sabato, 23 Ottobre 2021
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In diecimila tra famiglie e bambini: come è andato il Gay Pride / FOTO

Tantissima gente in strada tra musica, balli e la richiesta alla politica di una attenzione per il riconoscimento dei loro diritti: il Gay Pride di Viareggio è stato un successo.

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Diecimila persone in strada, un corteo accolto festosamente dalla gente di Viareggio, famiglie e bambini in testa. Un corteo che è andato avanti tra musica, balli e la richiesta di più attenzione alla politica, attenzione per il riconoscimento di diritti che non possono più essere negati.

IL CORTEO. E la politica, almeno in parte, ha risposto: tanti i gonfaloni dei Comuni presenti alal manifestazione, come quelli di Pisa e di Livorno, di Gavorranoe  della Provincia di Firenze. Tanti anche i sindaci che hanno preso parte all’iniziativa, in prima fila quello di Pisa Filippeschi e quello di Livorno Cosimi, oltre al “padrone di casa”, il primo cittadino di Viareggio Lunardini. E poi la partecipazione del presidente della Regione Enrico Rossi e dell’assessore al turismo e alla cultura Cristina Scaletti, a testimonianza della storia di una terra, quella toscana, che per prima ha depenalizzato l’omosessualità, come ha ricordato Lunardini, e che, unica in Italia, in una legge del 2006 riconosce i diritti di genere.

I MATRIMONI. In serata, al termine del corteo, si è tenuta la simbolica cerimonia celebrata dall’assessore Scaletti, nella quale si sono uniti in matrimonio una decina di coppie lgbtqi: “Oggi qui ci unisce l’orgoglio di essere tutti i colori dello stesso arcobaleno, dove ogni colore deve avere la stessa dignità dell’altro, dove ogni tono sfuma nell’altro quasi ad accompagnarne l’espressione – ha affermato l’assessore Scaletti a margine della cerimonia – Ecco vorrei che il nostro paese tutelasse ognuno di quei colori, perchè togliendo il rosso, l’arancione, il giallo, il verde, l’azzurro, l’indaco o il violetto noi ingrigiamo l’arcobaleno e impoveriamo tutti gli altri colori. Lo spread economico è un’emergenza, ma lo è altrettanto quello dei diritti civili che ci allontana dall’Europa”.

OMOFOBIA. “In Italia le coppie dello stesso sesso che si amano non sono tutelate in nessun modo, né nel riconoscimento della dignità affettiva, né la reversibilità della pensione, né il consenso su procedure diagnostiche o terapeutiche e il permesso di soggiorno. Tutto questo è antefatto necessario a qualsiasi azione contro l’omofobia, il pregiudizio, la violenza, il razzismo – ha concluso Scaletti – senza una norma che sancisce che l’amore tra due persone dello stesso sesso ha la stessa dignità di un amore tra eterosessuali ogni campagna contro l’omofobia è priva di sostanza”.

LE IMMAGINI (di Gianni Carpini):

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