderebbe alle nozze tra Laura Benedetto e Enrico Rossi, separato e padre di un figlio. Matrimonio né smentito, né confermato dai diretti interessati, che mantengono uno stretto riserbo sulla vicenda.

MANAGER. Laura Benedetto è arrivata nel 2009 in Toscana, quando Rossi era assessore regionale al diritto alla salute. Laureata in economia, è stata amministratore delegato di alcune case di cura nelle Marche, e direttore amministrativo dell’ospedale civile di Sassuolo.

Benigni in mutande per Woody Allen

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Il toscanaccio Roberto Benigni, con le braghe calate nel mezzo di via Vittorio Veneto a Roma, strada resa famosa da Fellini. Un colpo di testa del celebre attore? Niente affatto, solo una scena del nuovo film di Wood Allen “Bop Decameron”, che il regista americano ha girato in questi giorni nella capitale.

CIAK SI GIRA. Benigni interpreta Leopoldo Pisanello, personaggio che all’improvviso diventa famoso senza sapere perché. Al braccio della moglie Sofia (Monica Nappo Kelly), inizia la scena camminando tranquillo sul marciapiede, ma dà in escandescenze quando si accorge che la gente non lo riconosce più. La scena, una delle ultime dell’episodio con Benigni, è stata girata ieri pomeriggio. Woody Allen, è arrivato verso le 17, ha preparato con tutta calma il set, sorridendo ai turisti, stupiti per la presenza del regista.

ALTRI ITALIANI. Il film è ispirato ad alcuni episodi del Decamerone. Nel cast figurano anche altri attori italiani, tra questi Ornella Muti, Isabella Ferrari, Riccardo Scamarcio e Antonio Albanese.

Da Cameron a Fede&Filippo, un’estate ”bollente” in Toscana

Si sono fatti paparazzare mentre si godevano lo spettacolo del Palio, ma la loro fuga d’amore in Toscana (in provincia di Arezzo) era cosa già nota alle cronache rosa.

FEDE & FILIPPO. Non ci sono dubbi: la coppia dell’estate sono loro, i nuotatori Federica Pellegrini e Filippo Magnini. Che, una volta riposto il costume (da gara) per le vacanze, hanno scelta la Toscana come nido d’amore. I due sono stati avvistati a Foiano (Ar), dove erano ospiti in casa di un amico, un fisioterapista della nazionale di nuoto. Poi la “gita” a Siena, per il Palio. E qui, tra migliaia di spettatori (e obiettivi) proprio non potevano non essere notati.

PIPPO INZAGHI E ALESSIA VENTURA. Toscana galeotta ancora una volta, dunque. Già, perché la nostra regione (con tutte le sue bellezze) è meta ogni estate di decine e decine di vip, che scelgono di trascorrere le loro vacanze sulle coste toscane o ammirando le opere d’arte di città e borghi. Per un amore che è nato, eccone un altro che proprio in Toscana sembra essersi ritrovato. Quello tra Filippo Inzaghi e Alessia Ventura, pizzicati dai fotografi in Versilia, a Forte dei Marmi, dopo che i due “piccioncini” erano stati messi a dura prova dalle rivelazioni di Marika Fruscio (che riferì di essere l’amante di super – Pippo, spezzando il cuore all’ex letterina).

VITTORIA PUCCINI. Stesso posto, altro vip. Tutta mare e famiglia, Vittoria Puccini si è goduta un po’ di giorni di relax a Forte dei Marmi con la figlia Elena, 5 anni. Grande assente Claudio Santamaria, con il quale – stando alle riviste rosa – l’attrice ha in corso una love story, dopo la fine della storia con Alessandro Preziosi. Sorpresa in spiaggia dal settimanale “Vero”, Vittoria ha sfoggiato un fisico in gran forma, grazie anche a un super bikini verde.

MARTINA STELLA. Ha scelto invece Sabaudia Martina Stella, che è stata avvistata sulla spiaggia con il fidanzato Primo Reggiani. A scovarla, intenta in una partita a racchettoni, è stata la rivista Vanity Fair.

MARIA DE FILIPPI. E in Toscana si è fatta vedere anche Maria De Filippi. La conduttrice ha scelto la barca e Porto Ercole per un po’ di vacanze, in compagnia di un giovanotto. Ma niente paura, in questo caso nessun gossip: si tratta infatti del figlio, con cui la De Filippi sta facendo ferie in versione madre. A fotografare le vacanze dei due è stato il settimanale “Oggi”.

CAMERON. Ma forse, in attesa di nuovi colpi di scena, la palma di protagonista dell’estate in toscana non va a un vip di casa nostra, ma nientemeno che al premier britannico David Cameron. Tutto era nato a fine luglio, quando Cameron aveva ordinato in un bar di Montevarchi (Arezzo) due cappuccini e un caffè: la cameriera di turno (Francesca Ariani, 27 anni, diventata nota alle cronache proprio per questa storia) non aveva riconosciuto l’illustre cliente, invitandolo a portarsi le tazzine al tavolo da solo perché troppo occupata. Il premier, costretto a farsi da cameriere, non le aveva lasciato neppure un centesimo di mancia. La storia si è poi conclusa qualche giorno dopo, con un abbraccio tra i due e una bella mancia per la cameriera.

