Un asse tra Firenze e Bologna per ospitare le Olimpiadi (e le Paralimpiadi) del 2032. Ha colto tutti di sorpresa l’idea lanciata il 9 settembre scorso il sindaco di Firenze Dario Nardella. Si è parlato di sogno, di suggestione, di opportunità. Mai di boutade.

“Si può fare”, hanno detto in tanti, dalla politica alle categorie economiche. Si può ragionare su una proposta che abbia al centro una rete di territori, di competenze, di paesaggi, che indichi una nuova strada per i grandi eventi, sportivi e non, nel nome della sostenibilità.

Un’occasione per dare slancio internazionale alle due città e a tutta l’Italia centrale. E allora da dove si comincia?

Cosa manca

Per farla breve, tutto. A partire dall’icona massima di ogni edizione dei Giochi, lo Stadio olimpico. Da quello di Roma all’Olympiastadion di Berlino, dal “Nido d’uccello” di Pechino al Nuovo stadio nazionale che vedremo a Tokyo: impensabile costruire un mastodonte del genere.

Allora che fare? L’ispirazione potrebbe venire dal London Stadium del 2012, una struttura leggera a strati, smontabile, che finiti i Giochi è stata ridotta a una dimensione pur grande ma non più gigantesca. Difficile intrecciarne il destino a quello del nuovo stadio della Fiorentina: il club viola ne ha bisogno in fretta e uno stadio olimpico alla Mercafir non c’entra. Andrebbe peraltro deciso se farlo a Firenze o a Bologna, aprendo tutta un’altra, delicatissima, partita.

Olimpiadi Firenze – Bologna 2032, la questione degli impianti

I nuovi stadi di Fiorentina e Bologna (il Dall’Ara verrà profondamente restaurato nei prossimi anni) andrebbero bene, invece, per i tornei di calcio e rugby olimpico. Sarebbe poi naturale, per tradizione cittadina, che il basket andasse a Bologna, e d’altra parte l’arena di Casalecchio è l’unico impianto che si avvicina per capienza (11 mila posti) al necessario per uno degli eventi più attesi.

Idem il baseball. La Fortitudo è uno dei club più titolati d’Europa. Anche Grosseto ha un ottimo impianto, più facile però che la costa tirrenica entri in gioco per gli sport nautici, vela, surf e maratona di nuoto.

Olimpiadi a Firenze nel 2032? Asse con Bologna

Le Olimpiadi in provincia: Toscana ed Emilia Romagna

Di certo i capoluoghi da soli non bastano, andrebbero coinvolti anche i territori: Prato si candida a sede di hockey e pallamano, senza dimenticare che ha già ospitato gli europei di pallanuoto nel ’99. Alla corsa si aggiungerebbero le città toscane con i maggiori impianti sportivi, Livorno, Siena, Montecatini al pari di Ravenna, Ferrara, Modena e Forlì. La fila dei sindaci che si son detti pronti è già lunga.

Il Lago di Bilancino, opportunamente adeguato, porterebbe i cerchi olimpici in Mugello con le gare di canottaggio e canoa. Sulle corse outdoor in genere la candidatura ha ottime carte da giocare: le gare di ciclismo su strada sulle colline toscane (simile a quanto visto con il Mondiale del 2013) o una maratona sotto al Duomo entrerebbero di prepotenza tra le memorie olimpiche più suggestive. E magari la mountain bike sull’Appennino, gara simbolo da disputarsi a metà strada.

Olimpiadi, gli impianti a Firenze e Bologna

Tornando agli impianti, il Mandela Forum è troppo piccolo per farne la principale arena indoor della manifestazione. Sarebbe comunque adatto, ad esempio, per la ginnastica o gli sport da combattimento.

Un altro grosso punto interrogativo pesa sugli sport acquatici. La Costoli avrebbe bisogno di un robusto potenziamento per poter accogliere il nuoto e i tuffi. E il Villaggio olimpico? Non ci sarebbe da sorprendersi se entrasse in gioco l’immensa area di Bologna Fiere. Il lavoro da fare, prima di tutto di progettazione, resta enorme. Una cosa almeno non manca: il tempo.

Olimpiadi, candidatura di Firenze e Bologna per il 2032

Le altre candidature per le Olimpiadi 2032

Ovviamente di ufficiale non c’è ancora (quasi) nulla, ma i sindaci di Firenze e Bologna non sono gli unici ad essersi esposti. Una cosa deve esser chiara: la candidatura italiana andrebbe a sfidare degli autentici titani, un peso piuma nello stesso campionato dei pesi massimi. E si dovrebbe allora giocare di strategia perché sul piano della forza un solo Davide non ha speranza contro tanti Golia.

