È stato presentato il Piano Olivetti per la Cultura, Esperienze di inclusione, accessibilità e welfare culturale nei musei del GAMB – Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello.
Cos’è il Piano Olivetti per la Cultura
Il Piano Olivetti per la Cultura del Ministero della Cultura assume la visione di Adriano Olivetti come riferimento per un’idea di cultura capace di superare i confini tradizionali dei luoghi e delle modalità della sua fruizione. Il Piano promuove un rapporto più pieno e integrato con il patrimonio culturale, attraverso nuovi linguaggi e modalità di accesso, riconoscendone il valore come elemento vivo della società.
È in questa prospettiva che i Servizi Educativi e Accessibilità del GAMB hanno sviluppato un programma che mette al centro inclusione, accessibilità e welfare culturale. Un programma che non nasce dalla semplice somma di singole iniziative, ma da una precisa idea di museo: un luogo aperto, inclusivo, partecipato, capace di costruire relazioni con le comunità e di rispondere alle diverse esigenze dei pubblici.
Il Piano Olivetti rappresenta per il GAMB un’occasione per consolidare esperienze già avviate e sviluppare nuove progettualità, attraverso la collaborazione con associazioni, scuole, enti sanitari, istituzioni e realtà del Terzo settore.
Percorsi di accessibilità universale
Il primo indirizzo del Piano Olivetti riguarda l’accessibilità universale, con iniziative rivolte a persone con disabilità sensoriali e cognitive e a pubblici neurodivergenti, attraverso visite dedicate, strumenti integrativi per una fruizione più autonoma e attività di formazione.
Il GAMB propone visite tematiche per adulti e bambini con disabilità sensoriali, in particolare persone sorde, cieche e ipovedenti. Le attività sono concepite per essere svolte da bambini con e senza disabilità, favorendo fin dall’infanzia l’inclusione e la partecipazione. Approfondiscono aspetti delle collezioni, opere specifiche e la storia dei musei dell’Istituto attraverso un approccio coinvolgente.
Le attività sono realizzate in collaborazione con Culter, l’Associazione Culturale L’Immaginario, Opera Laboratori, Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Firenze ed Ente Nazionale Sordi – Sezione Provinciale di Firenze.
In quest’ambito rientra il programma Welfare Culturale, realizzato e promosso da Fondazione CR Firenze, che mette arte e cultura al servizio del benessere, dell’inclusione e delle persone più fragili. Tra gli incontri previsti nei musei del GAMB OverArt, MuseiOltre e Arte qui e ora, a cura dell’Associazione L’Immaginario, coinvolgono anziani, persone neurodivergenti, con disabilità cognitive, disagio psichico o Alzheimer attraverso attività di mediazione culturale nei musei.
I cicli di appuntamenti previsti invece dal progetto Passeggiate Fiorentine favoriscono l’accesso ai più bei luoghi della cultura della città per famiglie, bambini e persone in condizioni di fragilità sociale, economica o relazionale, grazie alla collaborazione con le principali associazioni fiorentine che si occupano con passione del sostegno alle categorie destinatarie del progetto: Villa Lorenzi, Società Cooperativa Rifredi Insieme, Associazione Trisomia21, Comunità di Sant’Egidio, Centro anziani di Villa Bracci, Centro di Solidarietà di Firenze, Cooperativa Chicco di Grano, Associazione Culturale La Tinaia, Cooperativa Matrix, Fontenuova Società Cooperativa Sociale, Habilia Onlus, Progetto Itaca Firenze.
Grande attenzione è dedicata anche agli strumenti per una visita più autonoma, accessibile e assistita. Alla Galleria dell’Accademia di Firenze sono già state realizzate 11 video-guide in LIS e altrettante in Lingua dei Segni Internazionale, in collaborazione con l’Ente Nazionale Sordi – Sezione Provinciale di Firenze, con sottotitoli in italiano e inglese e speakeraggio, che saranno progressivamente estese agli altri musei dell’Istituto: Museo Nazionale del Bargello, Museo delle Cappelle Medicee, Museo di Palazzo Davanzati, Museo di Casa Martelli e Complesso di Orsanmichele.
Sono inoltre previste la revisione e l’aggiornamento degli apparati di comunicazione, in particolare dei pannelli didattici, la realizzazione e l’ampliamento di percorsi e mappe tattili, l’aggiornamento del sito internet e il potenziamento degli strumenti di supporto alla visita, tra cui la Storia Sociale e il Kit di introduzione alla visita, già realizzati alla Galleria dell’Accademia di Firenze nel 2025.
