venerdì, 7 Maggio 2021
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L’olio da frittura? Se lo ricicli ci scaldi la casa

L'olio usato si redime. Dopo esser finito plurime volte sotto accusa come fonte di inquinamento e di pesanti costi di depurazione, l'olio da cottura torna sotto la veste di fonte di energia alternativa. Il primo progetto sperimentale in zona fiorentina è partito alla Coop di San Lorenzo a Greve: prendi il fustino, lo riempi e lo riporti. L'olio raccolto servirà a produrre energia elettricità e termica.

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L’olio usato si redime. Dopo esser finito plurime volte sotto accusa come fonte di inquinamento e di pesanti costi di depurazione, l’olio da cottura torna sotto la veste di fonte di energia alternativa. Il primo progetto sperimentale in zona fiorentina è partito alla Coop di San Lorenzo a Greve: prendi il fustino, lo riempi e lo riporti. L’olio raccolto servirà a produrre energia elettricità e termica.

10MILA FAMIGLIE. L’iniziativa, partita sotto lo slogan “Tante gocce d’olio fanno un mare d’energia… ed evitano una marea di danni”, coinvolgerà 10mila famiglie della zona di confine tra Firenze e Scandicci.

COME FARE. All’interno del parcheggio della Coop di San Lorenzo a Greve è stato installato il punto Olly dove ogni utente potrà ritirare gratuitamente un contenitore da 3 litri per la raccolta degli oli vegetali alimentari insieme a un opuscolo informativo in cui troverà le indicazioni su come e dove restituire il contenitore pieno del proprio olio esausto. Per la restituzione non è prevista alcuna operazione se non la consegna del contenitore, ricevendone in cambio uno nuovo e pulito. “Vista la facilità dell’operazione di consegna del contenere e ritiro di quello nuovo – ha sottolineato l’assessore all’ambiente Stefania Saccardi – l’auspicio è che in tanti possano seguire questa pratica con enormi benefici per l’ambiente”.

STAZIONI ECO. Nel 2010 nell’area Safi e Quadrifoglio sono state raccolte 75 tonnellate di oli vegetali di cui 38 a Firenze e 10 a Scandicci. La raccolta attualmente è effettuata presso le stazioni ecologiche di San Donnino e Charta 77.

I DANNI. L’olio vegetale esausto è principalmente residuo dell’olio di cottura alimentare che, modificando la sua struttura polimerica, si ossida e assorbe le sostanze inquinanti della carbonizzazione. Per questo va usato una sola volta e non deve essere disperso nell’ambiente dove causa inquinamento e costi di depurazione molto alti. Si stima a livello nazionale che siano 280.000 le tonnellate/anno di oli esausti finiti in fognatura, con un costo che arriva a 126 milioni di euro.

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