Per approfondire: La corsa ai Giochi di Firenze e Bologna

I Giochi dei giganti

Uno per tutti: Mumbai. Nel 2032 sarà la quarta città del pianeta con 28 milioni di abitanti, città simbolo di un paese che per allora avrà superato la Cina come il più popoloso. L’India vuole mostrare i muscoli al mondo. Manca tutto, a partire da una solida tradizione olimpica. Ma basta la sola forza dei numeri a farne una delle favorite. Il Comitato olimpico indiano si è intanto portato avanti sul piano politico, ottenendo di organizzare proprio a Mumbai la sessione 2023 del Consiglio del Cio, quella che assegnerà i Giochi invernali del 2030.

Oppure potrebbe essere la volta buona per le prime Olimpiadi nel sud-est asiatico. Giacarta ha già formulato la sua candidatura, Kuala Lumpur e Singapore stanno ragionando su una proposta congiunta. Lo stesso le due Coree con Seoul e Pyongyang: un’Olimpiade della pacificazione su cui pesa però il delicato contesto diplomatico.

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L’Australia ci riprova

Brisbane tenta di riportare i cinque cerchi in Australia: la commissione che sta studiando la fattibilità del progetto ha rilevato che il 60% degli impianti necessari esiste già. Il governo ha garantito l’appoggio e stanziato i fondi per mettere a punto la candidatura.

Sui paesi del Golfo, oggi centrali nella geografia dei grandi eventi sportivi, pesano le condizioni ambientali: dopotutto si chiamano Giochi olimpici estivi e lì è impensabile gareggiare ad agosto né sarebbe possibile spostare tutto a dicembre come si è fatto per il mondiale di calcio 2022 in Qatar.

I tempi potrebbero essere maturi invece per la prima olimpiade africana. Il Sudafrica ci proverà con Johannesburg, l’Egitto insegue i Giochi 2032 o il Mondiale di calcio 2030 ma per adesso niente di ufficiale. Un certo interesse c’è anche da parte delle vibranti economie dell’Africa occidentale: Accra, capitale del Ghana, non nasconde di voler essere della corsa.

Olimpiadi a Firenze e Bologna, l’avversaria sarà la Germania

E il Vecchio continente? A parte le tiepide intenzioni del tandem Madrid-Valencia, di Londra, San Pietroburgo e Budapest, è la Germania che prova a prendersi i Giochi 60 anni dopo Monaco 1972 con la proposta più innovativa tra quelle in campo. La candidatura del Nordreno-Vestfalia per un’Olimpiade a basso impatto, diffusa su 13 città e con l’80% degli impianti già disponibile – compresi 16 stadi da oltre 30 mila posti e 24 grandi arene sportive al chiuso –, quattro aeroporti internazionali, collegamenti e infrastrutture di primo livello. Se il Cio si convincerà che è venuto il tempo della svolta – invocata da anni – verso un grande evento sostenibile e rispettoso dei territori, potrebbe essere proprio quella tedesca l’avversaria da battere per Firenze e Bologna.

Come si assegnano le Olimpiadi?

La lunga strada che porta una città a fregiarsi dei cinque cerchi ha il suo testo sacro nella Carta Olimpica, il documento del Comitato olimpico internazionale che contiene le regole, i princìpi e le linee guida per l’organizzazione dei Giochi. Si comincia da casa propria. Il progetto deve prima di tutto ottenere l’appoggio del comitato olimpico nazionale che diventa supervisore e responsabile della candidatura.

Serve poi la “benedizione” del governo locale, certificata da un documento legalmente vincolante di adesione alla Carta Olimpica. La palla passa così al Comitato Olimpico Internazionale. Sta al suo board esecutivo fissare un quadro di regole e requisiti. Ottenute le risposte dalle città interessate, il Cio comunica la lista di quelle ammesse alla selezione finale, che diventano ufficialmente le “città candidate”.

Il Cio dà allora vita a una commissione esaminatrice che prima sottopone un secondo questionario, più particolareggiato, e poi passa alle ispezioni sul campo. A quel punto si può scegliere. L’investitura avviene durante la sessione annuale del Cio (da tenersi in un paese che non ha candidature), quando i membri del Comitato esprimono la propria preferenza. Il Congresso del Cio che assegna le Olimpiadi estive è solitamente quello che si tiene nel settimo anno precedente ai Giochi. L’edizione del 2032 sarà quindi assegnata durante il congresso numero 143 del Cio, nel settembre 2025. Ma la candidatura dev’essere pronta per il 2023.