lunedì, 12 Aprile 2021
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Il ”Mimì Giannini” si racconta a Firenze / FOTO

Si è svolto ieri l'incontro fra Giancarlo Giannini e gli studenti della Scuola di Cinema Immagina, per parlare dell'ultimo film ''Ti ho cercata in tutti i necrologi'', che lo vede tornare alla regia.

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Travolti da un insolito Giannini, in quel mare di Firenze.

INCONTRO. Si è svolto ieri l’incontro fra gli studenti della Scuola di Cinema Immagina, in via Borgo Stella, e il poliedrico attore Giancarlo Giannini. Un’occasione per parlare del suo ultimo film “Ti ho cercata in tutti i necrologi”, che lo vede tornare alla regia dopo quasi trent’anni.

FILM. Dalle parole dell’artista si percepisce la passione e la determinazione che lo hanno spinto a realizzare questa ultima fatica, per la quale, ricorda Giannini, sono serviti quattro anni di lavorazione, fra stop e riprese della produzione. Un film complicato, come ammette lui stesso, che è tutto e nulla, un mix fra thriller, noir, fantastico, “giusto per confondere voi critici” scherza, rivolgendosi al conduttore dell’incontro, il giornalista e critico di cinema Giovanni Bogani. Un film voluto da decenni, ma mai realizzato, che affonda le radici in una storia vera sentita dal regista quarant’anni fa, che parla di una caccia all’uomo e della sfida per sopravvivere.

RIPRESE. Ricco di scene di azione, che si dipanano fra Canada, Texas e Arizona, Giannini ammette che si è divertito molto a girarle e interpretarle, anche perchè non ha voluto controfigure, tanto “a una certa età o riesco a farle o ci muoio”.

CONSIGLI. E con giacca e l’immancabile sigaretta, l’attore-regista si racconta. A ruota libera, senza mai sedersi, senza mai fermarsi, passando da un aneddoto all’altro, da Aristotele a Marcel Marceau, da Ridley Scott a Marlon Brando che, ricorda e svela un divertito Giannini, “non imparava mai a memoria i copioni e leggeva durante le scene”, imprimendo con forza ogni parola. Si rivolge agli studenti di cinema, in particolare ai giovani attori e attrici: “Siate pazienti, anche se dovrete attendere un intero pomeriggio sul set, per girare una sola scena, siate pazienti”.

RECITARE. “Ognuno di noi è un attore, anche la massaia che ogni giorno va dal giornalaio, dal macellaio e dal barista e si rivolge a loro tre in modi diversi, in quel momento lei sta recitanto tre personaggi. Gli attori sono semplimente coloro che mettono in atto questa azione e devono divertirsi mentre lo fanno”. Un Giannini che insegna e diverte, un’aula piena di ragazzi e ragazze che ascoltano, in silenzio, e interrompono la ruggente voce dell’attore solo con risate e applausi.

CRITICA. Ma il regista non nega qualche stoccata anche ai critici di cinema, soprattutto quelli italiani, che ”bistrattano le nostre produzioni e non tutelano in casa, e soprattutto all’estero, il nostro cinema, già poco difeso dalle istituzioni in Italia”.

LE IMMAGINI:

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