venerdì, 12 Agosto 2022
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Allarme rosso… pomodoro. Annata tragica per il settore

Se il maltempo si somma alla crisi economica finanziaria il risultato è un crollo della produzione di oltre il 30% sul potenziale regionale e una riduzione del reddito degli agricoltori del 25% nell'ultima annata. Una stagione drammatica per la coltivazione del pomodoro in Toscana.

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Se il maltempo si somma alla crisi economica finanziaria il risultato è un crollo della produzione di oltre il 30% sul potenziale regionale e una riduzione del reddito degli agricoltori del 25% nell’ultima annata. Una stagione drammatica per la coltivazione del pomodoro in Toscana. L’allarme arriva dalla Cia Toscana, che ha richiesto un incontro urgente con l’assessore all’agricoltura Gianni Salvadori con l’obiettivo di concertare misure straordinarie per sostenere il settore.

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DANNI DA MALTEMPO. “Le piogge di aprile e maggio – afferma Giordano Pascucci, presidente Cia Toscana – hanno ridotto di oltre il 30 per cento il potenziale produttivo nella nostra regione provocando ritardi sia per la messa a coltura che difficoltà per la coltivazione”.

LA CRISI NON SI ARRESTA. Se a questo si aggiungono gli effetti della crisi economica e finanziaria che interessa tutti i settori produttivi, il crollo del reddito degli agricoltori (oltre il 25% nell’ultima annata agraria) e la riduzione del prezzo del prodotto anche a seguito dell’importazione incontrollata, in particolare dalla Cina, il quadro è completo. E le tinte sono fosche.

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ACCORDI NON RISPETTATI. In questi ultimi giorni, sottolinea la Cia, si aggiungono ulteriori difficoltà. “Infatti, nonostante il drastico calo produttivo molti agricoltori della Toscana – aggiunge Pascucci – non riescono a consegnare il prodotto per il mancato rispetto, da parte di alcuni trasformatori, degli accordi a suo tempo stipulati dalle associazioni di produttori con l’industria di trasformazione. Il disimpegno dei trasformatori sugli accordi sottoscritti si manifesta con la richiesta di rinegoziare il prezzo di ritiro del prodotto, con l’applicazione di parametri qualitativi penalizzanti per l’impresa agricola, con il rallentamento e/o il non ritiro del prodotto dai campi”.

PROSPETTIVE INCERTE. Tutto questo – dice la Cia Toscana – rischia di pregiudicare, anche per il futuro, la coltivazione del pomodoro da industria nella regione, provocando ripercussioni fortemente negative sia sul settore agricolo che per l’intera economia toscana.

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