venerdì, 22 Ottobre 2021
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Pitti Uomo, cala il sipario. Molti compratoti stranieri, italiani in calo

Secondo le ultime proiezioni dei risultati di affluenza, l’82esima edizione di Pitti Uomo si concluderà con un leggerissimo ma confortante aumento dei punti vendita esteri.

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Secondo le ultime proiezioni dei risultati di affluenza, l’82esima edizione di Pitti Uomo si concluderà con un leggerissimo ma confortante aumento dei punti vendita esteri (l’insieme dei paesi esteri nel 2011 segnò un quasi + 8% rispetto all’anno prima ancora), e il (facilmente prevedibile) calo di circa il 12% degli italiani – tra cui si confermano tutte le migliori boutique, senza eccezioni.

ATMOSFERA POSITIVA. “Abbiamo registrato un’atmosfera molto positiva in questi giorni in Fortezza da Basso – dice Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine – e i primi commenti che ho raccolto tra espositori e compratori mi confermano questa impressione. Le aziende hanno fatto un lavoro straordinario in termini di ricerca, di innovazione sul prodotto, di riposizionamento di mercato, di attenzione ai costi”.

LA CLASSIFICA. La classifica dei paesi esteri in termini di presenze vede in testa la Germania (stabile), seguita da Giappone (aumento), Spagna (calo), Gran Bretagna (aumento), Francia (stabile), Usa (aumento), Cina e Corea (entrambe con più punti vendita e meno persone), Olanda (calo), Russia (aumento), Turchia (aumento). Stabili Hong Kong e Taiwan, Polonia e Ucraina; in aumento Brasile, India, Sudafrica e Messico; in flessione Grecia, Portogallo, Belgio e Svizzera.

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