Il tutto in attesa della prossima storia estiva pronta a spiccare il volo (su tv e giornali) dalla Toscana. Perché l’estate è ancora lunga, e nuove sorprese sono all’orizzonte.

Fede e Filippo: vacanze insieme in Toscana

Via Palazzuolo, l’appello degli abitanti

L’ultimo episodio (grave) ha lasciato il segno. Via Palazzuolo, domenica 12 giugno, tardo pomeriggio. In strada, all’altezza dell’incrocio con via Santa Lucia e via degli Orti Oricellari, scoppia una rissa, intervengono carabinieri, polizia e polizia municipale, la gente scende in strada, il traffico è bloccato.

L’ULTIMA RISSA. I residenti (come tutte le volte che succede qualcosa lungo la strada, “richiamati” dalle grida di turno) si affacciano alle finestre, parlano tra loro, si sfogano. “Per noi che abitiamo qui non c’è neanche bisogno di andare al cinema, lo spettacolo ce l’abbiamo già sotto casa”, commenta amaro qualcuno. Gli episodi di questo genere (risse, schiamazzi, tensioni) nella zona in effetti non mancano. Ma quello del 12 giugno, sentendo i residenti, è stato qualcosa di ancora più grave. Forse perché accaduto di domenica, forse perché di pomeriggio (solitamente lo “spettacolo” va in scena di notte).

 

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LA LETTERA. Tant’è che Lorenzo, abitante della zona, ha preso carta e penna e scritto al sindaco in persona. “Io e mia moglie siamo sconvolti e meditiamo seriamente di lasciare questo posto dove non si può più vivere, nemmeno in un tranquillo pomeriggio di domenica”.

DUE MESI DOPO. Da allora sono passati circa due mesi: la situazione è cambiata o tutto è rimasto come prima? È sempre Lorenzo a fare il punto della situazione. “Dopo ogni episodio del genere (e ce ne sono stati numerosi), le acque si calmano magicamente da sole, come per incanto – racconta – una serie di loschi figuri per un po’ non si vedono più, salvo ricomparire a tempo debito. Questa volta, se non altro, rappresentanti della politica cittadina e delle forze dell’ordine sono venuti a incontrare noi abitanti, e sembra che i controlli si siano intensificati”. Ma il sindaco ha risposto alla sua lettera? “No, non mi ha risposto, a differenza di qualche tempo prima, quando avevo segnalato altri disagi e mi aveva brevemente chiesto di tenerlo informato sugli sviluppi. Cosa che ho puntualmente fatto”. Continuate a considerare l’ipotesi di andarvene? “Con la morte nel cuore – spiega Lorenzo – perché siamo legatissimi a questa zona, ma non è la prima volta che meditiamo di andare via. Sono diverse le situazioni di illegalità che rendono la zona problematica, ma non sono infinite e non appaiono irrisolvibili, al contrario. Solo che non si vede la concreta volontà politica di risolverle affrontandole ‘di petto’. Ecco, ci sentiamo continuamente abbandonati dalle istituzioni, allora sale la rabbia e ci viene voglia di lasciare, di andare via”.

L’APPELLO. Ma avete, voi residenti, una proposta da lanciare alle istituzioni per risolvere la situazione? “Noi ci troviamo spesso in prima linea rispetto a queste situazioni problematiche. Cose che noi segnaliamo da tanto tempo (senza però troppe risposte). Noi possiamo essere gli occhi e le orecchie delle istituzioni sul territorio. La mia proposta quindi è che le istituzioni stesse approfittino del nostro ‘controllo sul territorio’, si avvalgano delle nostre esperienze quotidiane, e insieme a noi cerchino di risolvere almeno le criticità più evidenti. Insomma, che non ci vivano come avversatori o rompiscatole (in tipico stile fiorentino), ma lottino al nostro fianco per restituire la dignità di patrimonio dell’Unesco a questo pezzi di centro di Firenze”.

PARTECIPAZIONE. Cosa vorrebbe dire ai suoi “vicini di casa”? “Partecipazione. Ecco quello che mi senti di chiedere a tutti i residenti della zona, fiorentini, italiani, stranieri senza distinzione. Troppo spesso alle riunioni del Comitato e alle iniziative sul campo siamo un po’ pochi rispetto alla vera popolazione residente che sicuramente condivi- de le nostre istanze. Insieme viviamo il quartiere e insieme ci spetta di migliorarlo, ognuno con quel poco che si sente di investire per la propria qualità della vita. Partecipazione”.

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