L’Antico Vinaio, il marchio delle celebri schiacciate farcite che da Firenze è cresciuto con oltre 50 negozi in Italia e nel mondo, da Milano a Roma, da New York a Los Angeles, potrebbe dedicarsi anche alla ristorazione ‘da museo’: sarebbe infatti imminente, come annunciato da La Nazione e poi confermato dalla stessa Fondazione, la presa in carico della gestione dello spazio ristorativo all’interno di Palazzo Strozzi, l’istituzione che porta in città grandi mostre classiche e contemporanee.
Da pochi giorni si è conclusa con un clamoroso successo la mostra di Rothko (300 mila visitatori) e pochi mesi grande entusiasmo ha suscitato l’esposizione dedicata a Beato Angelico. Ora, accanto all’arte, potrebbe trovare spazio anche il brand delle schiacciate fiorentine più famoso al mondo.
Il progetto
Il progetto non è ancora ufficiale ma già alcune notizie sono trapelate: la Fondazione Palazzo Strozzi vorrebbe dare un servizio non soltanto ai visitatori delle mostre, ma anche ai fiorentini, con un’accoglienza di qualità e servizio al tavolo, senza auspicabilmente le code che si riscontrano in via dei Neri, dove l’Antico Vinaio ha la ‘casa madre’.
Se l’operazione andasse in porto, si tratterebbe di una prima volta all’interno di un’istituzione museale di tale rilievo. Il marchio ha infatti già portato il proprio format in stazioni, centri commerciali e città italiane e internazionali, ma l’approdo a Palazzo Strozzi avrebbe un valore particolare.
Nato in via De’ Neri, a pochi passi da Palazzo Vecchio e dagli Uffizi, All’Antico Vinaio è cresciuto fino a diventare uno dei marchi italiani della ristorazione più riconoscibili anche all’estero, grazie anche ala forte presenza sui social e la comunicazione legata a Tommaso Mazzanti (leggi qui la recente apertura di un negozio di gelato a Forte dei Marmi). L’eventuale ingresso a Palazzo Strozzi segnerebbe dunque una nuova tappa di questa espansione, riportando il marchio nel cuore di Firenze con un format pensato per coniugare la tradizione della schiacciata fiorentina con l’esperienza culturale del museo.
L’Antico Vinaio ha ideato un nuovo format per il cortile
In una nota di Palazzo Strozzi si spiega che “Tommaso Mazzanti ha ideato per il bistrot del cortile un format completamente nuovo e originale, sviluppato appositamente per il contesto del Palazzo e per i suoi diversi pubblici“. Il nuovo concetto di bistrot “sarà uno spazio da vivere nei diversi momenti della giornata, dalla colazione al pranzo fino all’aperitivo, con una proposta gastronomica ampia, ispirata alla tradizione toscana e italiana e reinterpretata in chiave contemporanea. Il menu sarà sviluppato con una particolare attenzione alla qualità e alla selezione delle materie prime, privilegiando una dimensione di sosta e convivialità e non incentrata sull’asporto“. La scelta è arrivata “a seguito di una lunga selezione” e diventerà operativa da fine settembre
Le polemiche politiche
La decisione farà senz’altro discutere. I primi a buttarla in politica sono stati la capogruppo di Fratelli d’Italia Angela Sirello insieme al consigliere Matteo Chelli e al capogruppo di Forza Italia Alberto Locchi in consiglio comunale.
“Abbiamo appreso dalla stampa che L’Antico Vinaio sarebbe destinato ad assumere la gestione del bar-ristorante di Palazzo Strozzi, attraverso un nuovo format e senza attività di asporto – scrivono in un comunicato -. L’Antico Vinaio è una realtà imprenditoriale fiorentina conosciuta in tutto il mondo e rappresenta un vanto per la nostra città. Non esprimiamo quindi alcun giudizio negativo sull’azienda né mettiamo in discussione il valore del marchio.
Palazzo Strozzi, tuttavia, non è uno spazio commerciale ordinario, ma un luogo unico per storia, prestigio e funzione culturale. Proprio perché L’Antico Vinaio ha saputo affermarsi in contesti molto diversi, riteniamo importante conoscere quale progetto originale e specificamente pensato per Palazzo Strozzi sia stato presentato. Non è in discussione l’adeguatezza dell’impresa, ma la rispondenza del progetto concreto alle caratteristiche e all’eccezionalità del luogo”.
Per questo presenteremo un accesso agli atti con il solo obiettivo di comprendere come sia maturata la scelta, quale procedura sia stata seguita, se altre realtà siano state interpellate o messe nelle condizioni di partecipare e se abbiano eventualmente deciso di non presentare una proposta.
Conoscere i criteri adottati, le caratteristiche del progetto e le condizioni dell’affidamento è una richiesta di trasparenza che tutela Palazzo Strozzi, la Fondazione e lo stesso operatore indicato dalla stampa”.