Completa questo indirizzo la formazione del personale che opera nei musei dell’Istituto sui temi dell’accessibilità e dell’accoglienza inclusiva, con attività dedicate alla gestione dei diversi pubblici.
Tra le attività già avviate figurano le giornate formative dedicate all’inclusione lavorativa e all’accessibilità universale e a lavoro, impresa, sostenibilità e misure di contrasto alla violenza di genere, realizzate attraverso la piattaforma e-learning del Ministero della Cultura. È inoltre prevista una formazione in presenza a cura dell’Associazione Culturale L’Immaginario, nell’ambito del progetto Welfare Culturale, con esperienze sul campo e attività di supporto alle visite.
Inclusione culturale e sociale
Il secondo indirizzo del Piano Olivetti riguarda il rapporto tra patrimonio culturale e comunità, con particolare attenzione all’inclusione sociale e alla possibilità di fare del museo uno spazio di partecipazione, relazione e benessere attraverso collaborazioni con strutture sanitarie, associazioni e realtà del territorio. Nel 2026 si sono svolte attività con la Fondazione Sant’Atto di Pistoia, rivolte a giovani a rischio di marginalità sociale, con l’Azienda USL Toscana Centro – Unità funzionale Disturbi Alimentari e con l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, per pazienti cronici, oncologici e persone con Parkinson e fibromialgia. Visite e laboratori saranno progettati in relazione alle esigenze dei diversi gruppi coinvolti, integrando l’esperienza museale anche nei percorsi di cura e riabilitazione.
All’interno di questo indirizzo si inserisce anche il programma Welfare Culturale di Fondazione CR Firenze.
La cultura come bene comune passa anche dall’educazione. Il GAMB propone attività didattiche per adulti, famiglie e scuole, con visite e laboratori rivolti a diverse fasce d’età, favorendo la conoscenza del patrimonio e il dialogo tra generazioni. Particolare attenzione è riservata ai contesti di fragilità, emarginazione e rischio di esclusione sociale.
A queste iniziative partecipa attivamente anche il personale ATAV in servizio presso i diversi musei dell’Istituto.
Il rapporto con la comunità si rafforza inoltre grazie alla partecipazione alle iniziative promosse dal Comune di Firenze, come la rassegna Firenze dei Bambini, dedicata nel 2026 a Carlo Collodi e all’immaginario di Pinocchio, con sette attività rivolte a bambini dai 6 ai 12 anni e alle loro famiglie, realizzate alla Galleria dell’Accademia di Firenze, al Museo Nazionale del Bargello, al Museo di Palazzo Davanzati e al Museo delle Cappelle Medicee.
Promozione diffusione e produzione culturale e artistica giovanile
Il terzo indirizzo del Piano Olivetti è dedicato al coinvolgimento delle nuove generazioni attraverso percorsi formativi, collaborazioni con istituzioni scolastiche e universitarie e l’impiego delle tecnologie digitali.
Il GAMB sviluppa attività rivolte agli studenti che uniscono formazione ed esperienza diretta nei musei, avvicinandoli al patrimonio e al mondo del lavoro. Tra queste rientra il progetto “Ambasciatori dell’Arte” al Museo Nazionale del Bargello, che ha coinvolto tre scuole e sarà rinnovato e ampliato anche ad altri musei dell’Istituto. A conclusione del percorso, gli studenti sono chiamati a svolgere attività di guida in diverse lingue comunitarie, mettendo in pratica le competenze acquisite e confrontandosi direttamente con il pubblico.
Prosegue la collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Firenze, nell’ambito di una Convenzione Quadro che prevede attività formative, tirocini e progetti rivolti ai diversi pubblici. Un esempio è il progetto dedicato alla Venere e Cupido di Jacopo Pontormo alla Galleria dell’Accademia di Firenze, realizzato nell’ambito di Firenze dei Bambini 2026, che utilizza la realtà virtuale come strumento di educazione al patrimonio e di alfabetizzazione digitale.
Un ulteriore ambito riguarda la digitalizzazione delle collezioni del GAMB, attraverso campagne coordinate dai curatori dei musei con il coinvolgimento di tirocinanti universitari. È in corso, in particolare, la revisione e l’aggiornamento della catalogazione del patrimonio dell’Istituto.


