lunedì, 27 Settembre 2021
HomeSezioniCronaca & PoliticaLupi di Toscana, case in...

Lupi di Toscana, case in metà caserma

Arrivati due studi di fattibilità per l’ex caserma al confine tra Firenze e Scandicci. Intanto in autunno partiranno le assemblee pubbliche per 6 mesi di percorso di partecipazione

-

Lupi di Toscana, si può fare. Nella grande area abbandonata dal 2008, 450mila metri quadrati a pochi passi dall’ospedale di Torregalli passati di recente dal Demanio al Comune, potrà nascerà una cittadella occupata per metà da case per fasce giovani coppie e anziani. In autunno partirà un percorso di partecipazione per ascoltare le richieste dei cittadini e stilare, in base alle loro idee, un concorso di progettazione internazionale da indire nel corso del 2016.

Palazzo Vecchio ha lanciato nei mesi scorsi un avviso pubblico per verificare che il progetto di riqualificazione basato sull’housing sociale sia economicamente sostenibile. All’appello hanno risposto due privati, Pessina Costruzioni spa e Investire immobiliare sgr spa, i cui studi confermano la fattibilità del piano comunale. Si tratta di progetti di massima (qui sotto i rendering), che posso rappresentare il punto di partenza per la discussione.

Parla dei “Lupi”

Il nuovo passo è ora un percorso di partecipazione per cui il Comune ha già chiesto i finanziamenti regionali. L’obiettivo è iniziare a ottobre per finire a marzo. Previsti incontri pubblici con i cittadini di Firenze e Scandicci (nell’area limitrofa risiedono circa 70mila persone) per raccogliere le loro proposte, assemblee, focus group e – se ci saranno le condizioni di sicurezza – anche passeggiate all’interno della caserma per vedere da vicino questo “gigante” abbandonato e decidere il suo futuro.

L'idea di massima è appunto destinare il 60 per centro degli edifici a case. Il resto per servizi, commercio, associazioni, verde. Qui entrano in gioco i cittadini con la loro idea dei Lupi di Toscana del futuro. In base alle richieste raccolte durante il percorso di partecipazione sarà indetto un concorso di progettazione internazionale, che Palazzo Vecchio vuole lanciare l’anno prossimo.

Un percorso di partecipazione metropolitano

“Coinvolgeremo i cittadini del quartiere, i cittadini di Scandicci e tutti quelli della città metropolitana interessati, per disegnare insieme a loro il futuro, quello che potrà essere un nuovo pezzo ecologico di città, una seconda ‘Città giardino’ dopo l’Isolotto”,  spiega il presidente del Quartiere 4 Mirko Dormentoni. “Per questo – aggiunge – lo abbiamo chiamato ‘Non Case ma Città 2.0’ richiamando il discorso di Giorgio La Pira quando inauguro il villaggio Ina-Casa dell’Isolotto nel 1954”.

Il percorso di partecipazione, che coinvolgerà singoli cittadini ma anche associazioni, comitati e proprietari dei terreni circostanti, sarà svolto in due fasi. La prima definirà gli obiettivi (“cosa vorrei che diventasse”) e i vincoli (“cosa non vorrei che diventasse”) del concorso di progettazione. La seconda si svolgerà durante il concorso, tra la prima e la seconda fase, chiamando i cittadini a dire la loro sui primi 5 schermi di progetto selezionati da cui dovrà essere poi sviluppato il piano di riqualificazione vero e proprio.

Ultime notizie