venerdì, 14 Maggio 2021
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Accordo Regione Toscana-sindacati per i diritti dei riders

Siglato l'accordo tra sindacati e Regione Toscana che riconosce i riders come lavoratori subordinati e prevede tutele e sostegni

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Salari svincolati dalla logica del cottimo, premi incentivanti e limiti sul carico di lavoro, Tfr, previdenza, malattia, straordinari, maggiorazioni per i servizi notturni e festivi. Sono alcune delle tutele che dovranno essere applicate anche ai riders secondo un accordo condiviso da sindacati e Regione e che punta a garantire dignità della persona e diritto contrattuali anche ai lavoratori della gig economy.

Riders: accordo tra sindacati e l’assessorato al lavoro della Regione Toscana

L’intesa ha coinvolto Cgil, Cisl e Uil della Toscana, con le rispettive federazioni di categoria e anche l’assessorato al lavoro della Regione. Nell’accordo si prevedono anche congedi parentali, dispositivi di protezione, diritto alla disconnessione, alla privacy e alle agibilità sindacali, formazione e sicurezza sul lavoro, divieto di ranking reputazionale, algoritmo equo e trasparente.

Riders e l’albo delle imprese certificate

Si punta poi alla qualità e sostenibilità de servizio, coinvolgendo i consumatori e le stesse imprese, attraverso indicazioni su igiene e sicurezza alimentare, la necessità di un bollino e/o tesserino di garanzia, la creazione di un albo delle imprese certificate, la creazione di un elenco di riders presso i Centri per l’impiego per evitare fenomeni di caporalato, un marchio etico.

Nardini: I riders sono lavoratori subordinati

Come sottolineato dall’assessore regionale al lavoro Alessandra Nardini “la Toscana vuole fare la propria parte a sostegno di una battaglia giusta, quella dei riders, per il riconoscimento pieno del diritto al lavoro sicuro, dignitoso e di qualità”. Per i sindacati l’intesa “è un grande risultato perché riconosce che i riders sono lavoratori subordinati a cui va applicato il contratto del settore ‘merci e logistica’, che consente le necessarie flessibilità per venire incontro alle nuove forme di lavoro, senza rinunciare alla tutela dei diritti di chi lavora”.

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