Alla Fiorentina manca un punto per ottenere la matematica salvezza. La sconfitta della Cremonese contro la Lazio ha autorizzato i viola a non giocare all’Olimpico contro la Roma. Una prestazione indecorosa, finita con un umiliante (4-0) a favore dei giallorossi che certifica il fallimento di tutta una stagione. Squadra senza idee, con poco vigore. E dispiace perché questa sconfitta interrompe la striscia di sette risultati utili di fila. Un allenatore che ha avuto il merito di portare i viola praticamente alla salvezza (grazie soprattutto ai demeriti delle altre squadre) ma che all’Olimpico ha dimostrato di non essere un tecnico adatto ad una Fiorentina ambiziosa. Ma non è tutta colpa di Vanoli. È tutta la squadra che ha dimostrato di essere molto modesta (come anche ad Udine e la scorsa settimana col Sassuolo). A campionato finito la società dovrà fare delle scelte drastiche azzerando questo gruppo. Fabio Paratici è chiamato ad un lavoro molto difficile perché, attualmente, sono pochi i giocatori che meriterebbero la riconferma e, anzi, andrebbero tutti cambiati. Senza Kean e Piccoli è toccato ancora a Gudmundsson fare il falso nove. A centrocampo gioca Brescianini. Gasperini schiera Soulé e Malen davanti con Cristante sulla trequarti e Pisilli a centrocampo insieme al recuperato Koné.
La partita
La Roma ci mette 17 minuti per chiudere la partita. Dopo 10 minuti Malen colpisce la traversa. Al 13’ Mancini, di testa, raccoglie il cross da calcio d’angolo e segna l’1-0. Il raddoppio arriva dopo 4 minuti con Wesley che mette in rete su suggerimento di Soulé. Prima dell’intervento è Hermoso a siglare il 3-0 anticipando Harrison. È De Gea a negare la doppietta a Malen grazie ad un ottimo intervento. Si va al riposo con i giallorossi avanti e la Fiorentina che non ha mai tirato in porta.
Nel secondo tempo Vanoli manda in campo Comuzzo, Parisi e il debuttante Braschi che non fa rimpiangere l’inesistente Gudmundsson. Ed è subito la giovane punta a colpire un palo dopo pochi minuti. Ma la Roma non demorde Malen impegna De Gea che si salva deviando ancora sulla traversa. Poi assist per la testa di Pisilli che sigla il 4-0. Domenica, a Franchi, contro il Genoa l’opportunità di poter fare il punto che potrà chiudere il discorso salvezza.
L’allenatore
Paolo Vanoli, a fine gara, non si arrende. “Dobbiamo essere bravi a rimboccarci le maniche, abbassare la testa e guardare alla prossima partita. Dobbiamo chiudere il discorso in tutti i sensi. Siamo tutti sotto esame, compreso l’allenatore. Dobbiamo ancora concludere la nostra missione, ma la Fiorentina – continua il tecnico – deve stare in altri posti di classifica. C’è mancato di stare in partita e bisogna chiedere scusa ai nostri tifosi. Siamo ambiziosi ma dobbiamo guardare la realtà. Se andate a vedere la mia storia da allenatore, allo Spartak, al Venezia, al Torino l’anno scorso, ma anche quest’anno, ci sono tanti ragazzi che ho lanciato. Stasera Braschi ha fatto vedere quello che deve fare un giovane, anzi mi è dispiaciuto che non abbia fatto gol perché se lo meritava. Piccoli dovrebbe rientrare in gruppo, mentre Kean ha la compagna in gravidanza. Se stessi a guardare quello che viene scritto sui social potrei spararmi. Abbiamo fatto un percorso importante, senza il giocatore più importante che era lui. L’anno scorso i suoi gol hanno fatto la differenza per la Fiorentina, mentre quest’anno abbiamo fatto fatica a recuperarlo. Io devo vedere quello che fa un giocatore al Viola Park, per il resto c’è la società”. Paratici ha espresso parole di elogio. “Le parole del direttore sportivo mi fanno piacere, ma questa fiducia la dirigenza me l’ha sempre mostrata. Quando Vanoli e la società si incontreranno – conclude – si faranno le valutazioni, ma ora dobbiamo completare il compito al meglio, non certo con queste prestazioni”.


